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"Sulla tua bocca lo dirò"
il nuovo album di
Mina .Da venerdì 20 febbraio 2009 nei migliori negozi.
Le Impressioni degli Amici del Minaover50
I Edizione 25 febbraio 2009
(Ultimo aggiornamento 25/02/2009)
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Nuovo album di Mina: Sinatra-Jenkins vs. Mina-Ferrio
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Sam
Foggia, lì 20 febbraio 2009
(Parte I)
Le previsioni mie non si erano affatto sbagliate.
Ho ascoltato l'album e mi son reso conto dell'atmosfera che lo caratterizza.
Rispecchia molto albums "sinfonici" risalenti agli anni '50, gli arrangiamenti sono "retrò", ma in alcuni episodi si cade proprio in una atmosfera deprimente.
Attenzione però, gli arrangimenti sono molto belli e curati, ed eleganti.
Le sensazionali note acute degli archi (violini, viole, violoncelli e contrabbassi) danno una sensazione melodrammatica.
In certi momenti Mina e Ferrio trovano una sintonia perfetta nel carattere musicale, con una esagerazione pensierosa (vedasi "Mi parlavi adagio") da parte di Ferrio che incoraggia la cantante, sempre di più sulle spine, a spostarsi da una seducente malinconia all'autocompassione.
I corni (credo inglesi) funerei del brano "I Have A Love" (di Bernstein e Sondheim) rendono il brano malinconico e sofferente.
Il risultato dell'album nella sua complessità ha una sonorità dolente e inconsolabile, un po' sdolcinata in alcuni sesempi ("Mi chiamano Mimì") e a tratti troppo ornata.
Se i brani vengono presi uno ad uno, sono straordinariamente emozionanti e gratificano l'udito, ma ascoltare l'album per intero risulta pesante.
"Caro mio ben", ha un suono più rilassato, appassionato e strappacuore.
"Oblivion" è drammatica, con quegli archi seri e spinosi, un tango che diventa pessimistico con un pizzico di saggezza. Gli archi fanno da padrone.
"Bess You Is My Woman Now / I Loves You Porgy", assume colori operistici, dove gli archi sono principali, e i fiati in minoranza accompagnano. E' un medley di due composizioni tratte sempre da "Porgy & Bess". E' sicuramente la più sinatriana come arrangiamenti. Ferrio assume la figura di Gordon Jenkins.
Non stupisce che il tormento senza limiti di Mina e Ferrio forse ha più senso proprio quando uno invecchia.
Sinatra pubblico tre albums con gli arrangiamenti di Jerkins, il più drammatico "Where Are You?" del 1957. Il nuovo album di Mina si avvicina molto come atmosfere e drammaticità a questo stereotipo, e non so se è una combinazione, anche nell'album di Sinatra fu inserito un brano di Leonard Bernstein, tratto da "West Side Story", ovvero "Lonely Town.
Album difficile. Ma da Mina ci possiamo aspettare di tutto.
(Parte II)
Le interpretazioni di Mina dell'ultimo album, nello specifico
.MI CHIAMO MIMI'
Romanza (dall'Atto I°) tratta dall'Opera "Bohème". Opera lirica in 4 Atti. Musiche di Giacomo Puccini. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
IDEA
Romanza "da salotto" del compositore italiano Francesco Paolo Tosti.
I HAVE A LOVE
Duetto (dall'Atto II°) tratto dall'Opera "West Side Story". Opera lirica in 2 Atti. Musiche di Leonard Bernstein. Liriche di Stephen Sondheim. Tratta dal libro "West Side Story" di Arthur Laurents.
Il duetto originale è cantato dalle protagonieste Maria e Anita.
Ricordo che Stephen Sondheim è anche autore della celeberrima "Send In The Clowns", incisa non solo da Frank Sinatra ma anche dalla stessa Barbra Streisand.
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CARO MIO BEN
Aria del compositore italiano del 1700 Giuseppe Giordani (soprannominato Giordanello).
OBLIVION
E' un classico tango scritto da Astor Piazzolla. Il testo è stato scritto da Alba Fossati.
MI PARLAVI ADAGIO
Musica rielaborata dall'Adagio per archi e organo del compositore veneziano Tomaso (o Tammaso) Albinoni. Il testo in italiano è del paroliere Giorgio Calabrese.
MANON
Preludio (dall'Atto III°) tratta dall'Opera "Manon Lescaut". Dramma lirico in 4 Atti. Musiche di Giacomo PUccini. Libretto Marco Praga, Domenico Oliva, Luigi Illica e Ruggero Leoncavallo. Tratta dal romanzo dell'abate Antoine François Prévost, intitolato "Storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut".
BLESS YOU IS... I LOVE YOU PORGY!
La versione di Mina è costituita da un medley che riporta due Romanze tratte dall'Opera "Porgy And Bess". Opera in 3 Atti. Musiche di George Gershwin. Libretto di Ira Gershwin e Heyward Du Bose. Tratto dal lavoro teatrale "Porgy And Bess" scritto da Heyward e la moglie Dorothy Du Bose.
NESSUN DORMA
Romanza (dall'Atto III°) tratta dall'Opera "Turandot". Dramma lirico in 3 Atti e 5 Quadri. Musiche di Giacomo Puccini; lasciata incompiuta dal compositore e successivamente completata da Franco Alfano. Libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni. Basata sulla traduzione di Andrea Maffei dell'adattamento tedesco di Friedrich Schiller del lavoro di Guido Gozzi, intitolato "Turandot".
E' LA SOLITA STORIA (detto anche "Il lamento di Federico").
Aria (dall'Atto II°) tratta dall'Opera "L'Arlesiana". Opera lirica in 3 Atti. Musiche di Francesco Cilea. Libretto di Leopoldo Marenco. Tratta dal dramma "L'Arlesiana" di Alphonse Daudet.
La canzone rivela una singolare forza poetica ed accenti di accorata, palpitante umanità.
E LUCEAN LE STELLE
Romanza (dall'Atto III°) tratta dall'Opera "Tosca". Opera lirica in 3 Atti. Musiche di Giacomo Puccini. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. Tratta dal dramma "Tosca" di Victorien Sardou.
SONO ANDATI
Romanza (dall'Atto IV°) tratta dall'Opera "Bohème". Opera lirica in 4 Atti. Musiche di Giacomo Puccini. Libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica.
Sam
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"Ma il mio mistero è chiuso in (te)" - "Grazie" per questo ennesimo dono. Devotamente "Grazie"
by
Franco Lo Vecchio
Brescia, lì 20 febbraio 2009
Alle 18.02, dopo aver intimato il silenzio assoluto a mia Madre, a Laurent e persino al cagnaccio, ho inserito il cd nel lettore. Ho ascoltato "Sulla tua bocca lo dirò". L'ho ascoltato sapendo che non era un disco commerciale, ma un disco voluto da sempre da Mina. Voluto per sé, ma voluto anche per i devoti. Quelli che sono chiamati "acritici". Che accettano passivamente tutto, purché di Mina. Avrei molto da ridire sulla copertina. Ma per il momento accetto il consiglio del Nava di non badare alla carta che avvolge la caramella. Quindi non sono "acritico", ma ipercritico. Magari non avrò la stessa perizia e lo stesso bagaglio musicale di Sam o di altri amici. Non conosco il pentagramma. Sono digiuno di musica classica. Conosco a mala pena qualcosa. Rudimenti.
Il rito è sempre uguale e si ripete dal lontano 1981.
Pensate che ho conservato persino la pellicola che avvolgeva il cd sol perché ha l'etichetta con la scritta "Mina Le romanze e il melodramma". Conservato persino lo scontrino. Parentesi di polemica: ma come potete convincervi che un brano passato in anteprima su Internet, mi scoraggerebbe dall'acquistare l'originale? Io compro solo artisti che amo. Gli Aftehours, i Renga, le Giorgie tanto per citare qualcuno, non m'interessano neanche taroccati. Rispetto coloro che li applaudono, ma per favore non stuprimo il mio udito. Il mio udito è il solo senso che mi permette di percepire suoni, voci, rumori... Ed è grazie a questo udito, e ringrazio Dio che me lo salvaguardi fino alla fine, che io dalle 18.02 in poi ho sentito attraversare l'anima da un grande uragano. Un animo spaccato. Una voce, divina e non può che essere tale, è penetrata attraverso l'udito dentro di me. Si è impossessata del mio essere. L'ha piegato. L'ha reso più simile a Dio e non alla bestia. Una voce che solca le nostre viscere riempendole di bello. Lasciando sentimenti d'amore dentro. "Ma il mio mistero è chiuso in me". La chiave di lettura di questo nuovo capolavoro, che si colloca immediatamente dopo "Dalla terra", sta in quel "mistero". Mistero che si chiude in una voce che si apre all'universo.
Occorre il silenzio assoluto. Bisogna restare soli con quel "mistero" e lasciarsi cullare, lasciarsi elevare come da un esercito di angeli del Doré verso l'eternità. Mina è la cantante (che termine vecchio!) più popolare d'Italia e non solo, ma è anche la meno conosciuta per la sua eleganza canora. Non penso che Sanremo abbia potuto far comprendere la sua grandezza ad un pubblico tutto proteso verso le sciocchezze da gossip che girano attorno al Festival più famoso d'Italia. Un video... e torna la mia "ipercriticità". La prossima volta affidatelo ad un Fan (siamo in grado di potervene indicare più di uno).
E torna il Nava con quella carta da caramella.
Non ho capito perché Mina voglia che non se ne parli. Infatti, a parte La Stampa, altri grandi quotidiani, oggi nessuno ne ha parlato. Se non qualche cenno sul Corriere ed un vergognoso francobollo su La Repubblica. Io penso che, al di là degli anatemi del Vaticano o delle colleghe in cerca di guadargnarsi un posto al sole nelle cronache, "Sulla tua bocca lo dirò" sia fatto conoscere ovunque. Perché in questo mondo in cui dilaga la violenza e tanta brutalità e bruttezza, vi sia bisogno di un bagno di purezza, di bellezza, di amore. "Mi chiamano Mimì" e "Ideale" erano già stati eseguiti da Mina. Ci sono altre perle, altri attimi da brivido come "Mi parlavi adagio", "Manon", " E lucevan le stelle". Si resta in uno stato di contemplazione, così come lo rimase Leopardi creando "L'infinito" o Dante i canti del Paradiso, quando si ascolta "Nessun dorma". Un verso strappa il cuore:
"Ma il mio mistero è chiuso in me".Al profano, al non devoto di Mina, si consiglia di non ascoltare per intero l'album. Ogni pièce vale un album. Ogni pièce chiede al profano ore per l'interiorizzazione.
Al devoto, nulla. Perché il devoto resta in comunicazione con il "mistero" di quella voce per tutto il tempo in cui si lascia elevare verso l'alto così come Dante con Beatrice.
Si ascolti in silenzio. Si ascolti facendo a meno dell'involucro di naviana memoria. Si punti sul "mistero" della voce e se, per il momento, non si è pronti, si deponga il gioiello nello scrigno e lo si tiri fuori in un momento migliore, in un momento in cui si è nella grazia dell'ascolto.
A Mina il "grazie" del devoto.
Ai musicisti, al Maestro Ferrio, al caro Massimiliamo Pani, ai tecnici, a quanti hanno collaborato alla realizzazione di questo progetto, come Luigi Nava o Lele Cerri, il mio personale "grazie".
In un momento difficile come questo, in momento in cui mille tralicci mi cadono innanzi, "Sulla tua bocca lo dirò" è il solo balsamo per la mia anima.
Franco Lo Vecchio
con la devozione di sempre.* * *
Ma... quando vien lo sgelo il primo sole è mio
by
Enrico MantvCremona 21 febbraio 2009
(Parte I)
Anche per me, dopo tantissimi anni, ho cominciato a dorgarmi di Mina dal 1984, avevo 11 anni, il lovecchiano "rito" si è ripetuto.
Ieri, per Verona venerdì gnoccolaro, pieno di carri e sfilate in città coll'elezione del Papà del gnocco, maschera di Verona (antichissima festa di Carnevale, che risale agli Scaligeri che in questo periodo dell'anno regalavano al popolo patate e farina, da qui la tradizione del venerdi di carnevale a Verona in cui si cucinano i gnocchi), ieri un solitario figuro si faceva largo in bicicletta in una bellissimo e freddino poveriggio di febbraio per guadagnare la Fnac e rinnovare il suo antico appuntamento con la Voce.
Arrivo a casa, in silenzio, metto il cd nel vecchio stereo con le casse riciclate (le migliori, quelle del primo stereo della cresima, del 1984) e aspetto la Voce.
Che schiaffo.
"Torna caro ideal". Dio che roba. Come si puo' parlare?
"I have a love". Tutti gli anni da coglione che sono temo sempre per la voce di Mina. Penso: oddio è invecchiata, che "i" metalliche. Che pirla che sono.
Ma la sentite, amici miei? Dio mio che voce ha ancora. Che timbro, che bellezza, che precisione. Ma soprattutto che timbro e che estensione. E che volume. Paolo ammetti di esserti sbagliato...
Caro mio ben. Che carina e che grande orchestra.
Oblivion. Qui inizia tirare fuori gli artigli , in un terreno che è piu' il suo sembrerebbe, qui sguisa un po', mentre fino alla traccia 4 era timorosa quasi, precisissima, voce chiara, voce bellissima. Voce spiegata.
Qui è la Mina che si sente forse piu' "a suo agio" dell'intero album.
Mi parlavi adagio. Che razza di musica. Forse è la traccia che mi piace meno. Comunque gran classe.
Manon: anche qui che voce ha? Ma come fa a quasi 70 anni? Grandissima, a suo agio, ma vedete come centra le note? e che purezza di voce, che controllo? E nei bassi sembra un tenore leggero? E' unica, è la migliore. E che pathos "rimane ancora un amore!"alla fine. L'orchestra è fenomenale. Credo che se ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo alla faccia di ogni critica, di ogni avanguardista, di ogni critico che la paragona a chiuqnue altro io credo sinceramente che ancora adesso Mina sia la migliore cantante bianca del mondo. Che personalità. Una cosi nasce una volta in un secolo. Si dovrebbe ringraziarla che fa queste cose, che restano nel tempo molto di piu' di qualsiasi pur bella canzonetta.
Porgy and Bess: splendida
E' la solita storia: grande davvero, non riesco a dire altro.
Nessun dorma: ecco qui devo dire che sinceramente non mi piace l'orchestrazione di Gianni Ferrio, secondo me è l'accompagnamento musicale meno riuscito. Per me la voce andava sostenuta di piu', invece di calare con l'orchestra mentre la voce deve salire di volume.
L'acuto finale è incredibile: sentendolo in cd e non in tivu ci si accorge che non è un'opera sapiente di missaggio, Paolo. E' lei che parte in falessttone e poi continua di petto. Grande voce spiegata.
E lucevan le stelle. Altro famosissima aria maschile. Molto bella. Forse la tonalità non è il massimo per Mina, ma d'altra parte i giri armonici hanno le loro esigente e Ferrio è un musicista serio. Grandissima orchestrazione secondo me.
Sono andati. Stupendo
Cielito lindo. Quanto carina è?
Sembra una bambina.
Insieme a Dalla Terra è il capolavoro di Mina.
Ieri sera ero a cena con le figlie di un direttore d'orchestra, attualmente impegnato a New York proprio nella Turandot, con Licitra credo.
Una di esse ha 22 anni, due anni di acotr studios, assistente degli insegnanti di ballo di Madonna e Mariah Carey. E cantante. Ha partecipato alle selezioni di X factor. Lasciamo stare cosa ha detto di lei la Ventura, che colla musica non c'entra neinte.
Sta ragazza ha detto, sua sponte: Mina è incredibile. Ma come fa a quell'età? E' assurda. Un marziano. E non ha mai conosciuto declini in 50 anni.
Mina è nata per servire la musica, e piu' passa la tempo piu' vuole spendersi per la musica.
Speriamo non smetta mai di cantare.
Altro che devoto, Franco, persino una ragazza di 22 anni che sta normalmente in America e lavora a Broadway dice che lei è "assurda". E' proprio una cosa oggettiva.
Non riesco davvero a trovare le parole per questo capolavoro. L'unica cosa da fare è mettere su il cd tacere ed ascoltare. La musica e lei, l'orchestra e lei.
Grazie, dolce Mina.
Enrico Mantv
(Parte II)
Ho appena letto l'articolo di fondo di Mina su La stampa.
Elegante e insinuante. Restituisce al mittente tutte le cattiverie delle colleghe invidiose, forse stroncandole. Non han nulla da dire. Peracottare. A parte Patty Pravo, che ha avuto il culo di avere una bella canzone, peccato che la sua voce rovinata e afona non sia all'altezza.
D'altra parte nella vita uno paga sempre le scelte che ha fatto: Mina ha scelto se stessa e la sua famiglia ed è una donna, una signora realizzata nei suoi affetti familiari, Patty Pravo ha voluto avere una vita spericolata e ne paga le conseguenze: Un volto di cartapesta che di profilo assomiglia a lord Voldemort di Harry Potter, a 60 anni mostra le tette che davvero , Luna mia, sono due mozzarelle oltre la data di scadenza, la voce definitvamente rovinata. Acuti afoni. Buona interprete, gran personaggio, ma permettetemi la Musica con la m maiuscola è ben altro.
Mi spiace che la sua bellisima canzone sia andata in mano a lei. Non sa rendere onore a quella bellissima canzone.
La Zanicchi si è saputa riciclare per non morir di fame. Pentole materassi, music farm. Ma non come la Bertè che ha dovuto andare a music farm perchè è talmente pazza che nessuna casa discografica la vuole piu', e Loredana ha una sua genialità, ma perchè la Zanicchi è la diretta prosecuizone delle cantanti di balera. E' troppo volgare per essere davvero un'artista. Le ha salvato il culone rettangolare Berlusconi. E crepa di rabbia.
Benigni su Mina è stato simpatico, forse gli è dispiaciuto che non ci fosse fisicamente, e ha fatto una simpaticissima battuta, gradita dall'interessata.
Ma Mina è piu' grande anche di Benigni. Carriera piu' lunga, ha conosciuto ed è stata apprezzata da tutti i piu' grandi musicisti del secolo passato: Sinatra, Armstrong, la Vaughan, la Fitzgerlad, Jobim, Chico Buarque, Fellini, Toto', De Sica. Mina appartiene di piu' di Benigni all'arte italiana.Non solo per questioni anagrafiche. Anche se è meno conosciuta all'estero nel suo campo è oiu' universale di Banigni, che senza lingua italiana è meno divertente.
D'altra parte la popolarità di Benigni è cresciuta coll'Oscar.
In comune hanno la passione per la bellezza: la musica delle romanze e la divina commedia.
Credo che Benigni le volgia bene sul serio e per questo si è permesso quella battuta. E se lei l'ha presa sul ridere , autoironica com'è, credo che lo conosca di persona probabibilmente.
Ad ogni modo tutta la stupida ridda di polemiche sulla sua presenza fisica non fanno altro che confermarla sulla sua saggia scelta: non apparire mai piu'. Se volessero davvero che tornasse fisicamente sulla scena dovrebbero solo lasciarla stare.
Ma in fondo se tornasse sarebbe un po' come Celentano: troppo piu' in là degli altri, troppo piu' importante e li offuscherebbe tutti.
E allora sarebbe ancora peggio: tenterebbero di massacrarla. Da 31 anni Mina sa bene cosa vuole dire essersi liberati da sti casini. Come darle torto nella scelta che ha fatto.
Ha fatto un'operazione tutt'altro che commerciale e per promuoverla ha sacrificato parte della sua privacy ed è stata aggredita, figuriamoci se riapparisse. Tenterebbero di mangiarla, non avrebbe piu' pace come tanti anni fa,
Mina:
Enrico Mantv
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"Sulla tua bocca lo dirò", ovvero lirica e classica ad usum delphini - I
by Paolo Driussi
Udine 22 febbraio 2009
Dicesi "ad usum delphini" per cose ridotte o castrate, a somiglianza degli autori latini ridotti e purgati, per uso del Delfino, figlio di Luigi XIV, d'ordine del suo governatore il duca di Montausieur.
E se fosse davvero questa la similitudine giusta per questo album voluto da Mina a tutti i costi, l'album della sua vita, fortemente contrastato dalla Sony, sarebbe già tanto. Ma non è nemmeno così.
Poiché queste mie note arrivano quasi per ultime, mi sono reso conto di che cosa sia stato gradito, di che cosa sia stato apprezzato di questo disco, che cosa sia arrivato agli ammiratori, coloro abituati da tempo, per affetto e per tradizione a comperare tutto di Mina, soffermandosi prima sulla copertina (Mauro Balletti ai suoi minimi termini) e sul packaging, sottolineando la grande voce, facendosi prendere da febbri squassanti e brividoni lungo la schiena per questo miracolo che si perpetua da decenni, e quasi mai entrando nello specifico dei singoli brani, lodando la ghost track che con lirica e classica non c'entra nulla e trascurando in gran parte il "corpo" dell'album.
Partiamo tenendo conto che stiamo parlando di un'eccellenza, termine mediato da Bonolis, dopo cinque giornate di full immersione in un'edizione sanremese che aveva illuso e poi si è rivelata la solita enorme montagna che partorisce il topolino.
Un'eccellenza dunque. Però nella Mina attuale ci sono delle imperfezioni e dei preziosismi. Non tutto è lodevole, non tutto è da scartare.
Mi chiedo tuttavia a chi può giovare un disco siffatto.
Il coronamento di un suo sogno? Va benissimo. Ma non sono arie classiche come per lungo tempo ci avevano fatto credere, arie prive di testo fino ad ora che il buon Giorgio Calabrese avrebbe provveduto a rendere cantabili (ce ne sono appena due), non sono romanze e melodramma come ingannevolmente recita il testo dell'adesivo applicato sul cellophane del CD. C'è dentro un po' di tutto. Dal musical di Bernstein "West Side Story" a Gershwin, da Piazzolla a "Cielito lindo".
Ma andiamo per ordine.
SI', MI CHIAMANO MIMI'
"Sì, mi chiamano Mimì" è resa in maniera non propriamente uguale o quasi uguale alla versione del 1972. Allora insorsero i "puristi" bocciando Mina, Dorelli e soprattutto Ferrio. Io, lo ripeto, non mi considero un purista e quella lontana versione non mi era dispiaciuta. Consideriamo la recente. Concordo sempre con chi rimane estasiato davanti ad una Voce che sembra non conoscere l'oltraggio degli anni che passano. Mina ha acquistato nel tempo o con l'età o con troppe sigarette fumate i toni bassi che le mancavano in gioventù e sembra aver mantenuto inalterati i toni alti. Sembra. Non è esattamente così. E' la grande forza interpretativa che ti dà l'illusione che non sia cambiata. Per questo affermo che, pur rimanendo estasiato davanti alle "cose" che riesce ancora a fare questa quasi settantenne, al disco della sua vita avrebbe dovuto pensarci almeno vent'anni fa. Per "Sì, mi chiamano Mimì" provo a fare un'analisi semi-approfondita che non ripeterò per gli altri brani, per dimostrare quanto ho evidenziato.
Noto toni un po' forzati, invenzioni non del tutto felici, voce che spesso si spegne in un mezzo singhiozzo.
Si noti lo sforzo che c'è in quel "primAvEre" che si spegne in un singhiozzo, laddove avrebbe dovuto esserci un canto che suggerisse quanto Mimì vagheggiasse e desiderasse il ritorno di una stagione più mite, la bella stagione che si portasse via il freddo che regnava nella soff itta.
Si noti quanto è detto in tono grave quel "poesia". Si noti come nella seconda metà della romanza Mina abbia un curioso modo di fraseggio, allungando certe vocali, cambiando di tono.
"Ma quando vien lo sgelo -o,
il primo sole è mio-o
il primo bacio dell'apri-lee è mio-o
il primo sole-e è miio -o"
Quella "rosa - ah..."
Profumo (singhiozzo) di un fiorE (forzato)
"Ahimè (il primo) e""Odore" (gravi, cavernosi).
Non voglio passare per ipercritico. Ci sono preziosismi nei brani successivi che smentiscono ampiamente queste mie pedanti note. Vediamolo.
IDEALE
Qui la prova di Mina è buona, ma non paragoniamola alla Mina di Milleluci. Qui la voce è spesso velata, si avverte il "raspino". Siamo obiettivi! Ciò non toglie che questa romanza di Tosti sia porta nel modo migliore a lei oggi possibile e quel magico secondo "torna" sussurrato nel finale prevale su tutto. Quella è magia pura e nobilita tutto.
I HAVE A LOVE
La forza che Mina dimostra nel finale è IMPRESSIONANTE. L'album vale l'acquisto solo per questo pezzo. Dimentichiamo le pedanterie sopra descritte. Trovate un'altra che sappia fare altrettanto e poi ne riparliamo.
Dolcezza estrema e poi l'esplosione di quell'"All my life!"
Assolutamente strepitoso, sottolineiamolo ancora, quell' "Your is your LIFE"!
CARO MIO BEN
Non so che dire, se non che è resa con maestria e disarmante dolcezza.
II Parte:
OBLIVION
L'orchestra avrebbe dovuto sostenerla di più. Qui Mina e Ferrio non sono in grande sintonia. Se solo l'avesse cantata con Piazzolla! La voce si arrochisce nel primo "sin" e ritorna il raspino. Migliora nel finale. Si noti il vigore di quell' "apareciò", quel "Ya todo se acabò" ed il bel fraseggio di "se per-diò".
MI PARLAVI ADAGIO
L'Adagio di Albinoni è il brano più conosciuto alla massa. Versioni cantate ce ne sono già state in passato, fin dagli anni sessanta e anche in italiano. Non mi piace il modo in cui lo rende Mina. C'è un "Tuuuuuuu" prolungatissimo iniziale e in tutta sincerità il testo di Giorgio Calabrese è di un banale assolutamente inaspettato.
MANON (ovvero il Preludio al Terzo atto di "Manon Lescaut" di Puccini)
Qui Giorgio Calabrese si riscatta alla grande.
Mina incespica in quel forzato, singhiozzante grave "E tu resterai con la cicatrice che mi segnerà"
Poi va via liscia, a parte quel "Te ne vai" gridato.
"AncOra (O sottolineato per evidenziare il punto) un amore" è gridato.
Il finale è meravigliosa pura magia.
BESS IS MY WOMAN NOW/I LOVE YOU PORGY
Qui è strepitosa. Mi sarebbe piaciuta di più se avesse mantenuto toni più leggeri, più morbidi e meno stentorei.
In ""But I ain't goin'!" noto un'inflessione alla Billie Holiday. Ma è solo un attimo, tant'è che Billie Holiday rende in tutt'altro modo "I love you Porgy", vale a dire nel modo dianzi descritto. Anche perché va tenuto conto del momento in cui l'aria si colloca nell'opera di Gershwin.
E' LA SOLITA STORIA...
L'avrei tranquillamente evitata. Non aggiunge molto. E' pleonastica. Mina interpreta in chiave drammatica e partecipe.
NESSUN DORMA
Mina "addomestica" l'aria più celebre di "Turandot" restituendola alla stregua di una grande canzone melodica, in modo prevalentemente dolente. Al di là del fatto che l'aria sia stata composta per un tenore, per una voce maschile, sembra non essere stato tenuto conto del momento dell'opera in sui si inquadra l'aria.
E' questo che mi fa affermare che la versione di Mina è quella di una grande canzone melodica che ha poco a che vedere con le intenzioni dell'autore. Mi ricredo sul finale. D'altra parte attendevo la verifica su CD, perché ciò che è arrivato dalla televisione, quel passaggio da un soffiato a una piena voce finale sembrava frutto di alchimie di missaggio, non perfettamente riuscite.
Ora posso dire che è un passaggio geniale. Parte in "quasi falsetto" e possiamo ascoltare quella "E" crescere, crescere, crescere, crescere, gonfiarsi fino ad esplodere con grande forza. Ma è un Puccini "ad usum delphini"
E LUCEVAN LE STELLE
Qui Puccini è tradito ancora. Qui non avverto assolutamente il pathos che avrebbe dovuto esserci. Cavaradossi canta sulla terrazza di Castel Sant'Angelo nelle ore che precedono la sua fucilazione. Laddove dovrebbe esserci rimpianto, disperazione per la vita che si sta per perdere io percepisco vocalità che si divide fra languore e rassegnazione, ma assai poco il canto di disperato addio alla vita del tenore.
SONO ANDATI?
E' un mezzo pasticcio. E' sbagliata la chiave interpretativa. La prende troppo alta. Ricordiamo che è il canto di una donna che sta morendo. Se ci lamentavamo perché sembrava che la voce non ci fosse, qui è fin troppo spiegata. E manca un partner maschile.
"Son bella ancora?" sembra una domanda che Mimì fa a sé stessa, mentre la rivolge a Rodolfo, il quale dà una risposta che giustificherebbe quel "Hai sbagliato, dovevi dire bella come un tramonto", che in questa versione appare incomprensibile.
Ottimo pre-finale affidato all'orchestra, prima di quel "Mi chiamano Mimì" che avrei visto meglio più sussurrato.
CIELITO LINDO
La prendiamo come un"divertissement"? Uno scaldavoce registrato durante le prove? Va benissimo. Però non c'entra per niente con tutto il resto.
Qui a tratti si ritrova la Mina ironica e un po' bamboleggiante d'antan che canta quasi al ritmo di un carillon.
In conclusione un album che creerà disappunto ai melomani, che non dirà molto a una buona parte della fanseria, la quale si è già soffermata sulla ghost-track iperlodandola, che ha apprezzato Bernstein, Gershwin, non ha disdegnato Piazzolla ed ha quasi scartato il resto.
Paolo Driussi .
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Caro mio ben, credimi almen: senza di te languisce il cuor
by
Daniele BusiFerrara 24 febbraio 2009
Ascoltando questo nuovo disco di Mina si ha l'impressione di trovarsi di fronte a qualcosa di intoccabile, di eterno, proprio di "qualità senza mezze misure" come ha detto Massimiliano.
Mina è sempre Mina e questo non dovrebbe stupirci, ma alla vigilia ormai dei settant'anni a dire il vero un po' mi stupisce. Mi stupisce anche Paolo e chi dice che la sua voce non è più quella di una volta: io la trovo uguale, esattamente uguale a tanti anni fa: basta fare il confronto con la "Mi chiamano Mimì" di tanti anni fa, riarrangiata anche allora e non credo a caso, dal maestro Gianni Ferrio.
Basta pensare al Magnificat, all'Ave Maria e arrivare alla sublime interpretazione di "Nessun dorma", dove il passaggio dell'ultimo verso è strabiliante.
Ma, senza scomodare questi capolavori e rimanendo sul pop, anche l'interpretazione di "Rosso" nella metà degli anni 90 può essere presa ad esempio per dimostrare la straordinaria potenza della sua voce di ieri, di oggi e, speriamo, di domani.
I miei pezzi preferiti sono "Nessun dorma" in cima alla classifica, molto distante e "svettante" sopra tutte le altre canzoni. E' un pezzo bellissimo, che Mina interpreta al meglio: certo, come canzone e non come romanza. Mina non è un tenore, su questo non ci sono dubbi. Ma, nel suo genere, nel suo specifico, riesce a fare qualcosa di meraviglioso.
"Oblivion" mi piace tantissimo, al secondo posto. Un Piazzolla in ottima forma e una Mina che fa impallidire tutte le precedenti versioni, a mio avviso.
"Caro mio ben" è dolcissima, cantata con una partecipazione emotiva veramente forte.
"I have a love" è straordinaria per la potenza e la grande forza con cui Mina la interpreta.
Mi fermo qui con la classifica, perchè devo ancora ascoltare per bene, ma è un disco straordinario, su questo non c'è dubbio.
Da ascoltare con rispetto.
Daniele
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In te rapito, al suon de la tua voce
By Michele
25 febbraio 2009
Albinoni
è il compositore di Mi parlavi adagio adattamento del suo Adagio in sol minore.Ci hanno provato a cantarla in forma canzone tra gli altri Caterina Caselli nel 1971 con il titolo Il diritto di amare con testo di Vito Pallavicini e Lara Fabian con parole della cantante di origini catanesi adesso Mina la ricanta e la fa sua con i versi di Giorgio Calabrese in una veste vellutata ed intimista.Splendida l’esplosione vocale in "La grande calma che mi dai"Bernstein è il compositore di uno dei piu’ grandi musical West side story uno dei preferiti in assoluto da Mina e sua e’ I have a love tratta dalla commedia musicale che vanta tra le altre cover di Art Garfunkel in coppia con Lea Kunkel e Barbra Streisand con Johnny Mathis.Se vi capita ascoltate le altre versioni solo per constatare come la genialita’ musicale ed interpreativa di Mina in questo brano rende non solo giustizia in termini di melodia al brano ma nella sua modulazione del testo abbinato ai passaggi musicali reinvesta il tutto con soluzioni stilistiche che rendono al meglio il significato di ogni parola del testo.Insomma uno dei capolavori dell’album e destinato a diventare uno dei classici di Mina tale e’ il pathos. Per meglio comprendere questa composizione credo sia necessario aprire una piccola finestra sulla biografia personale di Bernstein. Di origini ebree divenne per questo molto attivo politicamente e fu un grande direttore d’orchestra e compositore. E’ fondamentale conoscere la sua vita privata - divisa tra una moglie ed un compagno dal 1971 -per meglio entrare nella canzone ed il suo senso.Infatti anche se le liriche sono di Stephen Sondheim non ci vuol molto traducendo il testo che tutto e’ giocato in versi e musica sull’avere l’amore come il piu’ grande dei tesori . Ed il modo in cui e’ tradotto in note e parole e’ segno di una genialita’ e sensibilita’ che e’ universalmente riconosciuta solo negli omosessuali.
Cielito lindo Questo tradizionale motivo messicano apparentemente messo come divertissment nasconde invece molti piu’ reconditi messaggi all’ascoltatore.Determinante anche qui la conoscenza del testo.Qui Troviamo una Mina con voce da bambina accompagnata da uno strumento dolce che imita il suono di un carillon.Intanto questa canzone e’ come una ninna nanna che si canta all’amato in sua assenza. Qui si possono dare due diverse chiavi di lettura la prima e’ che dopo la morte del personaggio pucciniano Mimi’ nell’ultima traccia voglia essere come un richiamo all’amato dal cielito lindo dove si ritroveranno un giorno.Altra possibile chiave nel fatto che Cielito Lindo e’ stato cantato anche dal grande Faber e da Pavarotti in coppia con Enrique Iglesias in una delle sue ultime apparizioni e quindi omaggio trasversale non solo al mondo della lirica ed al cantautore genovese ma in generale un intimo momento musicale sul tema dell’assenza.
De Grieux Renato e’ il cavaliere che intreccia una storia d’amore con la Manon Lescaut di pucciniana memoria ispirandosi al romanzo scritto dall’abate francese Antoine Francois Prevost e trasferito nel melodramma incentrato sulla figura della giovane donna la cui bellezza sconvolgera’ la vita e la passione degli uomini per poi morire con il deserto nel cuore o in un deserto di solitudine come simboleggia il passaggio della coppia nel deserto della Nuova Orleans.Lo splendido testo scritto da Giorgio Calabrese su una musica di Puccini si ispira a questo amore disperato .Manon e’ un vero e proprio inedito - diventa e diventera’- una classica canzone minosa con i suoi tormenti d’amore espressi in repentini cambi di tonalita’ che enfatizzano al meglio l’atmosfera del melodramma.Genialita’ vocale con una interpretazione che non ha riscontro in tutta la produzione mazziniana,assolutamente personale anche perche’ non teme il confronto con versioni nel mondo lirico essendo in origine solo strumentale all’interno dell’opera.
E’ la solita storia .Il lamento di Federico diventa il "lamento d’amore" di Arles la protagonista dell’opera L’arlesiana che invisibile riecheggia senza apparire mai come Mina voce d’angelo sceso in terra. Dopo i primi ascolti quel "Mi fai tanto male ahime" fa capire la differenza tra Lei e le altre (e i tenori aggiungo).
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Ferrio
mai come in questo lavoro e’ stato determinante la simbiosi tra il direttore d’orchestra e Mina nel trasformare i rigidi schemi imposti dalle partiture ed interpretazioni classiche in una forma canzone popolare capace di coniugare il dna della nostra musica ovvero le arie e le romanze in un fil rouge temporale che arriva al novecento. Gli archi e gli ottimi musicisti impiegati assecondano al meglio la vocalita’ di Mina che riesce con il suo fraseggio, con la sua modulazione a far arrivare la sua anima d’Artista e a dare un’identita’ diversa ad ogni singolo brano rispetto a degli arrangiamenti che potrebbero risultare ripetitivi ma che si differenziano via via nell’uso di alcuni strumenti rispetto ad altri. Slegata da mode e condizionamenti per un progetto che non e’ lirico ne’ pop e’ solo un grande omaggio alla Musica del tempo e nel tempo.Gershwin, Uno dei piu’ grandi musicisti del novecento firma l’opera Porgy and Bess vista come ideale riferimento musicale classico nei nostri giorni.A lui si devono grandi classici immortalati dalle piu’ belle voci del mondo ivi compresa quella di Mina che si cimenta qui in Bess you is my woman now fusa con I loves you Porgy.Da notare che mentre tutti i brani attinti dal repertorio classico sono appannaggio in origine di tenori che Mina addomestica al suo mondo musicale qui opera la metamorfosi inversa cioe’ tende ad essere liricheggiante e jazzy al tempo stesso nel canto .Altro grande gioiello musicale della sua produzione.
Hit parade Sicuramente Mina ha messo in conto che questo suo nuovo progetto e’ lontano mille anni luce dalla musica di lustrini e pailletes che inonda ogni giorno l’etere.Quindi al di la’ dei suoi esiti in classifica e’ da considerare di piu’ per noi la constatazione e la voglia di Mina di essere " in cima ad un batticuore" di realizzare un' opera artistica e culturale in barba a mode ed imposizioni discografiche che verra’ scoperto e riscoperto nel tempo come una perla di rara bellezza.
Ideale , Subito viene in mente il confronto con la versione piano voce di Milleluci. Ebbene per me qui Mina ha un’intensita’ maggiore. La sua nuova versione - come per Mi chiamano Mimi’ del resto – e’ vissuta nella condizione di una donna che grazie al bagaglio e l’esperienza vede e trasporta il tutto non con l’impeto acceso di una trentenne ma con una consapevolezza nostalgica e malinconica di qualcosa che ritorna ciclicamente ( vedi e quando vien lo sgelo …oppure torna caro ideal torna) nel passare degli anni e l’ideale e l’arrivo della bella stagione sono viste come una chimera illusoria.
Libretto Mai come in questo caso e’ indispensabile conoscere ogni testo per comprendere al meglio non solo la grandezza e la freschezza attuale dei "parolieri" dell’epoca ma anche come Mina riesca grazie alla sua perfetta dizione a rendere il tutto ancora piu’ musicale e sicuramente piu’ accessibile ad un pubblico piu’ vasto
Mimi’.Il personaggio femminile de "La Boheme apre e chiude il progetto quasi a voler rappresentare simbolicamente la vita di Mimi’ in musica nelle sue varie fasi.L’arrangiamento di Ferrio ricalca la versione del 1972 a Teatro 10 Mina la riprende esprimendo nel canto la consapevolezza di una donna matura .In Sono andati? Il colloquio con Rodolfo viene sostituito con un soliloquio in cui la donna mette a nudo la sua anima prima della sua fine.Durante il Festival di Sanremo Lelio Luttazzi intervistato testimonia che Ferrio con Mina e Johnny Dorelli abbia inciso ma non pubblicata tutta o in parte La Boheme di Puccini ma che il nastro venne bloccato…
Nessun dorma Basta andare e visualizzare il video proposto a Sanremo per realizzare che Mina e’ la piu’ vista ed ascoltata in questa eccezionale performance.Come gia’ avvenne con My way Tu si na’ cosa grande e Oggi sono io anche in questo caso ci troviamo dinanzi ad un vero e’ proprio inedito scritto da Puccini per Mina e meravigliosamente addolcito dal Maestro Ferrio.Non mi stancherei mai di ascoltarla …
Opera "Potenza della lirica dove ogni dramma e’ un falso e con un po’ di trucco e con la mimica puoi diventare un altro.."Si Mina ha saputo far suoi i personaggi tratti dal mondo dell’opera in chiave femminile e non e’ un caso che il Balletti si e’ ispirato alla Turandot per raffigurare Mina per l’ immagine grafica. Una maschera con il volto di Mina ma con la sua Anima dentro …
Piazzolla, Massimiliano Pani ha definito questo il "disco dei sogni" della Madre.Quindi non stupisce che accanto all’amato Puccini, Gerswhin,Bernstein renda omaggio al tango di Astor Piazzola con Oblivion dove a suo agio nel testo latino vibra tutto l’ amor "caliente".Anche Milva ha cantato accompagnata dal musicista argentino questo motivo ma seppur brava solo Mina ha trasformato il rosso dei capelli della collega nel rosso della passione.
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Quid pluris Con questa definizione proveniente dal latino abbreviato in quid nel lessico in generale si definisce "quel qualcosa in piu’" che rende unico un soggetto da un’ altro.Non ci vuol molto a comprendere che nello specifico Mina ha quel "quid" che la fa emergere non solo per carisma e per voce rispetto ai suoi colleghi nell’ambito della musica leggera o classica .A tal proposito basta ascoltarla nella romanza "Caro mio Ben" apparentemente inferiore al primo ascolto per poi rimanere imprigionati in quel "senza di te languisce il cuor" finale.Sting il cantautore inglese che spazia nel suo percorso artistico per vari generi in omaggio al bel canto italiano la canto’ nel suo tour seguente l’uscita di "Nothing like the sun".
Rtsi E’ bene sempre ricordare che il documento sonoro e’ stato registrato in quattro giorni ( tre per gli addetti ai lavori intervistati in occasione dell’uscita del disco) di sessioni negli studi della radio televisione svizzera in diretta con l’orchestra e Gabriele Comeglio, tra i musicisti presenti, sempre alla radio Svizzera italiana ha dichiarato che Mina ha eseguito piu’ take dello stesso brano e che in ogni caso e’ quasi sempre buona la prima oppure le seguenti sono identiche.
Sanremo Da tempo ormai sul palco dell’Ariston vale piu’ il contenitore che il contenuto sempre meno affidato a voci (?) intonate e canzoni che resteranno solo nei filmati degli archivi Rai piuttosto che nell’immaginario collettivo. Mina in un rapporto odio-amore lo segue sempre e stavolta salva solo gli Afterhours di Manuel Agnelli che ebbero l’onore di aver incisa Tre volte dentro me ovvero
Dentro Marylin del gruppo.Comunque anche se assente fisicamente la sua presenza voce con Nessun dorma ha catalizzato l’attenzione generale offuscando in parte o del tutto i partecipanti che piuttosto che cantare hanno preferito parlare ed a sproposito della Nostra per aver un minimo di visibilita’ visto che tutto cio’ che riguarda "Lochness" e’sempre in primo piano.
Tosca E’ l’amata da Mario al quale Mina presta il suo "trenodia" nell’ultima lettera d’amore prima dell’addio alla vita nell’ opera. Intensa e vibrante versione con quel "non ho mai amato tanto la vita" disperato contro l’avverso destino.
Ugola Non credo bisogna agiungere altro nel descrivere a parole cosa sia ancor oggi pomo d’oro lo pseudomino dietro il quale Mina si celo’ in Si l’amore.Basta leggere la seguente dichiarazione di Luigi Nava che piu’ di tutti e tutte esprime al meglio il senso delle scelte di Mina nel suo percorso artistico: "La voce di Mina è un miracolo, pur nelle sue traversie, nelle sue metamorfosi. Anzi è miracolosa proprio per le sue metamorfosi, ed anche per le sue imprecisioni. Perché in tutto questo non c'è la freddezza del canto pulito, ma l'anima di una donna che è fatta di carne. Una voce campionata forse canterebbe più pulita di una Mina un po' graffiante. Ma non ci sarebbe la sua anima".
Video Polemiche a mai finire sulla presunta da Bonolis partecipazione in carne e ossa nel filmato trasmesso alla serata inaugurale del festival operazione che al di la’di tutto ha permesso di godere a noi dell’uscita dell’album che sarebbe rimasto in naftalina ancora chissa’ per quanto tempo.Comunque alcune immagini sono effettivamente risalenti al febbraio 2007 quando proprio nei giorni della kermesse canora Mina canto’ Sulla tua bocca lo diro’ ai microfoni degli studi svizzeri…vedremo mai i filmati per intero chissa’…
Zitti ! Mi spiace ma sembra doveroso concludere con questo imperativo il "veleno" che hanno sputato critici, opinionisti, e ammiratori di Nostra Signora di Lugano nel giudicare l’ultimo lavoro. Meglio lasciare il mondo dietro di noi con le sue brutture quotidiane e immergersi nel balsamo miracoloso della sua voce."In te rapito al suon de la tua voce"
Grazie a tutti per l'attenzione Michele .
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bravenet.com