. Opera di Mauro Balletti - 2009
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E TI SENTII NE LA LUCE , NE L’ARIA …
by Mario Basile
Vittoria (RG) 04 aprile 2009
( … e lungamente sognai )
Questo disco l’ho aspettato e sognato per anni ed ora … eccolo qua . L’ho dovuto aspettare ancora per un paio di giorni ancora avendolo ordinato per posta ( nella mia città non esistono purtroppo più negozi di dischi ) , ma nonostante ciò non voglio ascoltarlo subito . Io sono un tipo che sa aspettare .
Inserisco i vari brani del cd in un file del computer contenente tutte le canzoni incise da Mina nei suoi primi cinquant’anni di carriera , assieme ai brani più significativi cantanti alla radio , al cinema o in televisione , dopo aver naturalmente separato la ghost track dall’ultimo brano del disco .
In totale ci sono ben 1432 canzoni di Mina da ascoltare , per un totale ( controllo fatto con il computer ) di tre giorni , nove ore , dodici minuti e ventuno secondi di ascolto : una vera maratona !
Non li potrò ascoltare naturalmente tutte in una volta , ma qualche ora al giorno sì . La sequenza delle canzoni sarà casuale . La probabilità di sentire un brano del nuovo disco è di poco inferiore all’1% , ma non mi importa : ripasserò così tutte le canzoni di Mina , soprattutto quelle che in un certo senso sono affini a quelle contenute in questo album dalla confezione splendida , che richiama vagamente uno scenario brodwayano con una tigre in agguato .
E’ un caso fortuito che il primo brano captato dal computer sia proprio RIDI PAGLIACCIO ? Non lo so ! Certo è un presentimento della qualità del disco che sfoglierò come una margherita dai mille petali e , mentre le canzoni si susseguono con la voce di Mina che mi riporta indietro nel mio passato recente e remoto , mi viene in mente un bellissimo romanzo di Virginia Woolf dal titolo ‘ Gita al Faro ‘ .
Della sua allegorica vicenda è protagonista la signora Ramsay , che è una delle più straordinarie creature letterarie della scrittrice inglese . Il suo dono è quello di intuire la realtà mentre si manifesta o addirittura prima che si manifesti , di farla esistere , di capire i sentimenti e le sensazioni di ogni essere umano , di proteggere i suoi cari . Presso la sua casa marina di villeggiatura , attraverso le onde , giunge la luce del Faro . La signora Ramsay lo guarda e diventa luce . Sa però che la luce può essere impietosa e crudele perché vi si nascondono gli dèi e provoca in noi un’estasi che rischia di perderci . Ma ella affronta e vince il rischio .
Si progetta una gita al faro . Poi si spengono le luci , i raggi del faro si allontanano , comincia un diluvio di tenebra . Niente si potrà salvare dal buio . La gita viene rimandata . La signora Ramsay scompare e muore . Nella casa sul mare si consuma tutto . Trascorrono gli anni . La casa viene ripulita . L’oscurità si dilegua . La luce torna a splendere nell’aria ed a penetrare negli occhi .
Il nuovo momento di presente che stiamo vivendo , tra l’infinita serie di impressioni accumulatesi dolcemente nelle pieghe del tempo , è lo stesso momento in cui si progettava la gita e adesso , dieci anni dopo , la gita si compie : tutto il possibile diventa reale .
La vita è il luogo dell’adempimento di chi , come la signora Ramsay , aveva creduto nella ricchezza e nella realtà del possibile . E in preciso momento la piccola pittrice Lily Briscoe posa il suo cavalletto nel punto esatto in cui l’aveva posto dieci anni prima . Finisce il ritratto della signora Ramsay .
Mentre facevo queste riflessioni ascolto CORE ’NGRATO e subito dopo un suono d’archi dall’andamento settecentesco , che già mi conquista come mi conquista la voce di Mina che con giovanile freschezza mi porge questo delizioso brano CARO MIO BEN , che io considero quasi uno stuzzicante aperitivo del pranzo reale di nozze che mi sarà successivamente servito .
Per oggi questo mi basta . Ho già ascoltato un centinaio di canzoni . Continuerò domani .
Il secondo giorno di ascolto comincia molto bene . Balza subito alle mie orecchie COME HAI FATTO , splendida esecuzione di una canzoncina trasformata in languorosa romanza e poi … dopo qualche altra canzone ecco un sobbalzo : I HAVE A LOVE , con una Mina semplicemente favolosa , una voce suprema che non ha eguali al mondo quando interpreta o meglio canta divinamente questo brano di Bernstein tratto da quello che , secondo me , rimane il più bel musical di tutti i tempi , ‘ West Side Story ‘ , di cui Mina ci ha regalato già tempo fa le bellissime ‘ Lontanissimo ‘ e ‘ Tonight ‘ , quest’ultima in coppia col suo partner di sempre , Johnny Dorelli .
Se ancora Mina alla sua età è capace di donarci questi squarci di sublime , non ditemi che non è un miracolo del cielo .
Oggi sono fortunato perché dopo un po’ capto un altro brano del disco che , in verità non mi è nuovo all’ascolto , IDEALE , che nella versione più sobria di Milleluci , confesso , mi piaceva di più , anche se nel sussurrato finale , quasi un sospiro sonoro , Mina dimostra di essere grandissima . In ogni modo dopo un disco sinfonico come questo , Mina ci dovrebbe regalare un disco solo ‘ voce e piano ‘ con brani intimisti . Sono sicuro che ne verrebbe fuori un altro capolavoro .
Dopo un’altra lunga attesa ancora un altro brano che mi era noto : MI CHIAMANO MIMI’ , che ricordo benissimo in quel lontano Teatro 10 , cantato in coppia con Johnny Dorelli . La voce è ancora splendida , ma la freschezza di una Mina trentaduenne mi fa capire una cosa fondamentale , facendomi fare quasi un paragone metaforico : immaginate una donna che avevate amato moltissimo da giovani e che non avete potuto avere . La rivedete ancora bella a distanza di dieci anni . Ne siete ancora attratti , ma capite che quel momento magico , quel momento di luce si è un po’ velato , magari sublimandosi in un istante di gioia rivestita di struggente malinconia .
Perché non sei stata mia quando eravamo più giovani ?
Per Mina la sensazione che provo è la stessa , penso che questo disco ci doveva essere regalato qualche anno fa , quando la sua voce , pur oggi ancora bella , era nel fulgore del suo incanto , ma il dono è arrivato lo stesso , meglio tardi che mai , e penso che Mina ‘ ora o mai più ‘ dovrà pensare di regalarci degli altri album di valore come questo , oltre agli inediti che , secondo me dovrebbero essere sempre più diradati . Spero comunque che il suo miracolo di voce continui ancora a lungo . Io mi auguro e spero comunque che il tempo , nel quale tutte le cornacchie , che oggi invidiose la criticano , ne parlerebbero ipocritamente bene , sia ancora remotamente lontano .
E per oggi mi fermo qui .
Terza giornata di ascolto .
Il primo brano dell’album che mi capita di ascoltare è OBLIVION , bello , mi piace , ma quanto sarebbe stato meglio eseguito con un arrangiamento più sobrio ed efficace che ci poteva riportare alla sublimità dell’esibizione live di Mina con Astor Piazzola a Teatro 10 ?
Dopo qualche altra canzone ecco arrivare una piccola delizia , CIELITO LINDO , che ci presenta una Mina minimalista che ci sorprende ancora con la sua freschezza riportandoci all’atmosfera di quegli estemporanei medleys che ci regalava durante i suoi show televisivi o meglio i suoi Gran Varietà , mentre io mi immagino anche una felice nonna Mina che canta al suo pequeñito Cielito Lindo , Edoardo , che ascolta gongolante questa canzoncina .
Subito dopo ho la gioia di ascoltare quel brano misconosciuto e , secondo me , strepitoso , uno dei pezzi più belli di tutto il repertorio di Mina , stranamente mai apparso in una sua compilation , che si intitola QUATT’ORE ‘E TIEMPO : è ancora una volta un brano che si integra con la Mina a classica . Esso è un’Aria da Chiesa di Alessandro Stradella rivestita di parole nuove , come di parole ex-novo è rivestito quello che , a primo ascolto , mi sembra uno dei più sublimi capolavori del nuovo capolavoro di Mina : il Preludio al III Atto dalla MANON di Puccini .
E’ avvenuto qui il secondo miracolo dopo il brano di Bernstein . Il brano è reso in modo strepitoso . Giorgio Calabrese ha poi elaborato un testo bellissimo per una musica già stupenda .
Ma non era previsto che quasi tutti brani dovevano essere delle trascrizioni per voce di arie strumentali ? Io mi aspettavo questo e in un certo senso ne sono rimasto un po’ deluso anche perché in quest’altro modo si sarebbero evitate critiche gratuite ed inutili raffronti .
La voce di Mina è ammaliante e piena di pathos e quasi quasi mi sovvengono delle reminiscenze con la ‘ Morte di Isotta ‘ di Richard Wagner che Mina avrebbe reso in maniera altrettanto eccelsa .
Dopo un po’ ecco ancora una musica nuova : mi accorgo che è il Lamento di Federico dall’Arlesiana di Francesco Cilea , ovvero E’ LA SOLITA STORIA ... . Qui Mina è un po’ sottotono . Mina avrebbe potuto scegliere qualche altro brano lirico più adatto a lei come il meraviglioso ‘ Ebben ? Ne andrò lontana ‘ dalla Wally di Catalani . Ma è lei a scegliere , non possiamo essere noi , anche se qualche nostro implorante desiderio sarebbe meglio che ogni tanto venisse ascoltato . E per oggi mi fermo qui .
Quarto giorno : tra le tante canzoni che mi ritornano durante l’ascolto della Mina Totale ecco spuntare TRASPARENZE e dopo un po’ MENTE e ancora ORMAI , brani dalla struttura estremamente classica ( il secondo è tratto addirittura dal Preludio n. 4 di Chopin ) , molto affini a quelli del disco , canzoni che mi fanno comprendere come Mina abbia fatto spesso delle incursioni nel territorio cosiddetto ‘ alto ‘ della musica e che mi fanno anche capire ancora una volta come Mina doveva incidere quest’album almeno dieci anni fa . Peccato ! Un vero rimpianto ! Sentirsi poi le critiche dei vari beoti di turno non fanno che ferirmi al cuore . Ma torniamo all’ascolto . Ecco un nuovo brano tratto da ‘ Sulla tue labbra lo dirò ‘ : lo conoscevo già accennato dalla Signora in una lontana puntata di Gran Varietà del 1974 con Walter Chiari . Lì Mina era minimalista , ma estremamente convincente quando , accompagnata dal solo pianoforte , accennava a SONO ANDATI ; qui , forse , è un po’ sopra le righe , anche se la sua interpretazione è piena di dolorosa partecipazione e la commozione mi prende , ma a tratti .
Passano i giorni , ma io persevero nella mia paziente attesa dell’ascolto completo di tutti i pezzi contenuti nel nuovo disco , perché secondo me il piacere è un piatto che va servito e soprattutto consumato molto lentamente .
Gli ascolti successivi sono in ordine temporale MI PARLAVI ADAGIO , tratto dal popolarissimo Adagio di Albinoni , commuovente, quasi una trenodia per un amore scomparso e poi ecco spuntare E LUCEAN LE STELLE , che mi dà dei brividi forse maggiori di quelli che una voce impostata di un tenore non mi avevano mai trasmesso . Quando Mina canta ’ E non ho mai tanto amato la vita ‘ ci comunica un autentico dolore beffardo per una fine prossima e dolorosissima .
Eccezionale , come lo è anche il successivo nuovo brano che ascolterò due giorni dopo : le due songs BESS IS MY WOMAN NOW e I LOVES YOU PORGY unite in un unico brano .
E’ vero , Mina deve cantare solo quello che ama e si sente nella pelle il suo amore per Gershwin e per la canzone americana .
L’ultimo brano del disco che ascolto , guarda caso , è quello che già conoscevo già , ma lo conoscevo davvero quando l’ho sentito a Sanremo ? La versione su disco mi sembra molto meglio e credo che Puccini non si sia assolutamente rivoltato nella tomba , come ha detto perfidamente quel cialtrone di Pippo Baudo . Certo la romanza NESSUN DORMA è trasformata in canzone , ma ne acquista molto in solitaria intimità , e poi che senso avrebbe avuto ricantarla come ce l’hanno cantata tutti gli altri tenori ? Qui Mina ed anche Gianni Ferrio l’hanno genialmente reinventata ed il finale è qualcosa di veramente strepitoso !
Ho finito ! I giorni ( dieci per l’esattezza ) sono passati e non posso dimenticare di citare altri due brani che ho riascoltato con sommo piacere e che inserirò in un cd che amplierà la bellezza di questo disco : la FUGA A DUE VOCI di Bach (Mina , cantacelo ancora una volta il sommo Bach , ti prego ! ) eseguita assieme a Severino Gazzelloni e la bellissima versione lirica di ADDIO dal Teatro Regio di Parma .
Riascolto adesso ancora e ancora i brani nella sequenza del disco e ad ogni ascolto riscopro nuovi particolari che lo avvicinano ad un capolavoro assoluto e le piccole perplessità iniziali svaniscono abbagliate dall’ammaliante canto di Mina .
Mi creo poi il mio cd personale con i brani nell’ordine esatto che ho citato . Ritagliando le pause esso dura esattamente 80 minuti .
E’ un regalo che mi faccio che mi accompagnerà sino all’uscita del nuovo splendido album di inediti .
La gita al faro , anche se anni dopo , si è compiuta e la lucente bellezza dell’Arte di Mina , che ci rapisce al suon della sua voce , l’ha resa possibile!
‘ Eccolo , il suo quadro . Sì , con i verdi e gli azzurri , le linee che corrono in alto e di traverso … ‘ .
L’Arte è dunque Colei che compie , fa ritornare la bellezza salvifica del passato , restituisce il profumo dei fiori , risuscita i morti , riempie le stanze solitarie degli antichi splendori , fa vibrare i sorridenti ricordi e permette alfin che la gita al faro si realizzi , consentendo che tutto si adempia perfettamente .
P. S. : Per dovere di cronaca vorrei riportare questi dati , spero esatti .
Sino ad oggi Mina ha inciso ben 1215 brani di cui 761 in italiano , 195 in inglese , 110 in spagnolo , 46 in napoletano , 36 in francese , 30 in tedesco , 15 in portoghese , 7 in latino , 5 in giapponese , 3 in turco , 1 in catalano , 2 in milanese , 2 in pugliese , 1 in genovese e 1 in romanesco ( 194 sono versioni alternative , rifacimenti o versioni straniere ) .
Li ho masterizzati tutti in un unico DVD assieme ad altre 217 canzoni tratte dalla televisione , dalla radio e dal cinema , per portarlo sempre con me e ascoltarlo quando voglio : in esso è raccolta tutta la Mina che amo dei 50/58 ( pari all’86 % ) della mia vita .
Una copia l’ho donata alla più nota collezionista di Mina d’Italia : la grande PIERA PASOTTO .
Mario Basile
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La voce che canta la sua libertà di artista della musica
by
Luigi ProtoMilano 05 marzo 2009
E' dal 20 Febbraio che non faccio altro che ascoltare questo disco e posso scrivere che Mina ha fatto benissimo ad incidere il melodramma e le romanze contenute nel nuovo cd e vinile.
E' un disco, come ha detto Massimiliano e come dice lo slogan dello spot televisivo, che lei ha sempre sognato di fare, lei sin da piccola ha sempre sentito questo genere di musica.
Si è detto che poteva pubblicarlo anni fa, ma lei sempre rispettosa verso il grande pubblico, ha preferito attendere che i tempi le permettessero di registrarlo e questo disco giunge in un momento in cui per radio si sentono delle canzoni che non sono più canzoni, ma usa e getta, dunque che ben venga la nostra Mina ad offrirci queste romanze.
Mina , come sappiamo, non è ingabbiata in un solo genere musicale, non è chiusa nel pop, non lo è nel rock con il quale ha iniziato, non lo è nel jazz, ma è libera di spaziare in tutti i generi musicali, si Mina è un'artista libera, lo è sempre stata sin da quando era alla Italdisc e di seguito alla Rifi, dove incidere quello che volevano i titolari delle etichette discografiche di allora, era consueta abitudine per altri cantanti, ma non per Mina, infatti alla Italdisc ha inciso brani del bossanova come "Dindi" oppure un brano sembra voluto, anche da lei, come "Le cinque della sera". Alla Rifi ha pubblicato album non facili come i due del 1964 e 1966, che le valsero il premio
della critica, questo per dire che prima di fondare la sua mitica Pdu, lei ha sempre deciso cosa cantare, casomai dove era prima, si sentiva dire sempre di andare a Sanremo, dove è andata solo due volte e dopo anche se glielo chiedevano, ha sempre rifiutato, ma non di certo cosa cantare. Questo per ricordare la sua grande espressione di artista libera da ogni imposizione da sempre, sin dagli inizi.
Mina ama tutta la musica, lo ha detto più volte in questi anni sulle pagine della sua rubrica del settimanale "Vanity Fair" e sul quotidiano "La Stampa". Ecco il motivo di come ci ha dato e ci dona tanti generi musicali, ha fatto pochi dischi a tema in questi anni, quelli degli anni 70 con un titolo ad esempio "Plurale" con Gianni Ferrio, che è presente in quello nuovo. E' nel 1996 che Mina oltre a pubblicare dischi con brani inediti, sceglie di fare un percorso diverso, prima con "Napoli" per arrivare nel 2000 con il disco di arie sacre, ed ora con "Sulla tua bocca lo dirò".
Anche facendo dischi a tema, cerca sempre di rendere omogeneo il suo progetto artistico e cioè non propriamente tutto uguale, e lo dimostra quest'anno con l'inserimento anche di "I have a love" da "West side story", nel medley tratto da "Porgy and Bess", nella gost track "Cielito lindo" oppure nel tango di Astor Piazzolla. La sua voce che emoziona sempre, da l'inizio del disco con il meglio del meglio, "Mi chiamano Mimì" che è un emozione sentirla ricantare da lei nota dopo nota e in ogni parola che canta del brano, ti porta alla dolcezza, cosi come per "Ideale".
Che dire quando senti Mina alzare la sua voce in "I have a love"? In questo disco c'è solo la sua voce e le due grandi orchestre di Lugano e Roma dirette da Gianni Ferrio, che rallentano queste bellissime melodie e penso che sia più difficile cantarle, e solo Mina ci riesce in questo modo, dandoci così l'intesità, i colori, il pathos della sua voce sempre bellisssima e forte. Giogio Calabrese scrive un testo meraviglioso per il Preludio al terzo atto di "Manon Lescaut" dove Mina fa dei bassi e alti strepitosi. In "Caro mio ben", Mina e Gianni Ferrio mi riportano a tratti alle atmosfere del loro disco del 1976. Nel disco, due episodi musicali ci riportano al 1972 allo show "Teatro 10" prima come detto, con la nuova versione di "Mi chiamano Mimì" e poi nel tango di Piazzolla" per "Oblivion", sentitela mentre canta con trasporto questo tango, che bello che è. L'adagio di Albinoni è intepretato da Mina, in maniera innovativa con quel "tu" prolungato" e qui prende forma quello che ha detto Gianni Ferrio, nel ricordare di quando Mina gli dice di farle delle introduzioni difficili perchè le piacciono di più. "Nessun dorma" incanta, se già a sentirla in anteprima a Sanremo, mi ha emozionato, sul disco ancora di più. E' qualcosa di magico.
La celebre "E lucevan le stelle" ho sempre smaniato nel sentirla da Mina e non mi ha deluso, una forza davvero impressionante come per "Sono andati?"
Questo disco credo fortemente voluto da Mina è un qualcosa di più, è una voce che canta la sua libertà di artista della musica e di questi tempi in cui nella musica sembra che tutto sia omologato, scusate se è poco. Grazie Mina .
Luigi
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