News
2009
a cura di Franco Lo Vecchio
I Edizione 28 marzo 2009
(ultimo aggiornamento 05/06/2009 )
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Mercoledì 25 marzo 2009
Tanti auguri, Mina!
di Pippo Augliera
Fonte: www.musicalnews.com
"Dagli esordi rock al melodramma sempre grande grande grande
Mina festeggia il suo 69° compleanno il 25 Marzo all’insegna dei cinquant’anni di sposalizio con la musica leggera e un album Sulla tua bocca lo dirò dedicato al melodramma balzato ai primi posti della hit parade.
Mina festeggia il suo 69° compleanno il 25 Marzo all’insegna dei cinquant’anni di sposalizio con la musica leggera e un album Sulla tua bocca lo dirò dedicato al melodramma balzato ai primi posti della hit parade.
Nozze d’oro per Mina, l’artista italiana più longeva insieme a Adriano Celentano e Ornella Vanoni. Il suo debutto risale al 1958 con lo pseudonimo di Baby Gate, in versione rock, quando si impone come la regina degli ‘urlatori’. Agli inizi degli anni ’60 ottiene il suo primo grande successo con un brano d’autore "Il cielo in una stanza" composto da Gino Paoli.
Da allora, la sua carriera è stata folgorante, registrando solo una battuta d’arresto quando viene messa al bando per un anno dalla tv perché decide di avere un figlio da un uomo già sposato. Ma l’amore del suo pubblico la riporta ai vertici delle classifiche con memorabili canzoni come "Città vuota", "Un anno d’amore", "E se domani". Lei è molto richiesta come conduttrice di show televisivi, per la sua verve e una gestualità particolare, oltre che per le sue innegabili capacità vocali, tali da farle meritare appellativi come ‘la cantante che ha l’orchestra in gola’. Con le sue oltre tre ottave di estensione, ha spaziato con naturalezza, e continua ancora a farlo, dal jazz al pop, dalla melodia partenopea ai grandi classici internazionali. Il suo talento e stile interpretativo sono stati paragonati alla grande Ella Fitzgerald, soprattutto nel sapere trasmettere durante i concerti dal vivo un feeling incredibile, non a caso Louis Armstrong ha detto ‘è la cantante bianca più grande del mondo’.
Nei primi anni ’70 diventa un’assidua frequentatrice della hit parade grazie anche ad un sodalizio vincente con il cantautore più in voga di quel periodo Lucio Battisti e brani memorabili come Insieme, Io e te da soli, Amor mio. Di questa collaborazione esiste uno strepitoso ed emozionante duetto televisivo registrato nel ’72 a ‘Teatro 10’. E’ la prima artista italiana a realizzare un Lp come "Bugiardo più che mai…più incosciente che mai…" composto da materiale inedito e non soltanto da singoli di successo, premiato a livello di vendite con una permanenza di quasi un anno in classifica. Nel ’74 appare per l’ultima volta in tv nello spettacolo "Milleluci" al fianco di Raffaella Carrà. Lei è in splendida forma, al massimo della sua espressività vocale, soprattutto quando affronta (accompagnata da una grande orchestra diretta dal Maestro Gianni Ferrio) evergreen internazionali come Night and day o la splendida Someday. La sigla finale "Non gioco più" lascia intendere la sua intenzione di ritirarsi, niente più tv e concerti: solo radio e dischi.
Si dedica completamente alla famiglia, assaporando quelle piccole gioie legate al vivere quotidiano che le venivano negate, dovendo sottostare ai ferrei meccanismi dell’ambiente musicale. Sul finire degli anni ’70, cede al richiamo del contatto diretto con il suo pubblico, regalando una serie di trionfali concerti alla Bussola di Viareggio, accolti dal pubblico con delirante entusiasmo, come testimonia il doppio lp "Mina live ‘78". Sembra il preludio a una ripresa, ma rappresenterà un evento unico, isolato e irripetibile.
Da più di 30 anni Mina vive nel suo esilio dorato, ha rinunciato ai clamori del successo, ha messo a repentaglio una carriera che poteva concludersi con il suo addio alle scene. E,invece, paradossalmente, è riuscita a resistere, come se la sua assenza avesse alimentato il mistero e la magia attorno ad un talento carismatico. Basta ascoltare la sua produzione discografica di ben tre decadi per cogliere, in un’epoca contrassegnata dal bisogno di apparire ad ogni costo, quella che si è rivelata una geniale intuizione: essere unicamente una splendida voce senza tempo.
Pur continuando a restare lontana dalle scene, la ‘Diva in pantofole’ continua a vendere i suoi dischi, senza una promozione che segua i canoni ufficiali. Si permette anche il lusso periodicamente di realizzare progetti artistici al di là dei criteri commerciali, ottenendo clamorosi riscontri: capolavori come "Dalla terra", contenente arie sacre, "Sconcerto", dedicato a Domenico Modugno, "L’allieva", tributo al suo grande amore musicale Frank Sinatra e il recente "Sulla tua bocca lo dirò", lanciato con un video all’ultimo Sanremo, dove affronta il melodramma filtrato dalla sua intensità interpretativa, ancora ai vertici delle classifiche a un mese dall’uscita. E per chi sente il bisogno di vederla può ricorrere al ricco cofanetto di 10 dvd con le più importanti apparizioni Rai dal 1959 al 1978, in emissione nei mesi scorsi tramite una iniziativa editoriale dell’Espresso e La Repubblica.
Tanti auguri Mina! In attesa del prossimo cd di inediti, già pronto, di cui si dice un gran bene e che dovrebbe vedere la luce entro l’anno".
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Giovedì 26 marzo 2009
Dico grazie a Mina che ha apprezzato il nostro articolo, inserendolo nel suo sito ufficiale
Fonte: http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=15366&sz=2
"Ieri con l'articolo firmato da Pippo Augliera gli abbiamo fatto gli auguri di buon compleanno: stamani sul suo sito ufficiale abbiamo trovato questa piacevole sorpresa. Ecco una ulteriore dimostrazione della sua grandezza ed umanita'.
Sorride lei (in questa foto per la pubblicita' della Cedrata Tassoni), ma di piu' sorridiamo noi che stamani abbiamo sbirciato sul suo sito, dopo che diversi blog di fans avevano segnalato il tutto: sono realmente emozionato e soddisfatto della redazione che mi ritrovo a dirigere. Piccoli gesti come questi, sono grandi spinte e botte d'energia per andare avanti e (sempre in modo passionale e non profit) continuare ad informare correttamente: il pubblico italiano ha diritto ad avere la giusta e variegata informazione, anche in campo musicale.
Grazie Mina: grazie perche' (lo so che la battuta e' scontata!) ma ora sei ancora di piu' grande, grande, grande ... Ora vado a calmare il nostro Pippo Augliera: salta come un camoscio valtellinese nella stagione degli amori! Ma tutti noi siamo estremamente soddisfatti: sicuramente citero' questo bel gesto di Mina durante il workshop che terro' Sabato nell'ambito del festival trevigiano Ritmi Globali Europei ... visto che l'argomento e' Nuove strategie di promozione per i giovani musicisti, mi sembra che ci stia bene, visto che queste sono normali e semplici public relations che pero' pochi artisti famosi fanno. I musicisti invitati si dovranno pero' accontentare delle mie parole: se ci fosse stata anche Mina, allora il tutto avrebbe avuto un maggiore valore propedeutico ed educativo".
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Domenica 29 marzo 2009
«L’ultima volontà di Craxi in fin di vita: vedere il mio programma in tv»
Intervista a Paolo Limiti
Fonte: Libero.News.it 29/03/2009
"Tutti i pomeriggi in diretta - per anni - a farci compagnia sulla Rai. Poi il buio e adesso solo qualche ospitata qua e là. Paolo Limiti, come ci si sente lontano dalla tv?
«Io sto bene, il vero soggetto smarrito è il mio programma. La gente sente la mancanza di "Ci vediamo in tv", più che di me».
Lei, più di una volta, non è stato tenero con Del Noce, direttore di Raiuno. Ha spiegato che l’allontanamento dipende da lui.
«È un personaggio che non considero più. Però ho letto un paio di cose che avrebbe detto quel signore. Ha smentito che ci siamo visti da Lele Mora e mi viene da ridere, considerato quante persone potrebbero testimoniare. Tre anni fa poi ha sparato la balla che sarei diventato direttore artistico di Sanremo. A parte che al massimo avrei fatto il conduttore, comunque nessuno mi ha contattato. Grazie al cielo».
Siete in molti ad avere difficili rapporti con Del Noce?
«Di sicuro non Conti e Giletti, che continuano a lavorare molto. Al di là di pettegolezzi e strane dichiarazioni».
Già, tipo quando Giletti ha smentito ufficialmente di essere l’amante di Del Noce. Lei è mai stato coinvolto da dicerie simili?
«Io non ricordo un solo personaggio del mondo dello spettacolo non sospettato di essere gay: da Tom Selleck a Tom Cruise. È il modo per mettere in cattiva luce qualcuno, perché non siamo ancora preparati, siamo indietro. La cosa strana è che l’omosessualità maschile è denigrata, quella femminile favorita. Vada in un’edicola, troverà tantissime riviste lesbo: tutte realizzate per un pubblico maschile, però».
Ma la infastidisce quando qualcuno ipotizza di lei?
«Chissenefrega».
Limiti, cambiamo completamente argomento. La sua giornata tipo ora che è lontano dalla tv?
«La mattina mi occupo di mamma Etta, che ha 95 anni e vive con me. Poi lavoro, scrivo, leggo. Il 3 aprile a Novara debutterà "La zingara guerriera", opera lirica scritta con il maestro Luigi Nicolini».
E la tv? La guarda?
«Seguo la prima puntata di tutti i programmi».
Anche i reality?
«No, quelli non mi interessano. Troppa morbosità e poco talento. Piuttosto, mi dedico all’hobby preferito: collezionare film».
Quanti ne possiede?
«Più di 6 mila, di tutti i generi. Ho appena recuperato "Il fiore di pietra", pellicola russa che non ero riuscito a vedere da bambino».
Appunto, l’infanzia: facciamo un salto indietro.
«Nasco a Milano l’8 maggio 1940, figlio unico in una famiglia molto unita. E legata al mondo dello spettacolo. Mamma è diplomata al conservatorio e suona il pianoforte, nonno Eugenio scrive poesie e gira il mondo».
Idolo del piccolo Paolo Limiti?
«Rita Hayworth».
Scuole?
«Mi diplomo perito industriale perché mio zio gestisce un’azienda. Ma di quegli studi non me ne importa nulla, imparo tutto a memoria senza capire».
Nel ’61 diventa il copywriter nel campo pubblicitario. E fa l’autore, lo sceneggiatore e il regista di numerosi caroselli. Il più famoso?
«Quello della Barilla con Mina».
Già, Mina. Come vi conoscete?
«Litigando».
Oplà.
«Anno ’69, lei è già una super star e io curo la regia dello spot Barilla. E mi invento una cosa strana».
Cioè?
«Mina è il simbolo della seduzione, una donna affascinante e vera. Le sue mani sono eroticissime e le deve muovere - come quando canta - accarezzando gli spaghetti, che sono un simbolo fallico».
Urca. Idea audace per quegli anni!
«Ma non la confesso a nessuno: nemmeno Mina lo saprà mai. Nemmeno ora lo sa».
Continui.
«L’impatto non è dei più semplici. Dico: "Signora, dovrebbe scendere da quel tapis roulant muovendo le braccia". Lei: "Di grazia, perché dovrei farlo?". Si avvicina, fissa la mia barbetta e mi provoca, ricordando il regista che mi precedeva in quel carosello, un uomo più grande: "Beh, preferisco i signori ai ragazzi". Io: "Vero, sono un ragazzo. Ma i signori vanno con le vere signore". Lei crede erroneamente che alluda alla sua maternità senza essere sposata. Mi fulmina: "È proprio il solito italiano medio..."».
Mica male come conoscenza.
«Anni dopo mi confesserà che è il suo modo di fare con le persone che la attraggono. Comunque giriamo lo spot a Roma, fa caldo e siamo all’ultima inquadratura. La voglio particolare, in primo piano, ma mi accorgo che il regista, d’accordo con lei, la riprende a mezzo busto. Mi arrabbio: "Peggio per voi, rifaremo tutto" e me ne vado. Mi cercano, sfuggo. Finché facciamo una riunione. Mina ora è dolcissima, mi dà del tu. "Dai Paolino, vediamo se va bene anche così". E mi mette una mano sulla spalla. Mi sciolgo e do l’ok».
Diventate amici.
«Mi propongono di condurre la prima trasmissione a colori della televisione della Svizzera Italiana, ma sono timido e ho paura. Mina mi convince: "Se accetti, vengo a farti la valletta!". Promessa mantenuta: diventa mio braccio destro nel telequiz "Il Calderone"».
Per Mina, lei, curerà i testi di molti successi, tra cui "Bugiardo e incosciente".
«Parole scritte in quindici minuti, appoggiato al termosifone dell’ufficio».
Cosa non potrà mai dimenticare di Mina?
«La risata da bambina, tenerissima. E, aspetto un po’ più da feticista, il naso e il profilo signorile, di donna di classe».
Siete ancora in buoni rapporti?
«Non ci sentiamo più, le nostre strade si sono separate».
Limiti, di Mina ha raccontato di quanto fosse erotica, bella, affascinante. Domanda un po’ pettegola: non è che...
«Mi è sempre piaciuta immensamente. Una donna di cui innamorarsi».
Non sfugga. Avete avuto una storia d’amore?
«No».
Mmmmm, risposta troppo secca: verrebbe quasi da non crederci... Comunque andiamo avanti. Nel 1968 è autore e regista de "La maga Merlini", rubrica radiofonica.
«Incontro Rispoli, mi chiede di buttar giù un copione per Elsa Merlini, che poi verrà valutato. Non mi fido: "Ma che lo faccio a fare, tanto qui sono tutti raccomandati!". Luciano insiste: "Garantisco io"».
Va bene e firma il contratto.
«Alla seconda puntata c’è ospite Mike Bongiorno. Ci conosciamo e mi chiede di andare a lavorare con lui come autore: faremo anche "Rischiatutto"».
Rapporto con Mike?
«Difficile. È un gran professionista, ma caratterialmente siamo all’opposto. Dopo sei anni me ne vado e mi accordo subito con la Mondadori».
Dirige il settimanale "Guida tv" e poi, nel 1983, si inventa "M’ama non m’ama" per Rete 4.
«Lo ideiamo io e Steve Carlin, ma lui vorrebbe far partecipare ragazzi brutti, gobbi, inguardabili. Mi oppongo e, di nascosto, mi chiudo nella stanza accanto per chiamare tutte le agenzie di moda di Milano e farmi mandare gli aspiranti modelli. Alla fine si convince. Poi, però, c’è da trovare un conduttore. A Roma conosco un fotomodello con i baffi e mi viene l’idea: nella tv italiana non esiste un personaggio così! Qualche giorno dopo, sfogliando una rivista, noto una pubblicità con un ragazzo vestito da svizzero, occhi azzurri e baffo biondo. "Eccolo!", mi informo e lo chiamo».
È Marco Predolin.
«Si presenta al provino senza giacca, lo insulto e gli presto la mia. La produzione, però, vorrebbe affidare la conduzione a Lino Toffolo. Non ci sto, litigo, minaccio le dimissioni e alla fine la spunto. Sarà un successo pazzesco e Predolin verrà affiancato prima da Sabina Ciuffini e poi da Ramona Dell’Abate».
Sono gli anni della Milano da bere. Feste, discoteche, politici. Gli anni di Bettino Craxi e del Psi.
«Lo conosco a Montorfano, a casa di Caterina Caselli, prima che diventi famoso».
Limiti, perché questo sguardo commosso?
«La figlia Stefania poco tempo fa ha raccontato che quando Bettino stava ad Hammamet ogni giorno seguiva la mia trasmissione "Ci vediamo in tv" per sentirsi più vicino all’Italia. E in punto di morte, in ospedale, con un filo di voce, ha chiesto di accendere la tv per guardarmi . È stata la sua ultima richiesta prima di entrare in coma».
Da Craxi a Berlusconi. Mai conosciuto?
«In quegli anni no. Il primo contatto è nel 2000. Mi invita ad Arcore e chiacchieriamo per un’ora e mezza, mi propone di andare a Mediaset e ci accordiamo su tutto. La notte successiva, in gran segreto, mi incontro con i suoi collaboratori per firmare il contratto e me ne torno a casa alle 4 di mattina. Alle 9 squilla il telefono, è Saccà: "Paolo, non puoi lasciarci, sei un uomo Rai!". Capito? Qualcuno aveva già spifferato tutto».
Alle fine dirà di no a Mediaset.
«Stessa situazione l’anno seguente, incontro segreto a Roma con Costanzo, poi telefonate della Rai e nessun trasferimento».
Pentito?
«Sì, perché poi a dirigere Raiuno è arrivata quella deliziosa personcina di cui abbiamo parlato prima...».
Limiti, torniamo alla sua carriera. A inizio anni Novanta si trasferisce a Hollywood per intervistare i grandi divi americani.
«Hollywood è la mia fortuna, mi permette di fare tutto. È un sogno che si realizza».
Subito una curiosità: vero che ha nuotato nella piscina di Ester Williams?
«A Los Angeles. É un’amica».
Tra le tante memorabili interviste, Liz Taylor.
«Faccio 9 mila km per incontrarla a Beverly Hills e lei ci ripensa. Mi telefona: "Paolo? Non me la sento, scusami". D’istinto, rispondo: "Vuoi dire che non potrò né abbracciarti, né baciarti?". Lungo silenzio. Poi, a sorpresa: "Ok, ci vediamo al bungalow 3, alle 3". Due ore di intervista e infine un lungo bacio sulla bocca».
Limiti, racconta di Hollywood e le brillano gli occhi.
«Quando sono là mi capita di vivere momenti magici. Come quando arrivo a Santa Monica, al tramonto, mi siedo in spiaggia e fisso l’orizzonte pensando: "Qui finisce il mio mondo". Di quei posti ormai conosco tutto e mi emoziono in ogni situazione. Come quella volta della villa».
Cioè?
«Servizio fotografico in una grandissima casa bianca, rotonda, con un terrazzo che dalle colline guarda la city. Chi mi accompagna vede che sono estasiato. "Lei non sa la cosa più intrigante: sa chi abitava qui?". "No!". "Greta Garbo!". Meraviglioso».
L’incontro più pazzo?
«Intervisto Jack Lemmon, domande, risposte e risate. Siamo ai saluti: "Grazie Paolo, mi sono divertito tantissimo. Anzi, ora dico al mio amico Walter di venire a conoscerla così le racconta la sua vita". Non capisco: "Scusi, e chi è?". Sparisce nella sala a fianco e pochi minuti dopo riappare a braccetto dell’amico Walter. Walter Matthau!».
Andiamo avanti. A metà anni Novanta decide di passare definitivamente alla conduzione.
«Sono nei corridoi Rai, mi chiama Angelo Guglielmi: "Paolo, c’è da fare un programma, perché non lo presenti tu?". Io sono perplesso. Si volta dal collaboratore a fianco: "Se questo idiota dice di no, mi chiami subito"».
E nasce "Viva Mina" e poi "L’Italia racconta" che diventerà "Ci vediamo in tv".
«In tutto più di 1300 puntate, gruppo di lavoro affiatato ed eccezionale».
Ad un certo punto spunta anche un peluche, il cane Floradora.
«Non mi piace l’idea di avere a fianco un notaio, allora penso che un cagnolino molto "vamp", con il ciuffo rosa e gli occhioni spalancati, possa dire cose orribili agli ospiti senza che si offendano».
Ed è proprio così. La volta più divertente?
«C’è Orietta Berti e Floradora attacca: "Ma quanto è grossa, sembra ingrassata!". Orietta: "Strano, sto facendo una dieta e sono appena dimagrita!". Floradora sorride: "Sì, basta crederci..."».
Successi, ascolti, applausi. Ma anche una critica: il suo programma era accusato di essere troppo vecchio. Come dire, solo per anziani.
«Beh, quando lo sento dire rido di gusto. Ora stanno rifacendo la mia trasmissione e male, sottolineo male. Sulla rete ammiraglia si vede tutto quello che facevo io, però non hanno capito la chiave e, a livello critico, sono patetici».
Limiti, ultime domande veloci. 1) Il miglior attore di sempre?
«Marlon Brandon».
2) Tra i giovani?
«Peter Sarsgaard».
3) Un programma che avrebbe voluto ideare lei?
«Forum».
4) L’intervista mai fatta?
«A Barbra Streisand. Però ci sono andato vicinissimo: lei non c’era, ma il marito mi ha raccontato la Barbra privata. Sensazione buffa».
5) Rapporto con la religione?
«Sono non credente».
6) Paura della morte?
«Certo, vorrei saperne di più. Però è vero che ogni giorno moriamo un po’, nel senso che quando ci addormentiamo non abbiamo più contatto con la realtà».
7) Ha avuto molte donne?
«Sì. Però ne ho amate profondamente solo due, entrambe famose. Per Justine, diventata mia moglie, ero cotto. Ora ho divorziato, ma siamo in ottimi rapporti».
8) Rapporto con il sesso?
«Libero, senza nessun problema. Non mi sconvolge nulla e non mi faccio imbarazzare da niente».
9) Un difetto di Paolo Limiti?
«Sono orgoglioso e vendicativo».
Ultimissima. Le offrissero una trasmissione tv, che farebbe?
«Un programma alla Limiti. Primi ospiti: Barbra Streisand e Berlusconi. Ma solo per parlare di spettacolo»".
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04 aprile 2009
Mina, la vigencia de un mito
di LOLA GALÁN
EL PAIS
- 04/04/2009"La superestrella italiana fue una intérprete camaleónica veinte años antes que Madonna. Lleva tres décadas sin pisar un escenario pero ha grabado decenas de discos. Su nuevo álbum es un ejercicio de nostalgia y un homenaje al melodrama lírico
Su hijo, Massimiliano Pani, productor musical, ha dicho del último disco de Mina que es más "un proyecto artístico que discográfico", porque incluye temas que la diva "siempre había querido cantar". Las arias más populares de cuatro grandes óperas de Giacomo Puccini: Turandot, La bohème, Manon Lescaut y Tosca; de L'Arlesiana, de Francesco Cilea; textos sobre música de Tommaso Albinoni, canciones de West Side Story, y un tema de Astor Piazzolla. Así es Sulla tua bocca lo dirò, el último álbum de la superdiva italiana.
Un homenaje al melodrama lírico, al bel canto italiano, a la música que sonaba en la casa de Cremona (Lombardia), donde creció Anna María Mazzini, Mina. La estrella más fulgurante que ha dado la música ligera italiana en el último siglo. De su abuela, Amelia, cantante lírica, recibió Mina algo de ese legado clásico que, hasta ahora, no se había atrevido a grabar. El momento ha llegado cuando la cantante acaba de cumplir 69 años, convertida desde hace más de 30 en una dama suiza privada, residente en Lugano y con pocas ganas de explotar su inmarchitable popularidad.
Desde que abandonó las actuaciones en directo, en agosto de 1978, en pleno triunfo, Anna María Mazzini ha relegado a Mina, su personaje artístico, a un mero papel de atracción musical. Una fotografía en la carátula del álbum que ha venido grabando casi anualmente. En el último, su rostro es más que nunca una máscara que oculta más que muestra a la Mina de hoy. Como si el ocultarse formara parte de su actual identidad. Por eso, no hubo manera de que se presentara en vivo, en el teatro Aristón, donde en febrero pasado se celebró el 59º festival de Sanremo, en otro tiempo escenario de sus éxitos.
Aquella Mina, intérprete camaleónica, un par de décadas antes que Madonna; aquella mujer llamativa, con algo del físico afilado de su compatriota Silvana Mangano, aunque sin su belleza, se ha terminado. Y su reencarnación, la Mina de hoy, no está dispuesta a reaparecer en escena. Por eso, la anunciada presencia en el festival quedó en un vídeo. Una filmación realizada por la RAI, en la que Mina era una imagen y una voz entonando las notas del 'Nessun Dorma' de Turandot. La imagen de la misma Mina de los últimos tiempos. La retratada a traición por algún papparazzo. Una dama de pelo rojizo, recogido en un moño tirante, la piel blanca, los ojos ocultos tras gafas ahumadas. Pero la polémica que ha rodeado a su presencia-ausencia de Sanremo demuestra también que los italianos no la olvidan. Tampoco los europeos, porque las canciones de Mina, la estrella indiscutible de la música italiana de los años sesenta y setenta, han sido éxitos de venta en todo el continente, y a menudo en Estados Unidos y en Japón.
Lo inusual con esta mujer de 1,78 metros de altura, piel pálida y maquillaje espeso, que se marchó de Italia en 1965 y es ciudadana helvética desde 1990, es que siga viva en el corazón de sus compatriotas y de sus admiradores cuando lleva tres décadas fuera de los escenarios. Puede que Patti Pravo tenga razón al acusarla de falta de coraje por no ser capaz de presentarse ante su público, pero también se necesita valor para abandonarlo todo, dejar el mundo artístico con la miel en los labios y refugiarse en un aristocrático anonimato, como el elegido por la estrella hace 30 años.
Sulla tua bocca lo dirò
, su último álbum, viene a ser un ejercicio de nostalgia. Y una reafirmación de la independencia artística que ha caracterizado a Mina siempre. Después de grabar mil canciones, y vender 76 millones de discos, en una historia musical que dura casi cuatro décadas, Mina no acepta condicionamientos, y al final se sale con la suya. Canta los temas que quiere, y siempre gusta. Vive fuera de su país, y tiene la nacionalidad suiza, pero los italianos no se lo reprochan. Al contrario, un considerable número de personalidades de su país ha pedido que sea elegida senadora vitalicia. ¿Qué pinta la rebelde, inconformista, misteriosa dama de la canción entre personajes como Giulio Andreotti o Francesco Cossiga?, podrían preguntarse sus admiradores.De momento, la superdiva no ha dicho una palabra, concentrada en su música y en su vida, pero sin aparecer en ningún formato que no sea el enlatado. El nuevo álbum lo ha presentado su hijo, Massimiliano Pani, como suele hacer. Como ya ocurrió con el precedente, Todavía, grabado con varias estrellas de la música española en 2007, sin moverse de su estudio de grabación de Lugano, y sin cruzarse con los compañeros de álbum. Ella, la estrella remota, se limita a chatear con sus fans a través de su columna semanal de Vanity Fair o a exponer su visión de la vida, bastante poco excéntrica, en su columna del diario La Stampa.
Unida al cardiólogo suizo Eugenio Quaini desde 1981 (se casaron en enero de 2006), Mina vive alejada de la vida social y artística italiana, aunque pasa largas temporadas en su país, donde su persona sigue generando enorme interés. Nacida en Busto Arsizio (a unos 25 kilómetros de Milán), el 25 de marzo de 1940, y criada en Cremona, en el noroeste italiano, la historia de su éxito musical se remonta a finales de los años cincuenta. Una actuación en un pequeño local, La Bussola, en Marina di Pietrasanta, una localidad de vacaciones de la costa toscana, le abre las puertas de la escena. Un año después, su aparición en un programa de televisión, Lascia o raddoppia, será crucial en su carrera. Mina, surgida como cantante rock con el nombre de Baby Gate, pasa a ser Mina en el plazo de unos meses. Y llega el primer disco número uno de las listas de éxitos, Tintarella di Luna, en 1959. Un disco que la convierte en una superestrella y que marcará además una época. No es casual que la Posta Italiana haya conmemorado el medio siglo de la canción con un sello especial dedicado a la cantante.
Mina
comienza a hacer películas. Son cintas malillas, sin otro aliciente que su espléndida voz de mezzosoprano. En 1960 participa además en el Festival de Sanremo, en esos años, el sitio obligado para la presentación de una estrella de la música. Canta E vero y Il celo in una stanza. No gana el primer premio, pero el tema escala en la lista de las cien canciones más vendidas. Al año siguiente vuelve a la carga en el mismo festival con Io amo, tu ami y el superpopular Le mille bolle blu.Actúa en toda Europa con enorme éxito, y en varios países latinoamericanos. La RAI se convierte en vehículo privilegiado de la voz y el estilo único de la cantante. La Tigresa de Cremona no sólo canta admirablemente. Además, se mueve en escena con dominio asombroso. Interpreta sus canciones, que suben una tras otra a las listas de éxitos. Se convierte en presentadora y artista de programas de la RAI. Una asidua en los salones italianos cada fin de semana. Sus éxitos, Grande, Grande, Grande, Parole, Parole, Città vuota, algunos interpretados junto a cantantes famosísimos, como Adriano Celentano, no han dejado de sonar en el mundo desde entonces.
Y en esas circunstancias, Anna Maria Mazzini decide poner broche final a su vida de estrella. Pensando, quizá, en dedicarle algo más de espacio a su vida personal, mucho menos exitosa que la musical. El amor fulminante por el actor Corrado Pani, que provocó un veto de la RAI, por ser Pani un hombre casado, aunque separado de su mujer, duró apenas tres años. Al año de nacer su hijo Massimiliano, en 1963, la pareja se separa. Tampoco el matrimonio con el periodista Virgilio Crocco, padre de su segunda hija, Benedetta, será más duradero. Cuando nace la niña, en noviembre de 1971, ya están separados. Crocco morirá en 1973 en accidente automovilístico, diez años después que Alfredo, el hermano de la cantante.
En 1978, Mina se retira de los escenarios, y unos pocos años después comienza su relación con el cirujano Quaini, un viejo amigo de Cremona, un conocido de toda la vida, completamente ajeno al mundo del espectáculo y del periodismo. Un hombre ideal para Anna Maria Mazzini. Mina, una mera carátula sobre la cubierta de un disco, una admirable voz, no necesita más afecto que el de sus incontables admiradores en medio mundo".
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Lunedì 27 aprile 2009
I PROMESSI SPOSI IN DIECI MINUTI
"Dieci minuti per raccontare in maniera ironica la celebre opera di Alessandro Manzoni, i Promessi Sposi, grazie alla musica. L'idea è stata realizzata da un gruppo di giovani artisti, gli Oblivion, che sono riusciti a riassumere in circa 600 secondi l'opera affidandosi alle cover di canzoni assai note.
I testi di Umberto Tozzi, Vasco Rossi, Mina, Claudio Baglioni, i Nomadi, Modugno, i Beatles e tanti altri sono stati utilizzati dagli Oblivion che li hanno modificati e adattati per narrare la storia di Renzo e Lucia" . Fonte: ANSA.
Tutte le canzoni parodiate:
Ti amo - Umberto Tozzi
Brava - Mina
Perché lo fai - Marco MasiniUn senso - Vasco Rossi.
Porta Portese - Claudio Baglioni
Io vagabondo (che non sono altro) - I Nomadi
Luci - ah - Lucio Battisti
Nel blu dipinto di blu - Domenico Modugno
Agnese - Ivan Graziani
She's Leaving Home - The Beatles
Lucy in The Sky With Diamonds - The Beatles
Luci a San Siro - Roberto Vecchioni
La fisarmonica - Gianni Morandi
Brava - Mina
Che cosa c'è - Gino Paoli
Romeo, er mejo der colosseo - Renzo Montagnani
Aggiungi un posto a tavola - Johnny Dorelli
I Watussi - Edoardo Vianello
Una lacrima sul viso - Bobby Solo
L'anno che verrà - Lucio Dalla
Centro di gravità permanente - Franco Battiato
Vorrei incontrarti fra cent'anni - Ron
Gianna - Rino Gaetano
Video di
Malguion .* * *
Domenica 03 maggio 2009
Mina torna per la pubblicità Barilla
Fonte: http://www.polisquotidiano.it/content/view/4690/51/
"In uno spot in onda da fine mese Mina, la famosa cantante autoesiliatasi a Lugano, canterà nel prossimo spot della Barilla, che sarà sulle televisioni da fine maggio. Mina aveva già sponsorizzato la fabbrica della pasta parmigiana negli anni Sessanta, quando c’era il Carosello. La grande cantante presterà la sua voce in qualità di narratrice di una nuova serie di spot, costruiti come sempre per celebrare i valori tradizionali e famigliari che Barilla cerca di associare ai propri prodotti".
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Sabato 16 maggio 2009
Una nuova collana per Mina Riassunti d’amore e un duetto con Claudio Baglioni
di Pippo Augliera
Fonte: Musicalnews 16/05/2009
"L’inossidabile Mina ha selezionato personalmente i brani per queste cinque raccolte a prezzo economico. La pubblicazione del primo volume "La calma" è prevista per il 12 giugno.
Continuano così le iniziative per festeggiare le nozze d’oro con la musica italiana grazie a questo splendido cofanetto, che prosegue idealmente le uscite legate ai leggendari nove volumi di "Del mio meglio" dal 1971 al 1987.
La scelta riguarda il periodo che va dal 1994 in poi, anno in cui Mina è passata alla Sony pubblicando il doppio cd "Canarino mannaro" dal quale sono stati estrapolati "Je so pazzo" di Pino Daniele e "Impagliatore d’aquile".
In questa prima antologia sono presenti alcuni classici tratti dal repertorio del suo beniamino Frank Sinatra contenuti nel suo album tributo "L’allieva". Da "Napoli 1° e 2° estratto" ripropone tre perle di assoluto valore come "Carmela" di Sergio Bruni, "Passione" e "I’te vurria vasà". Ci sono anche un omaggio al grande Lelio Luttazzi con "Chiedimi tutto", la sua recente versione in spagnolo, inserita in "Todavia", di un suo classico "Un ano de amor" in duetto con Diego El Cigala e una composizione del figlio Massimiliano Pani "Canto largo".
La seconda raccolta "Mina con archi" contiene in buona parte altri classici partenopei, "Amara terra mia" e "Come hai fatto" di Domenico Modugno, un vecchio hit di Rita Pavone "Che m'importa del mondo", una perla d'autore "La seconda da sinistra" di Daniele Silvestri, la splendida "Valsinha" con "Chico Buarque De Hollanda, incisa in italiano da Mia Martini, e persino un'aria sacra "Dulcis Christe" dal capolavoro "Dalla terra".
Gli altri quattro CD che seguiranno, "Mina con archi", "Mina per quando ti amo", "Mina straniera" e "Mina cover", avranno anche essi delle copertine contenenti disegni realizzati da Gianni Ronco con la collaborazione del fido Mauro Balletti.
La notizia clamorosa del duetto con Claudio Baglioni è stata anticipata al TG1. L’occasione è rappresentata dalla pubblicazione ad ottobre della riedizione di "Questo piccolo grande amore". Sarà un doppio album con circa 40 canzoni e, per questa operazione di remake, il cantautore romano ha inserito degli inediti e pensato di farsi accompagnare in alcune canzoni da ospiti illustri: tra questi spicca il nome di Mina.
E’ stato, infine, dato l’annuncio che Mina, dopo avere realizzato spot con la Fiat, torna a lavorare a fine maggio di nuovo con Barilla, a quasi quarant’anni dell’ultima serie di Caroselli che la Mazzini ha realizzato per questa Azienda. Sarà presente solo come voce, senza interventi canori, almeno per il momento".





Ecco la scaletta del primo volume -LA CALMA-
1: All the way
2: Carmela
3: The nearness of you
4: I' te vurria vasa'!...
5: Good-bye
6: Passione
7: These foolish things
8: Blue moon
9: Canto largo
10: Un año de amor
11: Impagliatori d'aquile
12: They can't take that away from me
13: Je so pazzo
14: Sincerely
15: Chiedimi tutto
Secondo volume - MINA CON ARCHI -
1: Core 'ngrato
2: Che m'importa del mondo
3: Indifferentemente
4: Come hai fatto
5: Dulcis christe
6: Valsinha
7: La seconda da sinistra
8: Maruzzella
9: Amara terra mia
10: Maria mari'!...
11: April in paris
12: Tu ca nun chiagne!
13: Only the lonely
14: Te voglio bene assaje
15: Laura
Terzo volume - Mina Straniera -
1: Wave
2: Lo sé (fosse vero)
3: La fin des vacances
4: One for my baby
5: Amore
6: Strangers in the night
7: Hoy (noi)
8: Crazy
9: Encadenados
10: De acuerdo (va bene va bene così)
11: The captain of her heart
12: ¿Cómo estás?
13: Someday in my life
14: Puro teatro
15: Come together
Quarto volume - Per quando ti amo -
1: Se finisse tutto così
2: Fra mille anni
3: Nessun altro mai
4: Dint''o viento
5: Resta lì
6: Tornerai qui da me
7: Il pazzo
8: Per poco che sia
9: Sulamente pè parlà
10: L'amore viene e se ne va
11: Quella briciola di più
12: Noi soli insieme
13: Se
14: Ecco il domani
15: Succede
Quinto volume: - Cover -
1: Oggi sono io
2: La canzone di Marinella
3: Somos novios
4: Blowin' in the wind
5: Amaro è 'o bene
6: Napule e'
7: Wind of change
8: Notturno delle tre
9: Amico
10: A rose in the wind
11: Cercami
12: Night wind sent
13: Ill wind
14: A night in Tunisia/Penso positivo/Copacabana
15: Rosso
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Sabato 16 maggio 2009
Eros Ramazzotti:
«Quando Mina mi bocciò»
di Marco Molendini
Fonte: Il Messaggero 16/05/2009
"... Del resto anche a me è capitato di essere bocciato».
Da chi?
«Mina m’ha rimandato indietro più di una canzone. Il pezzo che ha cantato la Vanoni, Solo un volo, era stato scritto per lei».
E non se l’è presa.
«No, anche se Mina, adesso, è arrabbiata con me, perché ho detto che i suoi ultimi dischi non sono all’altezza della sua voce e del suo spessore artistico. Ma che male c’è. Anche Battisti, che io adoro, ha fatto dischi non belli: fra Emozioni e Eh già c’è una bella differenza»".
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Sabato 23 maggio 2009
Barilla on air con Y&R e la voce di Mina
Fonte: http://www.pubblicitaitalia.it/news/Creativita--Marketing/Campagne-e-Spot/barilla-on-air-con-yr-e-la-voce-di-mina_22050627.aspx
""Mina e Barilla tornano insieme. Sarà la grande, intramontabile artista a dare voce alla nuova campagna prodotto Barilla ideata da Y&R.
Saranno 3 i soggetti tv on air fino a fine dell’anno. Il primo, dedicato alle Bavette al Pesto alla genovese Barilla, sarà in onda su tutte le principali emittenti nazionali satellitari, digitali e locali, a partire da domenica 24 maggio.
La campagna, ideata e seguita da Mary Apone e Marco Panareo vice direttori creativi Y&R, vuole riportare sugli schermi l’emozione che da sempre caratterizza la comunicazione Barilla.
Il film bavette al pesto, è dedicato all’amicizia, e gli amici sono i protagonisti dell’intero 'racconto'. Basta un gesto per capirsi quando si è amici, basta sedersi intorno al tavolo con un buon piatto di pasta per celebrare al meglio la semplicità del sentimento.
Con l’on air di Bavette al Pesto, viene introdotto un nuovo key visual, un segno di insieme che racchiude al suo interno il gruppo celebrato nel momento in cui si ritrova intorno alla tavola.
Il key visual è la traduzione creativa della nuova strategia di comunicazione che vede Barilla quale ambasciatore delle relazioni autentiche e della gioia di stare insieme.
Il film, girato a Barcellona, è stato realizzato dalla casa di produzione Brw per la regia di Nicolas Caicoya, dop Paco Femenia"".
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Mina presta la voce alla Barilla
Dopo 40 anni torna a fare pubblicitàFonte: TGCOM
"Una grande artista racconta una grande azienda. Dopo quasi 40 anni, la voce che teneva attaccata l'Italia all'ora di cena per il rito nazionale di Carosello torna in tv per la nuova campagna Barilla, rivelando ancora una volta il legame di affetto, di amicizia con la celebre azienda parmense. E' proprio di amicizia, di affetti, di famiglia, che si parla nella storia narrata da Mina, un racconto in tre episodi, dedicati ad altrettanti formati di pasta che evocano diversi momenti della vita.
Sarà in onda da domenica 24 maggio fino alla fine del 2009. La pubblicità Barilla vanta anni di storia: dal "rito nazionale" dei caroselli Barilla il pubblico italiano ha cominciato a conoscere artisti d'eccezione come Giorgio Albertazzi, Emanuele Luzzati, Dario Fo.
E' stata poi la volta di Mina, scelta da Pietro Barilla per una grande campagna iniziata il primo luglio 1965. Tre i soggetti tv ideati da Y&R per questa campagna in programmazione fino alla fine dell'anno. Il primo, dedicato alle bavette al pesto alla genovese Barilla, sarà in onda su tutte le principali emittenti nazionali satellitari, digitali e locali".
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Domenica 24 maggio
Dove c'è Barilla c'è Mina
di Davide Barilli
Fonte: http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/5/20497/Dove_c%C3%A8_Barilla_c%C3%A8_Mina.html
"Mina, the «voice», torna a casa Barilla. La grande artista riprende a «raccontare» la grande azienda parmigiana. Di nuovo, dopo quarant'anni, l'ugola che - negli anni del «boom», davanti agli schermi all'ora di cena durante «Carosello» - entusiasmava il Belpaese con le sue «réclame», torna in Tv per la nuova campagna Barilla. Ma non canterà, stavolta: sarà la voce narrante del filmato. Inconfondibile, il suo timbro vocale racconterà «fuori campo» i momenti della pubblicità. Un grande ritorno che non è banalmente «tempo ritrovato» in salsa proustiana. No, è fedeltà pura: «da quarant'anni mangio la pasta Barilla», ha scritto pochi mesi fa la cantante sulle pagine di «Vanity Fair», in risposta a una lettrice. Dai tempi dell'indimenticabile «Carosello», in cui la più brava singer italiana era la protagonista della pubblicità degli spaghetti targati «Pr», il menù non è affatto cambiato. Un omaggio, quindi, per la «Barilla» e per la nostra città. Che arriva direttamente da una vera artista internazionale.
Mina è un flash: ritornano i ricordi di quel «Carosello» in bianco e nero, girato tra uno studio di registrazione e una cucina: sui fornelli «le mille bolle...» per cuocere gli spaghetti Barilla. Un'atmosfera famigliare che caratterizza anche questa nuova campagna pubblicitaria. È di amicizia, di affetti, di famiglia, che si parla nella nuova storia narrata da Mina; un racconto in tre episodi, dedicati ad altrettanti prodotti che evocano diversi momenti della vita quotidiana, il primo dei quali sarà «on air» da oggi. In pieno boom economico fu Pietro Barilla in persona a scegliere Mina per una grande campagna iniziata il primo luglio 1965.
Perché proprio lei? Per il semplice motivo che, come rifletteva il signor Pietro, era lei «la più amata dagli italiani». Ma anche perché era una star credibile: l'unica in grado di comunicare una serie di idee-valore adatte ad essere trasferite sul prodotto che si stava lanciando. Qualità indiscussa delle interpretazioni dei «Caroselli», estensione vocale, duttilità di artista, vocazione ad assumere più volti, pur senza intaccare la sua grande, inconfondibile personalità, vitalità venata di trasgressività che emanava: Mina era tutto questo. In fondo anche la nuova pasta non era solo pasta ma un prodotto di alta qualità, che si adattava a preparazioni diverse e che rendeva più sorridente la vita. Mina, eccezionale interprete dell'immagine Barilla dal 1965 al 1970, con la sua voce eccezionale accarezzava - elegante e voluttuosa - e troneggiava su gigantesche confezioni di pasta per consigliare acquisti di qualità a quelle grandi cuoche che erano (e sono) le casalinghe italiane. Inguainata in un abito simile a un fiore di calla, Mina scendeva la scalinata del palazzo delle nazioni all'Eur di Roma, riempendo l'aria delle note di «Una casa in cima al mondo». Così appariva in uno dei cortometraggi girati tra il '66 ed il '67, caratterizzati da scenografie avveniristiche e costumi da Oscar, disegnati da Piero Gherardi che proprio in quegli anni aveva vinto per due volte la prestigiosa statuetta grazie al suo lavoro con Fellini in «La dolce vita» e «8 e mezzo». Per i filmati vengono scomodati alcuni grandi del cinema, come - oltre a Gherardi - il regista Valerio Zurlini, ma anche Antonello Falqui e Duccio Tessari. Testimonial della pasta, con la sua splendida voce e gli abiti in nero o in bianco, roba da lasciare col fiato sospeso, Mina inanellò una serie di spot che hanno fatto storia: la «voce più ruggente d'Italia», sontuosamente vestita, si muoveva in surreali scenografie d'autore, accanto ad opere d'arte contemporanea. Bisognava però fare capire alle donne che la diva era davvero una intenditrice di spaghetti e tortiglioni. Ed il problema venne risolto con un'idea semplice e vincente: con un tocco silenzioso, una muta carezza di Mina alla confezione di pasta. Un gesto che fu - in quel caso - più efficace di una canzone".
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Lunedì 25 maggio 2009
Barilla ricomincia da Mina
Nello spot "parla" lei
Fonte: La Repubblica 25/05/2009
"Ancora la Tigre di Cremona, come nel carosello degli anni Sessanta. L'azienda parmigiana ha appena lanciato la sua nuova campgana pubblicitaria con la voce narrante di una delle più grandi cantati di sempre
Il tempo è passato, la forza e il fascino no. E’ il 1965 quando la Tigre di Cremona affronta il video pubblicitario con una frase semplice semplice "Mangiate pasta all’uovo Barilla". Appare e scompare, danza e si muove con lo charme che l’ha resa famosa fra le scatole di pasta con il marchio parmigiano che in calce alla confezione ha, appunto, un uovo stilizzato. L’effetto è dirompente, nella storia non esiste precedente simile. La voce più bella e potente al mondo buca lo schermo con lo sguardo e la sua presenza scenica in quel periodo già ben nota. Non sarà l’unico episodio quello del ’65, la Tigre si riproporrà diverse volte in seguito mentre anche altri big del video e della musica leggera si presteranno alla reclam.
Da ieri e fino a dicembre Mina, o meglio la sua voce, è di nuovo nella pubblicità è ancora una volta per la marca di pasta più famosa al mondo. Lo spot sarà trasmesso da un gran numero di emittenti locali, nazionali e satellitari come è nella tradizione del marketing Barilla. Un racconto diviso in tre episodi per altrettanti formati di pasta che rievocano la nostalgia di Carosello, quando ogni spot era una piccola storia quotidiana da raccontare. Amicizia, affetto e famiglia i temi narrati da Mina che ben si integrano con la tradizione dei precedenti messaggi pubblicitari del marchio numero uno al mondo per la pasta. Un connubio d’immagine che torna forte dopo quasi 50 anni dalla prima volta e che non ha perso di lucidità". (s.mar)
Barilla Bavette al Pesto 30 Alta Risoluzione
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Video Barilla 132
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Ci è pervenuto questo invito in pergamena che volentieri estendiamo a tutti voi
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Un remerciement a
Madame X e al suo collaboratore Fabio Biasiutti .* * *
bravenet.com