BiblioMINAgrafia (3)
A cura di
Franco Lo Vecchio
I edizione 23 novembre 2007
(Ultimo aggiornamento 23/11/2007)
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Di Mina si parla, almeno, in questi libri, libretti, dizionari, enciclopedie:
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49. - "La satira prima della satira" - di Nicola Fiano - Libro + DVD - Edizione BUR Biblioteca Univ. Rizzoli - 26 Febbraio 2007. Recensione:
"Una guida – un po’ tecnica e un po’ storica – per entrare nei segreti della risata, della censura e della satira, parola per parola. Un manualetto per capire come la comicità italiana sia rimasta fedele a se stessa nei secoli, fino ad arrivare viva e cattiva fino a noi. Ero stufo della comicità scollacciata e non sopportavo le canzoni che tutti cantavano, canzoni sdolcinate e stucchevoli piene di mamme o grondanti di lacrime. Insomma mi parve che fosse giusto smitizzare quel mondo fasullo e lo feci con le mie parodie che incontrarono il favore del pubblico.
Renato Rascel
Il mio numero in passerella consisteva in un monologo finale, raccoglievo intorno a me una buona parte degli spettatori e il tono confidenziale che davo a questo monologo lo trasformava in una chiacchierata senza capo né coda, molto dimessa, naturale, che ha anticipato in parte le mie caratteristiche cinematografiche.
Ugo Tognazzi
Lo sketch del Sarchiapone, con Carlo Campanini, nella sua primissima versione teatrale era lungo una pagina e mezzo: tre, quattro minuti al massimo. Alla fine delle repliche, il Sarchiapone era diventato un numero da quasi un’ora: occupava da solo tutto il secondo tempo.
Enrico Vaime
"Oggi si è persa l'arte di far ridere, si tenta di divertire la gente con le barzellette, con le battute. le barzellette non ho mai saputo dirle."
Totò
La comicità è sempre contro qualcuno: contro i poteri e chi li usa male, contro le abitudini e chi le trasforma in vizi, contro le ingiustizie e chi ne abusa. La nostra televisione in bianco e nero è piena di questo tipo di cattiverie che però, all’epoca, ancora nessuno chiamava satira. Sono sketch censurati o rimossi o colpevolmente dimenticati: tutti, comunque raccontano un pezzo della nostra storia. Con l’aiuto di grandi attori e comici: da Aldo Fabrizi a Walter Chiari, da Ugo Tognazzi a Vittorio Gassman, da Franca Valeri a Monica Vitti.
IL DVD di 70 minuti ripropone una galleria di numeri pungenti e memorabili di grandi comici in bianco e nero (dal "Troncio" di Tognazzi e Vianello al "Sarchiapone" di Chiari e Campanini). Accanto, poi, ci sono i primi tentativi di satira politica (Dario Fo) e di costume (Aldo Fabrizi, Franca Valeri), ma non mancano alcuni memorabili duetti comici di Mina nel mitico "Studio Uno". Una piccola storia d’Italia raccontata dai comici.
IL LIBRO svela qualche segreto della comicità di sempre: che cos’è un "tormentone"? E una "carrettella" o una "caccola"? Un prontuario di trucchi comici commentato dai diretti protagonisti. E in più una guida ragionata agli aneddoti e ai bersagli satirici di tutti gli sketch dell’antologia video.
NICOLA FANO ha pubblicato tra l’altro De Rege Varietà (Baldini&Castoldi, 1998), Le maschere italiane (Il Mulino, 2001). Per Einaudi ha curato Teatro di Varietà di Ettore Petrolini (2004), per BUR ha curato Satira, da Aristofane a Corrado Guzzanti (2006)".
Fonte: http://bur.rcslibri.corriere.it/sclibro.php?idlb=3316
I contenuti del DVD
(trascritti da noi):- "Comicità fa rima con vanità"
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50. "Permette un ballo signorina" - di Andrea Mingardi - Mondadori - 2007
51. "Da Carosone a Cosa Nostra: gli antenanti del videoclip" di Michele Bovi - Coniglio Editore 2007.
"‘II videoclip musicale, che imperversa in tutto il mondo, 24 ore su 24 in decine di canali televisivi, non è nato a New York, né a Hollywood, ma a Roma alla fine degli anni Cinquanta’. A dimostrarlo è la mostra ‘"Canzoni con vista - gli antenati del videoclip’ curata da "Michele Bovi," con la partecipazione di" Pasquale Panella, allestita, in esclusiva italiana ed in collaborazione con "‘Grande Reggia Caserta Performing Art’, nel Piano Nobile del "Belvedere Reale di San Leucio a Caserta, nell’ambito della programmazione del "Leuciana Festival diretto da "Nunzio Areni."
"La mostra, aperta fino a domenica 30 settembre, realizza un percorso che" intreccia cinema e musica, e che dimostra la paternità tutta italiana nell’invenzione e nella diffusione del videoclip, considerato oggi uno dei più potenti veicoli di promozione e diffusione della musica nel mondo.
""I Cinebox, ovvero i videojuke-box per filmati musicali sottolinea Michele Bovi - rappresentano il primo strumento di riproduzione di filmati a colori per promuovere una canzone. Inventati da Pietro Granelli e prodotti, nel 1959, dall’industriale romano Paolo Emilio Nistri, in collaborazione con l’imprenditore Angelo Bottani, furono presentati sul mercato mondiale come ‘la bomba cinemusicale del secolo’. Le prime pellicole erano interpretate da Domenico Modugno, Don Marino Barreto Jr, Peppino Di Capri, Joe Sentieri, Nilla Pizzi, passando per Tenco, Endrigo, Celentano, Gaber, Iannacci, Fierro, Fernandel, Gigliola Cinquetti, fino ad arrivare a quelle, più recenti, di Ornella Vanoni, Fred Bongusto, Mina, Bobby Solo, Claudio Baglioni".
"Alla sua comparsa sul mercato internazionale, il Cinebox italiano scatenò una guerra commerciale tra Italia, Francia (che un anno dopo, nel 1960, iniziò a produrre un analogo apparecchio, chiamato Scopitone) e Stati Uniti, avviando una straordinaria sfida artistica tra alcuni registi, all’epoca esordienti, come Claude Lelouch, Francis Ford Coppola, Robert Altman, Vito Molinari ed Enzo Trapani, chiamati a dirigere i primi ‘videoclip’ della storia.
"Un lavoro di circa dieci anni ha consentito a Michele Bovi, massimo esperto in materia, di recuperare preziosi frammenti e di ricostruire questa storia, realizzando un viaggio emozionante tra filmati a colori dell’epoca, fotografie di scena, locandine e meraviglie della tecnologia, raccolte in un’unica grande mostra destinata, dopo l’anteprima al Leuciana di Caserta, ad interessare ed attrarre platee di molti altri Paesi.
"La mostra espone due apparecchi Cinebox (dalla collezione di Roberto Marai, Salò) e due apparecchi Scopitone (dalla collezione di Federico Negro, Torino) entrambi funzionanti e corredati da schede tecniche e libretti di istruzioni originali, 200 foto inedite e manifesti promozionali d’epoca (che ritraggono, ad esempio, Gaber, Morandi, Bobby Solo, Frankie Avalon, Vittorio De Sica, Aurelio Fierro, Nicola Arigliano, Claudio Villa, Tonina Torrielli, Nilla Pizzi), 200 foto di scena inedite dei set, centinaia di fotogrammi a colori," selezionati tra le oltre 1000 clip recuperate. Sono proiettati, in loop, 400 filmati originali tra cui alcune rarità, come il videoclip di Lucio Battisti "Ancora Tu", il lungometraggio inedito "Gira che ti rigira amore bello" (1973) con Claudio Baglioni, il lungometraggio inedito "Scappo per Cantare" (1971) con Gianni Morandi. Alla mostra si accompagna il libro-catalogo: ‘Da Carosone a cosa nostra, gli antenati del videoclip’ di Michele Bovi (Coniglio Editore, maggio 2007). La mostra si realizza nell’ambito del "Leuciana festival, inserito tra i Grandi Eventi della "Regione Campania, e realizzato dalla "Città di Caserta in collaborazione con la "Provincia" di Caserta e la "Soprintendenza" ai Beni Architettonici e "Storici". Fonte: http://www.temacom.net/
52. "Enciclopedia del rock italiano" - di Gianluca Testani - Edizione Arcana - Ottobre 2007.
Enciclopedia del rock italiano
(Arcana) a cura di Gianluca Testani
Un'opera interessante ma non priva di difetti
di Alessandro Michelucci
"Le opere enciclopediche aspirano alla completezza, ma non sempre la raggiungono. Lo conferma il libro in questione, che dimentica gruppi come Harmonia Ensemble e Sensations' Fix insieme a solisti come Guido Alesini, Guido Fink e Riccardo Tesi. Opportuna l'apertura nei confronti del rock-jazz, ma non si capisce perchè includere il Perigeo e dimenticare gruppi analoghi come Baricentro e Cadmo. Lo stesso accade con il folk: perchè Giovanna Marini merita di essere menzionata mentre Caterina Bueno o Maria Carta no?
Ma soprattutto, un titolo più appropriato per questo libro sarebbe stato "Enciclopedia della musica popolare italiana", dato che comprende molti nomi estranei al mondo del rock: da Mina a Giorgio Gaber, da Enzo Jannacci a Patty Pravo. A questo punto, però, non si capisce perchè manchino Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Gino Paoli, mentre vengono inclusi artisti molto meno significativi.
Detto questo, bisogna sottolineare anche i pregi dell'opera. Le voci sono sintetiche e piuttosto complete, le discografie sono generalmente accurate. I cambiamenti d'organico all'interno dei vari gruppi vengono riportati con una certa cura. Silenzio tombale, invece, su certi gruppi minori del prog anni Settanta come Cervello, Dedalus, Quella Vecchia Locanda, Semiramis, etc.
Nomi secondari, certamente, ma non più di tanti altri che vengono riportati.
In ogni caso l'opera, nonostante i difetti evidenziati, offre una lettura piacevole, con qualche aneddoto insolito che la ravviva ulteriormente.
L'autore non è un nome nuovo, dato che aveva già dedicato allo stesso tema un'opera firmata insieme ad altri ("Enciclopedia del rock italiano", Arcana, Milano 1993)".
Fonte: http://www.musicalnews.com/articolo.php?codice=10754&sz=4
53. "Gaber. La vita, le canzoni, il teatro" di Sandro Neri - Edizione Giunti - Ottobre 2007 - A Mina sono dedicati un capitoletto più alcune foto.
"La prima vera biografia di Giorgio Gaber, che ripercorre tutta la vita privata e artistica del "cantattore". Una raccolta di testimonianze dirette di artisti, musicisti, collaboratori – primo fra tutti il suo alter ego Luporini –, tecnici e familiari di Gaber, nonché estratti di sue interviste, immagini e memorabilia della sua lunga avventura. In appendice una coloratissima discografia completa, con i 45 giri, le rarità, gli album in studio e i molti dischi dal vivo. Inoltre, la scaletta di tutti gli spettacoli di Teatro Canzone".
54. - "Donna: una storia italiana" – a cura di Laura Scarlini – Milano – Arnoldo Mondatori Editore – P - ottobre 2007. Il libro riporta due foto di Mina dietro alla batteria (pagg. 282/3). Il libro utilizza foto dell’Archivio Alinari.
55. - Il mio posto nel mondo. Luigi Tenco, cantautore. Ricordi, appunti, frammenti - a cura di De Angelis Enrico, Deregibus Enrico, Secondiano Sacchi Sergio - Ed. BUR - Milano ottobre 2007. Mina è citata alle pagg. 36, 53, 100, 103, 225, 343, 408/410, 445, 473, 479, 480, 491, 534, 541, 543, 545.
Recensione: "C'è un musicista che ha attraversato la scena della musica leggera italiana come una meteora. Troppo in fretta, troppo presto. Perché l'idea di canzone di Luigi Tenco era, nella sua radicalità, qualcosa che precorreva i tempi, che inventava già negli anni Sessanta, per il cantautore, un modo di intendere il proprio ruolo che trascendeva nettamente l'idea del semplice e rassicurante intrattenitore per inoltrarsi sulla strada dell'impegno civile e della poesia militante. Ed è proprio per evidenziare il valore di questa figura di uomo e di artista che Enrico Deregibus, in collaborazione con il Club Tenco, ha deciso di raccogliere in un libro le parole dello stesso Tenco - ricordi, appunti, frammenti - insieme alle parole di alcune tra le sue canzoni più belle rilette e interpretate ogni volta da un interlocutore d'eccezione. Completano il volume le parole pronunciate "su" Tenco dagli amici e dagli appassionati".
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- "Adulti con riserva. Com'era allegra l'Italia prima del '68" - di Edmondo Berselli - Mondadori 2007. Mina è citata.
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- "Una Canzone al Giorno - Memorie musicali dal 1955 al 1965 e dintorni" - di Franco Gàbici - Introduzione di Edmondo Berselli - SBN 978-88-7647-153-7 pp.204, Simonelli Editore - Novembre 2007.
Recensione: "Questo volume di Memorie Musicali di Franco Gàbici dal 1955 al 1965 e dintorni, con una introduzione di Edmondo Berselli, fa rivivere la colonna sonora di una stagione costellata da interpreti come i Platters, Sinatra, Anka, Presley, Nat King Cole, Modugno, Gaber, Mina, Endrigo, Paoli, Celentano, i Beatles...
Il formato del volume è di 18,60 x 18,60 centimetri, esattamente quello delle buste che contenevano i mitici dischi a 45 giri in vinile. Infatti, in queste pagine di Franco Gàbici , fra memoria, molte curiosità e notizie - introdotte da una firma principe del giornalismo italiano come Edmondo Berselli - si percorre la storia della canzone che va dalla metà degli anni Cinquanta fin verso la fine degli anni Sessanta, praticamente dall’esplosione dei Platters con "Only You" fino alle canzoni dei Beatles.
Anni in cui sul 45 giri, nella stagione dei juke box, trionfarono canzoni indimenticabili cantate da interpreti altrettanto indimenticabili come Sinatra, Presley, Paul Anka, Little Richard, Neil Sedaka, Nat King Cole ma anche Modugno, Dallara, Mina, Endrigo, Celentano, Gino Paoli, Giorgio Gaber, Umberto Bindi e tanti, tanti altri.
Per le gustose notazioni di costume inserite dall’autore, il volume diventa anche il ritratto di un’Italia da molti giustamente considerata felice.
Ma queste notazioni sono il contorno di un itinerario che offre di ogni canzone citata, narrativamente, oltre agli autori ed agli interpreti, alla casa discografica, anche notizie e aneddoti legati alla sua "vita". Di tanto in tanto, il libro propone anche qualche quiz, per mettere alla prova la memoria del lettore appassionato; quiz sia di carattere discografico sia legati sugli pseudonimi di cantanti e di autori.
"Una canzone al giorno" di Franco Gàbici è insomma un grande mosaico che ricompone la storia della canzone in quello che da molti è considerato il periodo del suo massimo splendore.
Una colonna sonora di anni beati la cui eco ancora non si è spenta in chi ebbe la fortuna di viverli.
Il libro è naturalmente rivolto innanzitutto a coloro i quali erano i giovani di quella stagione fra la seconda metà degli anni Cinquanta fino al trionfo dei Beatles, un pubblico quindi maturo ma vasto e molto sensibile ai ricordi di un periodo che fu felice e che coincise con il cosiddetto boom economico.
Ma per come è didascalicamente costruito, fornendo tutti i dati e le notizie indispensabili di ognuna delle 366 famose canzoni di tutto il mondo selezionate, "Una canzone al giorno" di Franco Gàbici è per chiunque sia interessato alla musica leggera un testo di riferimento e di documentazione".
Link di riferimento: http://www.simonel.com/libreria/canzone.html
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"Pop life: una vita in copertina"
di Luciano Tallarini - 2008. Articolo del Corriere della Sera:"Copertine bocciate: Quando Adriano scartò Cesare e Mina si preferì con la barba"di Luzzatto Fegiz Mario - Fonte: Corriere della sera del 23/09/2008
Quando Adriano scartò Cesare e Mina si preferì con la barba: ecco i dischi più «rari» del pop
"MILANO - Che rapporto esiste fra il cantante e la copertina del suo disco? «Complesso, conflittuale, uno scontro fra creativi, dove vince l' artista e perde il grafico». La diagnosi è di Luciano Tallarini, 67 anni, il più prolifico creatore di copertine, amico e consigliere di molti artisti a cominciare da Mina. «Vogliono apparire sempre belli, giovani, non hanno autoironia», spiega Tallarini che dopo aver dato alle stampe, «Pop life - Una vita in copertina» una raccolta delle sue copertine più famose, come quella dei calchi di gesso per «Saldi di fine stagione» di Vecchioni, quella del gomitolo di lana per «Poohlover» dei Pooh o quella di Mina calva con le labbra rese multicolori da un ghiacciolo, si prende una rivincita pubblicando ora «Rejected», ovvero le copertine rifiutate. Scopriamo così che la stessa Mina per «Salomè» preferì essere una donna barbuta piuttosto che utilizzare il corpo sensuale e pingue di una dama del 700' ;, o che Ornella Vanoni e Gino Paoli scelsero immagini vere scartando una silhouette a tinte forti; e che Celentano rifiutò per una sua raccolta di essere immortalato su una moneta di stile romano con il capo coperto d' alloro come un novello Giulio Cesare. «Il Celentano testa di moneta coglieva alla perfezione l' essenza imperiale del personaggio - ricorda Tallarini -: Avevo inventato anche un titolo per quella raccolta ed era "Unicamente Celentano". Claudia Mori lo trovò troppo ironico, ma mi chiese di regalarle il titolo. Siamo finiti in causa e alla fine ho avuto ragione io». Tallarini, nato a Mantova, cominciò la sua carriera come redattore e grafico della rivista «Musica e dischi». «La copertina nel disco di vinile era fondamentale. E questo lavoro mi ha consentito di essere vicino a molti grandi artisti. Finivo per non fare solo il grafico ma anche l' autista e il consigliere spirituale». Ma come nascevano le copertine? «I cantanti pretendevano di trascinarmi in sala d' incisione, mentre a me interessava poco il prodotto, ma molto il personaggio. Volevo ironia e provocazione, possibilmente giocando sul titolo. Presentavo varie proposte: quella che sentivo mia e altre che per me erano un compromesso. La mia preferita però non veniva scelta mai». Fra i rifiuti più clamorosi quello di Paul McCartney: «Allora alla EMI di Londra c' era un direttore europeo italiano, Rotelli, che mi invitò a fare una proposta per l' album «Ebony and Ivory» e io realizzai una sorta di Pietà di Michelangelo con una Madonna bianca che teneva fra le braccia un Cristo nero. Fu respinta con orrore. Però curiosamente l' ex Beatles non mi restituì mai i bozzetti originali nonostante le mie insistenze. E nemmeno due righe di ringraziamento». «Milva - continua Tallarini - rifiutò una sua immagine con i capelli rosso-fuoco mentre Morandi preferì una foto vera a una caricatura a tinte forti disegnata per me da Gianni Ronco. In verità gli artisti arrivano quasi sempre con qualcosa in mente che però non sanno spiegare. E qui il grafico si deve trasformare in psicologo». La cantante più difficile e la più facile? «La più difficile è stata indubbiamente Loredana Bertè, che qualche anno fa mi ha sfasciato lo studio perché non voleva che firmassi la copertina dell' album "Babybertè": sosteneva fosse una sua idea. La più dolce e gentile è indubbiamente Orietta Berti, sempre contenta, anche se le metti un pappagallo sulla testa e che in ogni caso dice "Mi ha fatto bellissima". Amo anche Alice, sempre combattuta fra la voglia di rientrare e la difesa della pace raggiunta e comunque ho un feeling incredibile pure con Ornella Vanoni». Ma che fine fanno le copertine respinte? «In genere finiscono in archivio, ma ogni tanto qualche idea si ricicla. Per esempio quella sorta di chioma-copricapo stile sfinge egizia che Patty Pravo mi aveva respinto è stata recuperata per Renato Zero. Lui ci ha costruito intorno non solo una copertina, ma tutti i costumi e le scenografie dello spettacolo». L' avvento del CD ha influito sulla grafica legata ai dischi? «Beh, inutile nascondercelo, l' ha praticamente uccisa. Passare da un cartone 30 x 30 centimetri a una scatolina di plastica 10 x 10 è stato drammatico»".

Franco Lo Vecchio e Luciano Tallarini .
Foto di Mario Rossi .
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A questo elenco parziale, si aggiungono i libretti contenuti negli Album ufficiali e non ufficiali. Oltre gli spartiti e le numerose citazioni di Mina in diversi libri, riviste specializzate come "Raro" o "Jamboree".
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Leggenda: i titoli dei libri contrassegnati con * (asterisco) fanno parte della collezione di Franco Lo Vecchio.
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