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viviti
 

La foto di Luigi Nava è stata tratta dal sito di Ottavio Buonomo

http://pamabu.altervista.org

dove vi è il reportage di un incontro. Consigliata la lettura!

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Luigi Nava

alla maniera di

Franco Lo Vecchio

Data di pubblicazione in questo sito: 07 dicembre 2007

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"Chi è Luigi Nava?", mi ero chiesto anni ed anni fa, intorno alla primavera del 2001, in quella che io non mi stancherò mai di chiamare la "gloriosa Bacheca" del sito ufficiale di Mina. A quella domanda non rispose nessuno. Dopo qualche settimana, mi ero reso conto chi fosse questo "nick name" che rispondeva in Bacheca. Si accendeva una lucina rossa accanto al suo nick name. Era, quindi, una sorta di voce ufficiale (definizione più volte smentita dallo stesso), una persona accreditata dai Mazzini. In altri forum, sarebbe stato definito "moderatore", termine che il Nava ha sempre rifiutato.

I miei primi messaggi in quella Bacheca risalgono al dicembre 2000. Qualche settimana dopo l'apertura ufficiale. Ero digiuno di Internet. Non sapevo che i messaggi on line si potessero copiare in word. Ero davvero digiuno. Ma grazie a quella mia proverbiale ignoranza, io oggi mi ritrovo ben 4 faldoni di messaggi stampati che vanno grosso modo dal 19 dicembre 2000 al 17 maggio 2002. Quante cartucce d'inchiostro! La mia sete archivistica non aveva e non ha prezzo.

Torniamo al Nava. Non rientravo nelle sue grazie. I miei sintetici e svampiti messaggi non erano presi neanche in considerazione. Si accendeva la lucina per coloro che scrivevano lunghi messaggi (messaggi che io saltavo pari pari perché mi davano, allora, fastidio le analisi e le controanalisi su Mina. All'epoca, per me, Mina era voce ed era la grande Diva di ciò che restava nei miei ricordi adolescenziali e giovanili). Una lucina che più tardi sarà definita con l'appellativo di "marchietto").

La prima volta che si è accesa sotto un mio messaggio probabilmente risale al marzo 2001. Ho toccato il settimo cielo. Oggi rido di me stesso, ma allora è stato esaltante.

Io leggevo tutti i messaggi del Nava, ma ero attratto dalla famosa Platinette che non aveva bisogno di presentazioni. La Bacheca all'inizio si chiamava, infatti, "La Bacheca di Platinette" ed in seguito "Mina's Cafè".

Poco alla volta, ho preso coraggio a scrivere. Anche perché l'anno 2001, è stato un anno di grazia minosa: l'evento Internet di Mina in studio del 30 marzo, il conferimento a Mina del titolo di Grande Ufficiale della Repubblica da parte del Presidente Carlo Azeglio Ciampi, l'uscita della vhs e del dvd "Mina in studio" e degli album "Sconcerto" e "Collecion Latina Mina". L'anno ancora di grazia perché mi ha permesso sia pure per meno di due minuti di vedere Mina davanti ai miei occhi qui a Brescia (era il 12 settembre 2001 - ore 16.15 circa. Chi lo dimenticherà mai quel momento di grande esaltazione interiore e solennità?) Un anno di grande fermento e di festività solenni come più tardi le chiamerò.

Il 6 aprile avevo messo un messaggio rivolto a Luigi Nava in cui lo ringrazio per una risposta ricevuta. Lo stesso giorno Luigi mi risponde. E da lì, comincio a prendere coraggio e ad impegnarmi a scrivere qualcosa di più serio.

Luigi era solo una conoscenza virtuale. Un nome che poi scopro nel libretto dei credits di "Dalla terra": il mio album prediletto. Scoprirò anche che Luigi è un amico di Mina e che è più giovane di me.

Il 5 maggio sempre del 2001, in occasione di un incontro minoso a Firenze, ho il privilegio di conoscerlo di persona. Luigi raggiunge Brescia e prosegue verso Firenze con la mia macchina. Mi sentivo come il cocchiere di Sua Altezza il Principe d'Inghilterra. Luigi si presentava come un mio normalissimo collega di scuola essendo anche lui Insegnante. Qualche giorno prima, si temeva che il Nava fosse un mistero: "Forse non esiste". "Forse non verrà mai a Brescia". "E gli amici fiorentini  - subito dopo che siamo saliti in auto - esistono davvero?" - Ci si era chiesto. Tra una perplessità ed un'ipotesi, siamo partiti alla volta di Firenze.

Durante il viaggio ero molto imbarazzato. Il discorso è partito subito sulla scuola. Il nostro punto comune. La mia discrezione non mi avrebbe mai permesso di porre domande su Mina. Dalla scuola siamo passati alla Bacheca, ai messaggi ai nick name. Nick che, da lì a poco, avrebbero assunto un'identità reale.

A nostro seguito c'era Laurent. Lui è succube della TV. Conosce programmi, personaggi, quiz, telefilm, telenovelas, salotti e quant'altro. Ignora i TG e i pochi e sempre più rari programmi di qualità. Laurent avrebbe voluto intavolare discussioni "gossipivori" su Mina, ma io l'ho immmediatamente fulminato con uno sguardo.

Si è fatto qualche accenno a Mina, ma solo dal punto di vista artistico. Anche a Firenze, il Nava non ha rivelato o detto cose che poi non si conoscevano o che lui non avesse già scritto in Bacheca.

Ed ancora con il Nava ci sarà un altro lungo viaggio da Brescia a Macerata in occasione della serata "Dalla terra alla parola". Un viaggio lungo e ricco di discussioni anche per la presenza in macchina, oltre che di Laurent, anche di Mau (Mauro) di Padova e Daniele di Ferrara. Un viaggio che non dimenticherò mai. Avere il Nava con noi, era un privilegio. Io mi elevavo sempre più al rango del cocchiere del "Principe" (più tardi, infatti, gli appiopperò anche questo appellativo).

E non c'è due, senza tre. Un terzo viaggio ancora verso la rotta fiorentina. Questa volta il viaggio è stato "trillante". Non appena giunti all'uscita del casello autostradale, il Nava è stato raggiunto al cellulare da Mina. Io ero a pochissimi centimetri di distanza. Sentivo un filino di voce. Il Nava era diventato rosso. Io trattenevo il fiato. Poi non ce l'ho fatta più e sono sceso giù dalla macchina. Anche per rispettare la privacy.

Il Nava.

Chi è il Nava?

 

 

Il Nava è, per me, un docente d'antan. Uno di quelli colti. Una persona che conosce bene la disciplina che insegna, ma che va oltre le nozioni dei testi scolastici e della burocrazia scolastica. Un docente che sa trasmettere innanzitutto valori. La sua cultura spazia a 360° come del resto la sua modestia. E' timido. Per quanto, dalla sua prosa traspare una persona disinibita, di presenza, il Nava è timido. E' discreto. Ci si capiva al volo con me. Sia nel virtuale sia nel reale. Bastava che io leggessi nei suoi occhi. Morivo quando abbassava le lunette (normalissimi occhiali, però mi piace il termine francese e me lo si faccia passare anche se usato impropriamente) ed alzava lo sguardo per somministrarti un sorriso. Non sapevi se fosse di "stupore" per le corbellerie che dicevi o di compiacenza. Bisognava decifrarlo prima che attraverso la parola manifestasse il suo pensiero. Vedevo in lui, più che un collega, un "Maestro". Da lui apprendevo molto. E ciò posso affermarlo e ribadirlo perché credo essere stato tra le rare mosche bianche a non avergli mai chiesto curiosità sulla vita privata di Mina. Mai chiesto di farmi autografare la copia in vinile di "Dalla terra" (la sola alla quale tengo di più), mai di inviarmi un sms per avvertirmi che Mina fosse a Brescia e/o che Lui la rangiungesse qui e magari durante la passeggiata con Uffa (il cagnetto di Benedetta e Mina) io avrei procurato l'incontro grazie alla mia indimenticabile Stellina. Mai fatte richieste.

Nel corso degli anni, nel post gloriosa Bacheca, io ho continuato a fargli gli auguri il giorno del suo compleanno. Non l'ho fatto quest'anno perché non ero riuscito a prendere la linea. Non so neanche se il suo numero di cellulare sia sempre lo stesso.

Il Nava, in quella Bacheca, aveva uno stuolo di adulatori. Gli stessi che oggi non lo citano più. Gli stessi che l'hanno rimosso. Io, insieme a Paolo Driussi, noi due siamo rimasti i soli ad evocarlo. I soli che, nel corso di quegli anni di sacro furore bachecaro, abbiamo archiviato messaggi su messaggi. Moltissimi suoi messaggi.

Paolo, grande memoria storica della minosità, avrà archiviato il triplo rispetto a me. Io, nelle varie formattazioni del computer, ho perso molti messaggi. Per fortuna alcuni li avevo salvati su floppy disk ed altri li avevo, come detto poco più sopra, stampati. E' bello sfogliare quei 4 faldoni con quel mare magnum di messaggi con il logo della Bacheca che altro non è che la sagoma di Mina. Quel giallo "cecante" che tanto fastidio recava alla mia vista.

Torniamo all'oggetto di questo lungo diluvio e noioso sfogo grafomane.

 

Perché mettere on line i messaggi del Nava?

 

L'idea non è nata oggi, risale al sito del Minaforever. In effetti, nei primi mesi del 2005, avevo già messo on line "Il meglio della settimana" (una rubrica che raggruppava il meglio dei messaggi di quella gloriosa Bacheca, escludendo quelli di natura politica o sportiva o di attualità). In quella rubrica, il Nava era più che presente. Lui di tanto in tanto mi ricordava che non esisteva solo lui. Mi ricordava che dovevo badare più alla qualità dei messaggi e non al nome di chi li firmava. Il Nava sbagliava. Perché copiavo ed incollavo un po' tutti. Li ho ancora. Nelle successive sezioni, questi messaggi del Nava non sono disposti in modo cronologico. Non c'è una logica precisa nella impaginazione. Ogni messaggio fa testo a se. Si possono leggere come un'antologia saltando da un argomento all'altro. Rispetto ai titoli dati dal Nava, mi sono permesso di apporre delle modifiche per rendere più chiaro l'oggetto del messaggio ai lettori. Il più delle volte si tratta di risposte date al variopinto mondo minoso della Bacheca. Domande che si erano intensificate nell'ulltimo periodo della Bacheca che va à peu près dal maggio all'ottobre del 2003 anche su sollecitazione di Lillo, Mario Basile e di Vera, a sua volta "istigata" da me. Ma anche di tanti altri amici.

Penso, posso anche sbagliarmi, che quei messaggi siano la sola testimonianza sulla Mina più recente. Credo che il Nava ci abbia dato una chiave di lettura di Mina mai affrontata prima di allora. Nel marasma della Bacheca, molte cose forse saranno sfuggite. Forse ci si ricorderà di messaggi più spettacolari. Le diatribe. Le guerre per il "marchietto", per la politica, per le tifoserie di opposte fazioni alle quali anch'io m'inscrivevo a pieno titolo. Forse si saranno rimossi anche i reportage di STOP-OKA. Si saranno rimosse le rare apparizioni di Massimiliano Pani o di Lele Cerri. Persino le prime apparizioni di Platinette.

Questa antologia, che oggi io vi presento, è un omaggio a Luigi Nava. Un omaggio che probabilmente non sarà gradito. Ma è anche una chiave di lettura che, attraverso il Nava, noi possiamo avere di Mina. Così, mettendo insieme gli editoriali di Mina su La Stampa o altri quotidiani o altre riviste, e le risposte date da Mina su Vanity Fair, forse, ripeto, ci si fa una piccola idea sul grande personaggio di Mina. In breve, Il Nava, più che la Mina da rotocalco o discografica, ci ha presentato la persona, l'umanità di questa grande personalità del panorama canoro italiano. Non farò riferimento agli scritti del Nava. Bisogna leggere e saperlo leggere senza la pretesa di avere rivelazioni assurde del tipo "Stop". Chi affronta la lettura con questo spirito, faccia a meno di leggere. Resterà profondamente deluso o delusa. Del resto non avrei mai permesso che in questo sito si facesse pettegolezzo su Mina. Sono interessato alla sua voce, al suo canto e ciò che ci canta.

E il Nava oggi?

Avrà rimosso tutto, persino la gloriosa Bacheca. Ha rimosso anche me che resto sempre il suo "cocchiere". Resto quello che gli vuole bene senza chiedergli mai di intercedere per un autografo o una soffiata dove si trovi Mina. Mai, e mi sentirei ridicolo, chiedergli informazioni su ipotetici album, tracklist, titoli, date, duetti, autori e copertine. Sport molto praticato in quella gloriosa ed insostituibile Bacheca prima ed altrove in seguito.

Mina so dove trovarla. Basta inserire un suo album in un lettore. E la sua voce si espande. E, in quel momento, un'okaia decrepita diventa una reggia. "L'immensità" la si tocca col cuore. Si tocca davvero " un pezzetto di cielo" .

E' questo ciò che il Nava ha voluto dirci, ma tant'è ciascuno di noi tiri le proprie conclusioni.

Enfin, per amor della verità. alcuni dei messaggi raccolti da me, sono stati a più riprese messi on line da Paolo Driussi che ringrazio. Senza di lui avremmo smarrito molte belle cose. Persino la memoria. Ed un popolo senza memoria è destinato alla barbarie.

Non aggiungo altro. La vostra concentrazione deve essere sui messaggi del Nava e non su di me. Io sono solo uno strumento e non un fine.

Brescia, lì 07 dicembre 2007

Franco Lo Vecchio.

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