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viviti

Mina

by

Luigi Nava

Antologia di messaggi alla rinfusa "rilegati" da Franco Lo Vecchio

Data di pubblicazione in questo sito 08 dicembre 2007

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Gli auguri di Buon Compleanno di Luigi Nava a Mina

25 Mar 2002

Anche se è un giorno come un altro, anche se non ti interessano le ritualità ripetitive, anche se ciò che ti affascina è sempre la quotidianità, quella fatta della "semplice e grandiosa essenzialità delle cose", anche se oggi sarai lì, come al solito, attaccata al tuo fornello per cucinare i piselli, anche se sei sempre più convinta che il tuo "compito è quello di continuare a fare il tuo dovere di brava formichina, occupandoti delle piccole, improrogabili cose di tutti i giorni", non posso fare a meno di dirti tutto il mio bene. Ci sono giorni in cui non si può tacere. Forse i compleanni sono circostanze date, non per celebrare, ma per avere la possibilità di ripensare al valore delle persone. E il tuo valore, lo sai, è grande. Non perché tu lo voglia riconoscere come tua caratteristica, ma per l'oggettività dei fatti. Hai dato tanto. Continui a dare e non sei mai paga di tutto il bene che sai di poter realizzare. Mi piace la tua insoddisfazione, quella di cui parlavi nel dimenticato articolo di sabato. Mi colpisce il tuo non sentirti mai adeguata al tuo compìito. E' questo il motore che ti fa andare avanti. E' questo ciò ti rende adorabile. Perché, lo sai, una delle cose che più mi colpisce nelle persone, è il non sentirsi mai arrivati. E tu sei così: mai contenta, sempre con lo sguardo avanti. Le cose della vita non ti hanno mai lasciato tranquilla. Hai voluto costruirti un mondo di pace, che ti è sempre stato difficile da raggiungere con pienezza. Ma non ti sei mai data per vinta. Costruisci ogni giorno quel piccolo mondo di bene attorno alle persone che ami, e vorresti che questa onda di bene si estendesse a tutti. Così si vive. E di questo ti ringrazio.
E lasciami usare alcune parole, tra le migliaia che hai superbamente cantato. Le parole che sento più vere in questo momento.

Pianissimo
devo dirlo pianissimo
questo piccolo ciao
mi dispiace doverti dire solo ciao
mentre in mezzo alla gente
vorrei gridare fortissimo
che ti amo ...
fortissimo
che ti amo di più
d’ogni cosa al mondo
amore amo te!
Che ti amo di più
d’ogni cosa al mondo
amore amo te!


Non lasciarci. Abbiamo tutti bisogno di te. Ciao, Mimi..

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La "brandina"negli studi di Lugano per soddisfare le richieste di tutti i fan

di Luigi Nava - Gennaio 2002

... In merito alla questione "articoli di Mina-li scrive lei o no-chi li scrive- quante sono le mani che scrivono i suoi articoli" c'è già stata una risposta inequivocabile da parte sua. Nel settembre 1998 Marcello Veneziani (sul "Borghese") esprimeva fortissime riserve sul fatto che fosse proprio Mina a scrivere gli articoli su "Liberal". Mina rispose in modo ironico e godibilissimo. Quel pezzo è consultabile nella sezione "Articoli". Anche Aldo Grasso (su "Sette" del Corriere) espresse le medesime perplessità nel marzo 2000. Ma anche ad Aldo Grasso Mina avrebbe detto le stesse cose scritte per Veneziani.
Ma Paolo fa delle considerazioni molto circostanziate, che vanno prese sul serio in modo analitico. Mina scrive di Bach (fine luglio 2000). In quel periodo Mina aveva appena finito di incidere "Dalla terra". Per quel lavoro si era ascoltata valanghe di musica sacra. E ne so qualcosa. Aveva anche ascoltato (meglio sarebbe dire: aveva riascoltato) Bach, dalla cui produzione aveva selezionato "Aus Liebe will mein Heiland sterben", una bellissima aria per contralto tratta dalla "Passione secondo Matteo". Ma poi decise di non inserirla in "Dalla terra", per non dare un'impressione troppo virtuosistica a tutto il disco. Ma nel frattempo aveva letto, si era informata su Bach. E' ovvio che le era rimasto nel cuore tutto quanto aveva ascoltato e letto. E allora decide di parlarne in occasione del 250° anniversario della morte di Bach. Qualche settimana prima era morto Gassman. Mina ne era rimasta profondamente colpita, perché lo aveva conosciuto personalmente. Decide di ricordarlo su "La Stampa". E usa parole commosse, inusuali e sentite. Non si può pretendere che parlasse di Gassman come se stesse scrivendo una lettera commerciale. L'evento l'aveva colpita ed ha lasciato risuonare sulla carta tutte le sue emozioni. Certo, c'è tutto un lavoro sulle parole, ma questo è normalissimo per una vicenda dal così forte impatto emotivo. E quindi che dire? Ha ragione Filippo quando dice che Mina scrive come canta. E cioè: unisce un lavoro scrupoloso di ricerca, di studio, di informazione ad una folgorante capacità di rielaborazione e di sintesi personale, tutto sapientemente governato dalla sua soggettività e dalla sua intuizione. Nella musica ed anche nella scrittura. Forse qualcuno è ancora legato alla mitologia minoica di una ragazzotta di provincia che (ironicamente) risponde in un'intervista a
Mario Soldati che lei legge solo Topolino. Ma anche allora era una battuta. A maggior ragione oggi. Basterebbe vedere le librerie delle sue case per rendersene conto. E non sono libri messi in bella vista per fare chic. Legge, si documenta, vede molta tv. E poi rielabora. Ha opinioni che vuole dire, ha convinzioni che intende comunicare. Tutto questo è guidato da una forte curiosità e da un grande amore alla vita. Mina non è certamente una donna sistematica. Non vuole studiare la letteratura italiana partendo da Francesco d'Assisi per arrivare a Umberto Eco. Si sofferma commossa su un canto di Dante, ignora Ariosto, ma poi vola a Landolfi (ignorato dalla critica, ma da lei amato e riletto continuamente). Salta da una nottata dedicata Gadda (adorato) ad un pomeriggio perduto nella lettura di "Novecento" di Baricco. Ma poi torna indietro e mi confessa tutta la sua gioia nel riprendere in mano le avventure di Don Chisciotte.
Mi chiede: "Che cosa stai leggendo in questi tempi?" E se io le dico: "Una solitudine rumorosa" di
Hrabal, dopo una settimana mi telefona per dire: "L'ho trovato in libreria, l'ho letto. Bello, godibile: roba per palati fini". L'anno scorso sono andata a trovarla con due amici, marito responsabile di un centro culturale e moglie insegnante di lettere in un liceo. Con lui si è messa a parlare della sua attività e quando hanno scoperto di aver in comune la passione per Pasolini, non finivano più di parlarne. Con l'amica insegnante si è intrattenuta chiedendo che cosa facesse leggere ai ragazzi, come vivono l'esperienza della lettura, che cosa e come scrivono. E poi sono andati a parlare di Potok e di Flannery O'Connor e sulla differenza tra scrittura "maschile" e "femminile". Tutto questo lo dico non per avallare l'immagine spocchiosa di una Mina intellettualona, ma per far capire che si tratta di una donna curiosa, desiderosa di conoscere, interessata alle mille frastagliature della realtà. E allora, come non può essere immediato per una donna così anche lo scrivere? Scrive oggi e non l'ha fatto nel passato, perché ora può permettersi di dire, dopo avere intensamente vissuto e dopo aver accumulato esperienze, giudizi, criteri di conoscenza. Quando si arriva alla scrittura, è perché si è arrivati ad una stabilità. Scrive chi ha qualcosa da dire e sa come dirlo. Lei è così, ora. Mina non può tacere di fronte a ciò che la commuove o la indigna. E così passa dall'invettiva contro Fini o gli infiniti scandali dell'Italietta, alla commozione per la morte di Raissa Gorbaciova, all'ironia sulla Loren o su D'Alema. Dal dolore di Ronaldo, alle gemelle siamesi, all'intensità della memoria del suo Natale d'altri tempi. Lo fa e lo può fare. Ma tutto questo parte soprattutto, lo ripeto, da un cuore intelligente che, nutritosi e nutrendosi continuamente di conoscenze, vuole comunicare un pensiero, un giudizio.
E' lontana mille miglia dagli intellettuali di professione. Vuole essere se stessa, in tutto, dopo aver spalancato il cuore a tutto ciò che la circonda. E ci spiazza sempre. Anche quando decide, come oggi sulla "Stampa", di parlarci di una vecchia lampadina, per farci capire (in modo leggero) il valore immenso della realtà anche più piccola. ...

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Il primo incontro con Mina

di Luigi Nava - Gennaio 2002

Il primo incontro? Bisogna risalire a quasi vent'anni fa, e precisamente agli inizi di settembre del 1982. Lavoravo con un mio zio che era un carissimo amico di Mina. Quel pomeriggio di fine estate lei arrivò nella villa Bagatti-Valsecchi di Varedo, dove mio zio teneva la sua esposizione di antiquariato. Lì ci siamo conosciuti e la frequentazione iniziale avvenne sempre grazie al tramite di questo mio zio. Poi ruppi con lui il mio rapporto di lavoro. Ma l'amicizia con Mina rimase e visse di vita autonoma, fino ad oggi. Ma, come in tutte le cose belle e vere, oggi tutto è infinitamente meglio e più profondo rispetto a vent'anni fa.
Mi son sempre chiesto che cosa abbiamo in comune, lei ed io. Nulla, forse. Io allora, vent'anni fa, ero poco più che un ragazzo, e non avevo mai avuto nulla a che spartire con la musica leggera. Il mio mondo era da un'altra parte. Forse ci siamo incontrati indipendentemente dai ruoli, dai cliché, dagli stereotipi. Allora conobbi una donna, non una cantante. E lei conobbe una persona che, non so perché (o meglio lo intuisco, ma non dirlo qui), ha stimato sempre. Da allora ho cominciato a volerla conoscere anche come cantante. E, indipendentemente da lei, ho cercato di recuperare tutto quello che lei aveva fatto fino al 1982. Ed eccomi qui, a parlare di queste cose, su un sito che porta il suo nome. Se me l'avessero detto vent'anni fa, non ci avrei creduto per niente. E' vero, non c'era Internet. Ma soprattutto allora pensavo che avrei vissuto senza la musica leggera. E ben distante da ogni celebrità. Invece ...
Invece è stato possibile. Perché tutto è avvenuto secondo la dinamica più semplice del mondo: incontrarsi e conoscersi, senza maschere. E infatti faccio ancora fatica a pensare a
Mina
come ad una cantante. Mi sembra riduttivo. E' una donna, forse una di quelle donne che incarnano tutto quello che si possa desiderare in una persona: l'intelligenza, la discrezione, l'amorevolezza, la generosità, l'attenzione, la tenera capacità di essere sempre se stessa. Una persona così non si può non amare. Sarebbe come rinnegare se stessi e l'evidenza che ti si para di fronte, per grazia, non per scelta.

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Nada te turbe

Luigi Nava

16-01 - 2001- 12:25 (messaggio numero 5319)


"Nada te turbe"
parte con un arrangiamento che ben la colloca in un ambito spagnolo. Mina declama il testo in tutta la sua forza, senza particolare enfasi. E' un dato di fatto che viene comunicato. Poi c'è una pausa con archi e chitarra, che sembra un momento di riflessione sull'assunto fondamentale "Solo Dios basta". Poi Mina ritorna con accenti ancora più intensi. Il testo sembra tirare le conseguenze della prima strofa ("Nada te turbe" e quindi "La pacienca todo lo alcanza" ). E su questo "alcanza" c'è un allargamento, su cui interviene il coro a ribadire il concetto. E' qui che il brano esplode, nel gioco di intreccio di voci tra il coro e Mina. E' tutto un crescendo, ripreso da quel "Quien a Dios tiene" quasi urlato. Alla fine la musica sembra quasi spegnersi e sul coro che sussurra anche Mina sembra rimpicciolire la sua voce, riprendendo la strofa iniziale. Un brano di grande impatto. Che va letto conoscendo la vicenda di Santa Teresa d'Avila, di cui ci ha dato interessanti e precisi riferimenti Filippo (grazie!). Teresa (si dice) teneva questa poesia, da lei scritta, nel suo breviario. L'interpretazione è perfetta, proprio perché rispetta la coscienza di quella grande donna e grande santa. Un'affermazione certa, uno sviluppo, il sentimento che gonfia il cuore di certezza e infine la pacificazione finale. C'è tutto! Mina (anche qui, per l'ennesima volta) dimostra che cantare è prima di tutto un'attività dell'intelligenza. Anche qui c'è la dimostrazione di cosa voglia dire lavorare sulla musica e sulle parole con capacità di analisi e sintesi. Grazie, Mina, per questo piccolo trattato di teologia e per questo esempio di che cosa sia la vita: comprensione della realtà, riflessione interiore ed espressione all'esterno del proprio cuore.

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Neologismi minoici

di Luigi Nava - Dicembre 2001

Il significato, in genere, emerge dal contesto. In effetti l'altro ieri avevo citato quei termini, tratti dagli articoli scritti per "La Stampa", senza riferirne il contesto e senza citare gli articoli da cui erano tratti. Grave mancanza. Cerco di riparare con qualche tentativo di spiegazione (metto in parentesi il numero dell'articolo in cui si trovano). Nella speranza che qualche Zingarelli se ne accorga ...

affuocare (la mente) (10): esasperare, eccitare, violentare
animatoristico (74): tipico dell'animatore di villaggio turistico
baby-sitterona (3 e 66): balia che si preoccupa del suo assistito in modo assoluto e totalizzante
beceramente (73): in modo becero
beotamente (76): in modo beota, cioè stupido
beozia (88): stupidità un po’ contenta di sé (lei lo usa nel linguaggio parlato, quando si riferisce al calcio, o meglio a quelli che, quando vedono le partite alla tv, sono rapiti come se non esistesse più nulla: "la beozia ...")
blobbone (49): (tento di capire): notizia televisiva ripetuta fino all’ossessione (?)
bombardeggiare (35): rumore assordante
burinese (9): linguaggio dei politici infarcito di insulti
cachettico (64): smilzo, quasi anoressico
cafonico (88): tipico del cafone
camomillico (9): soporifero, noioso
caramellosità (90): melensaggine, mielosità, discorso o immagine dolciastra
carrozzellopipede (79): persona disabile che è costretta ad usare la carrozzella
cerbericamente (79): in modo inquisitorio, tipico del controllore
cerebrolesione (88): lesione, in senso metaforico, del cervello, stupidità
check-uppato (3): controllato tecnicamente
cleopatresco (28): esagerato, detto di ingioiellamenti o di abbellimenti eccessivi
coadunare (12): mettere insieme
complottistico (12): caratterizzato da complotti o da congiure
eternizzare (10): rendere eterno
ficcanasistico (21): tipico del ficcanaso, del guardone, di quello che si occupa del gossip
fragranzoso (41): leggermente profumato
gigiolino (62): caramellina (???) (termine cremonese?)
gossipivoro (73): tipico di chi si nutre di tutti i gossip, specialmente estivi
iconocrazia (77): dominio incontrastato della logica dell’immagine e dell’apparire
iconomania (88): mania o smania di apparire in tv a tutti i costi
imbarazzantemente (57): in modo imbarazzante
kitschissimo (60): assai kitsch
limbico (18 e 30): tipico di una dimensione ludica, dove si sta a mezz’aria, dimenticandosi di tutto
manfrinaro (30): tipico dei discorsi triti e ritriti
maniacalmente (17): in modo maniacale
marmocchiesco (18): bambinesco, ludico
mascellone (64): mascella rifatta chirugicamente
mascellotico (64): tipico di chi ha la mascella rifatta
melassoso (49): tipico di una notizia che invoglia ai buoni sentimenti
mentomachismo (64): atteggiamento esageratamente virile, sottolineato dalla mascella forte
meschineria (81): cattiveria, faziosità, falsità
microfonata (53): colpo violento dato col microfono (cfr la lite tra la Bellillo e la Mussolini a "Porta a porta")
moviolino (18): diminutivo per indicare la moviola (quell’aggeggio usato per capire meglio le azioni discusse del calcio)
nientismo (88): inutilità televisiva, il dominio del vuoto
polimediatico (88): massmediatico
poveromadonna (12): poveretto, detto in senso benevolo
rappone (1): canzone rap
ratatugliata (43): cosa inutile, una cazzatina (termine cremonese)
ricentratura (82): atteggiamento di chi torna a considerare le cose essenziali
rotolanza (57): capacità di rotolare
salassatorio (66): tipico del fisco che prosciuga le tasche del contribuente
saltapicchiare (70): saltare di qua e di là (lei lo usa nel linguaggio parlato al posto di "zapping": passare rapidamente da un canale all’altro. Usa anche il sostantivo "il saltapicchio")
sanguisugamente (65): con atteggiamento da sanguisuga, avidamente
sbriluccichino (90): fiocamente luminoso, come una stella lontana (termine milanese)
scivolanza (57): capacità di scivolare
sitteraggio (66): atteggiamento di controllo continuo da parte dello Stato, invadenza dello Stato in ogni settore della vita privata
sperlenghino (57): tollino, e cioè tappo delle bibite, usato per giocare (termine cremonese)
stravaganzarsi (62): ingegnarsi, inventare idee strane e ingegnose
strillazzare (81): continuare a strillare
surfare (67): navigare in Internet
tabagico (13): impregnato di tabacco
tingina (33): tinta per i capelli, usata solo dagli uomini (termine milanese)
webbico (20): riferito ad Internet

Nostra nota : Se ne accorgeranno Giovanni Adamo e Valeria della Valle in "Neologismi quotidiani" (Un dizionario a cavallo del millennio) - Ed. Olschki. Firenze 2003. Il libro illustra i neologismi attraverso la lettura di 33 quotidiani nazionali. Anche Mina, attraverso i suoi neologismi coniati negli editoriali su La Stampa, è entrata in questo dizionario.


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Frutta e verdura (dati e classifica)

di Luigi Nava - Settembre 2001

 

L’album "Frutta e verdura" esce nell’ottobre del 1973, assieme a "Amanti di valore". Il successo è clamoroso. Arriva al primo posto deglla classifica degli LP il 19 gennaio 1974, scalzando un altro album storico della musica italiana ("Il nostro caro angelo" di Battisti). E rimane al primo posto fino al 30 marzo (data significativa!), quando viene sostituito da "Jesus Christ Superstar". Al termine dell’anno 1974, "Frutta e verdura" risulterà essere il secondo album più venduto dell’anno, proprio dopo "Jesus Christ Superstar". Complessivamente l’album resta in classifica per 36 settimane. Contemporaneamente, Mina è prima in classifica anche tra i 45 giri: dal 6 gennaio 1974 al 10 marzo "E poi" è la canzone più venduta. Resta in classifica per 32 settimane. 32 settimane: sette o otto mesi. ...

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Mina canta Battisti in TV

Elenco di Luigi Nava - Settembre 2001

DOPPIA COPPIA con Alighiero Noschese, Bice Valori, Romina Power e Massimo Ranieri 6° puntata (6 giugno 1970) MINA canta INSIEME. Nei primi mesi dell’anno MINA registra una serie di filmati a colori. Verranno trasmessi in uno SPECIAL della Televisione Svizzera Italiana il 24 aprile 1970. Nei vari clip MINA canta INSIEME. o SENZA RETE 1° puntata (20 giugno 1970) Partecipano come ospiti d’onore MINA ed Enzo Jannacci. MINA vi esegue INSIEME. o CAROSELLI: Barilla Viene girata una lunga serie di caroselli (trasmessi fino al 1971) caratterizzati dall’uso di contrasti chiaroscurali, luci radenti, giochi d’ombre e pannelli dipinti. Tra i numerosi titoli (suddivisi in due blocchi con codino diverso) INSIEME. o E NOI QUI con Giorgio Gaber, Ombretta Colli e Rosanna Fratello 7° puntata (3 ottobre 1970) MINA canta INSIEME. o TANTO PER CAMBIARE con Renzo Palmer 6° puntata (1° dicembre 1970) MINA presenta IO E TE DA SOLI. o JOLLY con il Quartetto Cetra 3° puntata (20 dicembre) MINA propone la ricetta per un dolce e canta IO E TE DA SOLI. o CHISSÀ CHI LO SA con Febo Conti dicembre 1970 MINA canta IO E TE DA SOLI. o TOPOLINO HA QUARANT’ANNI con Ruggero Orlando e Aba Cercato 24 dicembre 1970 MINA canta IO E TE DA SOLI. Per la televisione spagnola è protagonista dello speciale ESTA NOCHE CON MINA in cui canta INSIEME. Dal 5 ottobre 1970, inoltre, MINA è valletta di Paolo Limiti per sei puntate nel telequiz della Televisione Svizzera Italiana IL CALDERONE. Sigla di coda è INSIEME. 1971: Con Paolo Limiti realizza altri due clip promozionali (stavolta in bianco e nero). Si tratta di AMOR MIO e CAPIRÒ. o TEATRO 10 1° puntata (11 marzo 1972): Nel medley a lei riservato MINA esegue IO E TE DA SOLI. 2° puntata (18 marzo 1972): MINA canta AMOR MIO. 4° puntata (15 aprile 1972): Il medley finale comprende INSIEME. 5° puntata (22 aprile 1972): MINA canta LA MENTE TORNA. Per il duetto settimanale ospita Lucio Battisti. Insieme propongono una fantasia di successi legati al binomio Mogol-Battisti (INSIEME, MI RITORNI IN MENTE, IL TEMPO DI MORIRE, E PENSO A TE, IO E TE DA SOLI, EPPUR MI SON SCORDATO DI TE, EMOZIONI). MINA diventa "testimonial" della cedrata "Tassoni". Entro l’anno ne viene girata una seconda serie (trasmessa, poi, nel corso del 1974) in cui MINA sfoggia il look delle copertine di "Frutta e verdura" e "Amanti di valore". Tra i brani: E PENSO A TE. o MILLELUCI 1° puntata (16 marzo 1974): LA RADIO: MINA presenta IO VIVRÒ (SENZA TE) 4° puntata (6 aprile 1974): LA TELEVISIONE: Nel medley di successi, MINA canta IO E TE DA SOLI. 1976: CAROSELLI: Tassoni Girati a Salò. Tra le canzoni: FIORI ROSA FIORI DI PESCO. .

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Minacantalucio

di Luigi Nava - Settembre 2001

Nessuno, nel 1975, conosceva Gabriel Yared. Neanche Mina si ricorda come, quando e perché fu contattato per quel progetto che era "Minacantalucio". A Yared furono date delle cassette con i brani di Battisti, che lui non conosceva. Li ascoltò e li ripensò. A suo modo. Parto da Yared, perché è innegabile che in questo disco la mano di Yared non sta dietro le quinte. Si vede, si sente. Eccome! Quegli arrangiamenti costituirono un punto di svolta generale. Anche perché nell’immaginario collettivo i brani di Battisti sono collegati a quegli arrangiamenti molto caserecci a cui l’abbiamo sottoposto con le nostre chitarrine strimpellate. Mina si muove da signora elegante in un repertorio che aveva sempre amato, ma che non era stato scritto per lei. Il disco uscì nell’ottobre del 1975, collegato all’altro album del 1975, "La Mina" (quello con Mina che urla in copertina). I due album furono dei successi assoluti. Pur non arrivando mai al primo posto, rimasero in classifica per ben 40 settimane. Quindi furono album che attraversarono gli ultimi mesi del ‘75 e buona parte del ‘76. "Minacantalucio" raggiunse al massimo il 2° posto. Ma davanti a Mina, in quei mesi tra ‘75 e ‘76, c’erano dei veri e propri giganti: Baglioni con "Sabato pomeriggio", i Pink Floyd con "Wish you were here", Venditti con "Lilly, Battisti con "La batteria, il contrabbasso, ecc", De Gregori con "Buffalo Bill", Bob Dylan con "Desire" e Santana con "Amigos". Come dire: la storia della musica degli anni ‘70. Strano, poi, il destino di quegli anni: nei 33 giri regnavano album di grande impegno. Nei 45 giri invece ci si accontentava degli Oliver Onions con "Sandokan" e de "La tartaruga", uno dei pezzi che rende meno onore al pur grandissimo Bruno Lauzi. Ricordiamo poi che nel 1975 Mina era altissima in classifica anche con il 45 giri "L’importante è finire", che in RAI con passava mai. Mi ricordo la mitica Hit parade di Luttazzi che annunciava: "La canzone al numero 2 è L’importante è finire". E ci lasciava a bocca asciutta, senza farcene sentire neppure una nota. Ma agli ostracismi da parte della RAI Mina era già ben preparata da più di dieci anni.

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Finisce qui?

 


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