"Barbera e champagne"
by Michele Raffa
Balestrate (PA)
31 marzo 2009
Mai titolo di una canzone come "Barbera e champagne", dello chansonnier lombardo di adozione ma di origini triestine, esprime e descrive al meglio i caratteri di Giorgio Gaber, colto ma popolare e sanguigno come un buon vino e Mina effervescente, solare e con quella signorilita’ innata che la contraddistingue come una buona bottiglia di champagne pronta per le buone occasioni che la vita riserva come l’incontro artistico tra i due.Grandi amici nella vita hanno saputo regalare, in alcuni momenti della loro carriera, memorabili pagine di spettacolo in televisione e in radio per raggiungere l’apice durante il biennio ’70 -'71 in occasione del recital insieme.
La cantante cremonese e il cantautore milanese si sono sempre incrociati oltre che nella loro vita, fin dagli esordi della loro carriera artistica. Accomunati dal destino di essere definiti "urlatori" eccoli presenti alla trasmissione "Il Musichere" : lei con "Nessuno" e lui con "Ciao’ ti diro" scritto con l’amico Luigi Tenco, anche se inizialmente nei crediti figurano come autori Calabrese-Reverberi perché non iscritti alla Siae.Eccoli quindi cantare il rock'n'roll di Bep bop a lula di Gene Vincent : lui al Santa Tecla di Milano e lei in giro per locali con gli Happy Boys. Eccoli anche condividere discograficamente "Tintarella di luna" di Migliacci – De Filippi , il grande hit del 1959 celebrato in un francobollo nel suo cinquantenario, legata a doppio filo non solo al repertorio di Mina ma anche a quello di Giorgio Gaber che con Jannacci diede vita al duo "I due corsari" e pubblicano per ben due volte il brano nel dicembre dello stesso anno subito dopo la versione edita in settembre dalla già acclamata "diva" nel mondo della canzone a soli 19 anni e successivamente ripresa in un Q-Disc nel 1983 sempre in duo come Jaga- Brothers sigla derivata dalle iniziali dei rispettivi cognomi dei due amici cantautori. Sempre in quella magica scatola chiamata televisione che tiene inchiodati gli italiani Mina e Gaber sono ospiti della trasmissione Buone vacanze lei nel 1959 introdotta da Gino Landi mascherato da Juke-box presenta una delle sue prime incisioni come Baby Gate "Splish splash" un hit di Bobby Darin mentre lui nel 1960 con "Genevieve" di Gino Paoli. Eccoli quindi partecipanti anche se in edizioni separate alla "Sei giorni della canzone" manifestazione canora organizzata da un giornale ormai chiuso il "Corriere Lombardo" che vedeva esibirsi in gara sul palco del Teatro Lirico di Milano delle giovani promesse della canzone votate direttamente dal pubblico presente in sala.Giorgio Gaber partecipa nell’edizione del 1960 con due canzoni "Non arrossire" (ottava posizione) e in duo con Jannacci sempre come "I due corsari" con "Una fetta di limone" Mina presenta, alla prima edizione svoltasi al Teatro Smeraldo di Milano , "Proteggimi" arrivando seconda, quindi nel 1961 Mina promuove i due MH89 e MH 90 della Italdisc, codici corrispondenti a La fine del mondo /Bum Ahi che colpo di luna e Le cinque della sera /Prendi una matita anche se poi il secondo 45 giri edito avra’ come lato A "Soltanto ieri" e nel retro sempre "Prendi una matita". Dopo la partecipazione in veste di cantante alle prime armi come attore al fianco di Mina e Celentano nel film Juke box,urli d’amore (1960)i due si ritrovano nell’amato-odiato Festival di Sanremo del 1961 : lei benché favorita arriva quarta con "Io amo tu ami" e quinta con "Le mille bolle blu" mentre "Benzina e Cerini" presentata dal "Signor G" con Maria Monti viene eliminata.
Nel 1964 viene realizzata una trasmissione televisiva "Alla ribalta" che presenta in ogni puntata un protagonista diverso con il suo mondo musicale ed alle prese con ospiti e exploit particolari, a Mina e’ dedicata la seconda puntata andata in onda il 2 maggio 1964 mentre Gaber presenta ed e’ tra gli ospiti della puntata seguente del 9 maggio 1964 che ha come soggetto "Milano cantata" invece di essere incentrata su di un personaggio. Compagni della stessa casa discografica la Rifi nel 1965 è pubblicato "Un’ora con loro" antologia che nelle due facciate del disco raccoglie brani della loro produzione del periodo. Sul finire degli anni ’60 i loro incontri in trasmissioni televisive si intensificano sempre di più. Nel ’68 li vediamo prima protagonisti in "Non cantare, spara" lei nel ruolo della cantante di saloon Wilhelmina, lui di un cowboy . Nella puntata di "Senza rete" dedicata a Mina lui e’ ospite e con la sua chitarra prima insieme e poi da solo con i testi di Calabrese, curatore del programma, inscena in musica alcuni momenti salienti della carriera artistica della "star" tra un momento e l’altro dello show.
Gaber partecipa quindi a Canzonissima dove appare come tutti i partecipanti nella sigla iniziale Zum zum zum e quindi in gara con Goganga in una versione riarrangiata per l’occasione dal Maestro Canfora ma viene eliminato al primo turno mentre Mina come ben sappiamo raccoglie un grandissimo successo personale sia come presentatrice che come cantante nel varietà.Nel ’69 nella puntata di Senza rete che vede mattatore Gaber Mina con look diafano ed una lunghissima treccia ricambia il favore al collega partecipando come ospite e dopo un divertente sketch basato sui titoli delle canzoni dei rispettivi successi incanta tutti con una strepitosa versione di Non credere e Dai dai domani tutte rigorosamente dal vivo con l’orchestra della Rai diretta da Pino Calvi. Poi con gli altri ospiti Raffaele Pisu, Orietta Berti, Franco Cerri partecipa al coro sulle note de "Il Riccardo" con il suo autore.
Giorgio Gaber
a Senza Rete canta : Il RiccardoCoro Mina, Orietta Berti, Franco Cerri e Raffaele Pisu .
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Video di Swing52a.Si ritrovano quindi a condurre lo spettacolo di fine anno "Avanti il prossimo" a fianco di Mike Bongiorno dove lui mima Non credere e lei Il Riccardo e poi si esibisce in playback in Un’ombra, Bugiardo e incosciente, Non credere, I problemi del cuore e Una mezza dozzina di rose. La fantastica sinergia tra i due nelle varie apparizioni televisive dimostra come Mina riesca sempre a stare a suo agio solo con "amici" piu’ che colleghi anche nell’ambiente di lavoro.
Tra le altre incursioni in comune nel piccolo schermo ricordiamo anche "La fiera dei sogni"(lei nel 1964 lui nel 1965) Aria condizionata (1966) : lui nella seconda puntata dedicata ai cantanti non convenzionali e lei oltre a cantare la sigla finale "Se telefonando" e’ ospite nella terza con Se tu non fossi qui di Carlo Alberto Rossi , Studio uno’66 dove il cantante presenta, come nel programma di Maurizio Costanzo , il brano sanremese Mai mai Valentina che pero’ ebbe piu’ successo nell’interpretazione di Pat Boone mentre lei e’ la primadonna di un ciclo di cinque puntate e in Su e giù (1968) dove lei festeggia i dieci anni di carriera in un medley e promuove il singolo Regolarmente.
Ecco cosa dichiara durante un’intervista concessa al Radiocorriere tv del 1965 prima di intervenire alla trasmissione condotta da Mike Buongiorno :"Mi chiamano alla Fiera dei sogni devo presentare una canzone, e vorrei scegliere bene, vorrei che quella unica canzone esprimesse bene me stesso, e non penso solo ai possibili incassi, altrimenti la scelta non esisterebbe, basterebbe chiedere alla Casa discografica e quella tirerebbe fuori il disco di cui più le interessa il lancio. Ma, a questo punto, si sminuisce la figura, la personalità del cantante, si riduce al ruolo di propagandatore di se stesso" Questa affermazione permette di cogliere la dimensione di Artista fuori da logiche e schemi e sono valide ieri come oggi in un mondo dominato dalla velocita’, dal tutto e subito.
Mina Mazzini & Giorgio Gaber - "Lo shampoo"
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Video di Minafan51.
Mina-Giorgio Gaber-Chissà dove te ne vai (1969) + Canzoni di montagna
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Video di Mazzinyano (livio).* * *
"Barbera & Champagne"
(II Parte)
by
Michele Raffa17 aprile 2009
I due geniali e talentuosi colleghi decidono quindi nel biennio '70 - '71 di prodursi in un vero e proprio sodalizio artistico andando in giro in lungo e largo per tutta la penisola in memorabili esibizioni live . Il 16 dicembre 1969 presentano alla stampa la loro tournée in coppia che inizierà il venerdì 16 gennaio 1970 a Sanremo al Teatro del salone delle feste del Casinò dove terranno il loro recital per tre serate consecutive per poi dopo una cinquantina di date in giro per l’Italia concludersi l’8 marzo a Trieste.
Sergio Bernardini e’ il "promoter" del tour e causa un vincolo contrattuale "scaramantico" voluto dalla tigre il loro recital non farà tappa a Roma e Milano cosa che avverrà solamente l’anno seguente.Questo momento segnerà per Mina l’uscita da un periodo piuttosto travagliato dal punto di vista economico ( causa di Matalon e fisco) e personale ( fine del rapporto sentimentale e professionale con Martelli) mentre per il cantautore la svolta nel passaggio dalla forma canzone al teatro canzone come lui stesso sottolinea durante una intervista : "La tournée con Mina ebbe la sua importanza. Io facevo il primo tempo e lei il secondo: lei era una grandissima diva, io solo lo sparring partner. La gente gridava "Mina! Mina! Mina!" poi il sipario si apriva, arrivavo io ed il pubblico non ci rimaneva benissimo. Facevo un’ora e un quarto di spettacolo davanti a gente che non era venuta a vedere me…una bella prova. A parte questo aspetto, fu allora che scoprii quante possibilità desse il teatro alla canzone: una rivelazione, per me che vedevo in Jacques Brel il maestro da seguire. L’attività più congeniale alle mie aspirazioni ed al mio modo di essere – non dimentichiamo che accanto a Non arrossire avevo già scritto Goganga e La ballata del Cerutti – era proprio il teatro: lì si sarebbe potuto manifestare il mio eclettismo. Così, decidemmo con Luporini di far nascere Il Signor G e di provare una piccola tournée teatrale ( antecedente a quella in coppia). Capii che potevo vivere così e che quella era la mia strada. Vivevo meglio. Per questo ho abbandonato la televisione. All’inizio ebbi un po’ di paura, perché dopo i "pienoni" con Mina nessuno veniva più a vedermi. Però, nonostante lo shock, dentro di me sentivo che era giusto farlo. (A. Scanzi, "Anche per oggi non si vola", Mucchio Selvaggio marzo 1999).
Nel primo tempo si esibiva
Gaber alternando monologhi e canzoni mettendo al centro dell’attenzione del pubblico la denuncia contro un sistema politico e sociale marcio inutile dirlo tema ancor oggi di grande attualita’.Tra i brani presentati uno in particolare agitava non poco gli ascoltatori per la morale corrente del periodo "L’orgia" dove il desiderio sessuale passa in secondo piano a causa delle immagini di un film in un televisore acceso. Dopo l’intervallo si spengono le luci e sulle note di "E sono ancora qui"(nella consueta veste discografica) come sigla iniziale irrompe sul palco in tutta la sua prorompente bellezza mozzafiato Mina che di volta in volta in scena si presenta cangiante e camaleontica come la sua voce : i capelli di volta in volta ricci - "look"creato dai famosi parrucchieri delle "dive" i fratelli milanesi Vergottini - oppure in un' acconciatura fluente con nuances bionde o arruffata grazie anche all'uso sovente di alcune parrucche specie durante le serate in quei teatri dove si replicava nei giorni seguenti ed abiti che mettono in risalto la sua figura, in particolare mini abiti in jersey nero a volte scollati a volte a manica lunga ma che mostrano le sue lunghissime gambe, momenti immortalati da foto d’archivio dell’epoca. I musicisti tutti di alto livello sono : Baldan Bembo all’organo ( in seguito affermato compositore di colonne sonore e fratello del cantautore Dario Baldan Bembo), Rolando Ceragioli alla batteria ( nell’organico dell’orchesra della Radio televisione svizzera sotto la direzione del Maestro Mario Robbiani e presente in sala d’ incisione in molti dischi jazz oltre che a collaborazioni con Tenco e lo stesso Gaber inotre presente in Salome’(1981) -E tu, chi sei?, Italiana (1982) - Caro qualcuno, 25 (1985) - Ahi mi amor , Pino Presti al contrabbasso ( che poi vivra’ una brillante stagione come autore ed arrangiatore in quel di Lugano) e Massimo Verardi alla chitarra.( Docente dell’Accademia di Musica Moderna di Milano presente anche lui in molti dischi pop e jazz , in Salomè (1981) E tu , chi sei? E nel "mitico musical Orfeo") che vede la presenza della Berte’ e Renato Zero). La locandina ufficiale distribuita in teatro riporta la seguente scaletta :Sono come tu mi vuoi / Quand’ero piccola / Sacumdi’ sacumdà / Yesterday / La voce del silenzio / La canzone di Marinella / I problemi del cuore / Bugiardo e incosciente / Se stasera sono qui / Il cielo in una stanza / Non credere / Un’ombra . Le testimonianze raccolte di chi hanno visto il recital come quello svolto in una delle due date a Treviso il 6 e 7 marzo al Teatro Garibaldi ed un documento audio relativo alla tappa di Varese ha permesso di evidenziare alcune differenze ovvero l’eliminazione de "La voce del silenzio" e " Se stasera sono qui" mentre entrano stabilmente "E sono ancora qui"all’inizio e la performance strabiliante del classico partenopeo "Indifferentemente" , versione piu’ aggressiva, da vero animale da palcoscenico, di quella registrata successivamente in studio per l'album Napoli (1996).
Scaletta Varese : E sono ancora qui / Sono come tu mi vuoi / Quand’ero piccola / Sacumdi’ sacumda’/ Un ‘ombra / Yesterday / Ma e’ soltanto amore / Indifferentemente/ Bugiardo e incosciente / Non credere / La canzone di Marinella / il cielo in una stanza.
Scaletta Treviso : E sono ancora qui / Sono come tu mi vuoi / Non credere/ Bugiardo e incosciente / Ma e' soltanto amore / Indifferentemente / La canzone di Marinella / Quand'ero piccola / Sacumdi' sacumdà / Un ' ombra / Yesterday / Il cielo in una stanza.
Particolare non da poco conto è che Mina durante questi spettacoli ( e sembra solo in questa occasione) era solita introdurre alcune canzoni con frasi che permettono di cogliere la sua anima di donna oltre che artista come introducendo Bugiardo e incosciente dice :" Secondo me ci sono cose che soltanto una donna puo' capire. Per esempio se io dico : un grande amore si puo' anche odiare?.Ogni donna mi dira' di si'.E ogni uomo mi dira' che questo non e' possibile.Ecco perche' ho scelto una canzone come Bugiardo e incosciente...Il brano del cantautore catalano Manuel Serrat con il testo di Paolo Limiti dopo aver goduto del lancio radiofonico attraverso la sua trasmissione della domenica pomeriggio "Pomeriggio con Mina" con i testi di Giorgio Calabrese che andava in onda dopo "Tutto il calcio minuto per minuto" venne lanciato come singolo proprio durante il bel mezzo della tourneè con Gaber con una scelta coraggiosa ed anti-commerciale per un motivo che dura oltre sei minuti e nonostante questo sia il 45 giri che il relativo album trionfano in classifica..E' sempre nel bel mezzo di questa stagione di concerti succede "il colpo di scena" ma non in teatro bensi' nella sua vita.Succede infatti che dopo il concerto tenuto a Terni il venerdi' 6 febbraio 1970 Mina riceve in visita il giornalista Fabrizio Zampa , amico di vecchia data grazie anche ai suoi trascorsi musicali nel complesso "I Flippers"( presente con lei anche nel film "Io bacio tu baci"), accompagnato in quella occasione dal collega amico anche lui del "Messaggero" Virgilio Crocco : immediata simpatia tra i due che si trasforma in un colpo di fulmine al punto di sposarsi civilmente il 25 febbraio nel municipio di Trevignano in provincia di Roma il giorno prima dell’inizio del Sanremo del ’70 che vide vincitrice la canzone "Chi non lavora non fa l’amore" della coppiaCelentano Mori accentrando non ci vuol molto a intuirlo i mass media sul matrimonio rispetto alla kermesse canora..C'e' da sottolineare , se ce ne fosse bisogno, che Mina gode in quel momento di una grandissima popolarita' ed a testimonianza ricordiamo l'aneddoto che vuole Mina con Gaber dopo i recital al Teatro Biondo di Palermo recarsi a Catania in treno durante la notte per trovare ad ogni stazione una folla di suoi ammiratori..Altro colpo di scena,ma questa volta dal punto di vista artistico, il 25 marzo giorno del suo compleanno Mina incide "Insieme" iniziando la sua collaborazione artistica con Lucio Battisti che irrompe quindi nella sua carriera regalandole l'equivalente in musica delle sculture dei quattro presidenti ameicani sul monte Rushmore.. Inizialmente avrebbe voluto cantare "Fiori rosa, fiori di pesco". che il suo autore decide di tenere per se’ e trionfare nelle classifiche e al Festivalbar., comunque nonostante la sua contrarieta' nell'accettare in un primo momento "Insieme" , forse indispettita dal non avere la concessione per l'altro brano, entra in sala d'incisione con Lucio Battisti al pianoforte e l'organico della Premiata Forneria Marconi e "buona la prima" registra il primo classico griffato Mogol-Battisti, pubblicato un mese dopo.
Il 13 giugno Mina e’ ospite in un programma radiofonico condotto da Gaber "Auditorio A" - testi e regia di Giorgio Calabrese registrato il mese precedente - dove canta "Chissa’ dove te ne vai " (lato b del singolo Come e’ bella la citta’ 1969) con intervento vocale del suo autore e sempre in coppia con il suo amico e partner professionale accenna dei motivi tradizionali di montagna che erano soliti cantare durante le trasferte tra una localita’ e l’altra in macchina quali "Vosto venir con me" e "Come porti i capelli bella bionda".Altro exploit televisivo nel corso del 1970 lui conduce per sette settimane la trasmissione E noi qui e in ottobre nell’ultima puntata e’ ospite Mina che oltre a presentare il successo della coppia Mogol-Battisti "Insieme" ( terzo in classifica in hit parade in quel momento) partecipa ad un gioco musicale in cui si scambiano i rispettivi successi e interpreta quindi delle fuggevoli ma fulminanti citazioni dei classici Gaberiani coma "Le strade di notte" e "Goganga" mentre lui si diverte con il diavolo di "Sacumdi sacumdà" e il lume di una lampada di "Quand’ero piccolo" tutto in una giocosa atmosfera di complicita’.Il 1970 rappresenta per Mina un anno di iper-attivita' non solo dischi e live (tournée con Gaber e serate alla Bussola) ma anche in radio (Pomeriggio con Mina-Andata e ritorno-Cabaret alla RTSI) ed in televisione anche fuori dai confini nazionali infatti e' presente in Spagna con il programma Esta noche con Mina, in Germania al Golden show per promuovere la versione teutonica di "Non credere" ed in Svizzera....come valletta di Paolo Limiti nel quiz "Il calderone" con la sigla finale sulle note di "Insieme".E sempre in uno special alla radio televisione svizzera andato in onda il 24 aprile che vennero resi pubblici i filmati girati dal paroliere Limiti con "Non credere" "Adagio" "Viva lei" e naturalmente "Insieme". Da notare che le immagini mostrano l'ennesima metamorfosi del suo look specie i capelli che passano decisamente al ramato ovviamente su tutto primeggia non solo la "voce" ma il suo "carisma".
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"Barbera e Champagne"
( Parte III)
by
Michele Raffa17 maggio 2009
Da Verona il 30 gennaio 1971
Mina ritorna quindi a girare la penisola con Gaber ma con variazioni rispetto alla formazione precedente infatti subentra Bruno De Filippi alla chitarra - grandissimo personaggio del nostro panorama musicale italiano (e non solo) autore e collaboratore di Mina dagli esordi fino ai mitici concerti del '78 ,valente chitarrista ma abilissimo nel suonare l'armonica tanto da considerarlo il "Toots Thielemans "italiano, in questa veste presente in Amanti di valore (1973) e in mirabolanti assoli in Nature boy e Che ‘m’e’imparato a fa in 25 (1983) e in Finalmente ho conosciuto il conte Dracula (1985) - e si aggiunge un coro di tre voci femminili denominato Les Musicalettes.Sympathy
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Video di
Grosmibar .
L’abito di scena e’ una creazione di Paco Rabanne ed e’ composto da un insieme di maglie quadrate nere o bianche metalliche unite con fili sottilissimi come vuole la sua moda spaziale-atomica che ha come obiettivo di mostrare la donna come un essere androgino quasi "asessuato". Quindi scelta affatto non casuale da parte di Mina che affidandosi all’estro del creatore di moda mette in risalto la figura femminile, in un mondo dominato fino a quel momento dal "machismo", e la sua geniale indole anticonformista.In un servizio fotografico di Emilio Ronchini prima della seconda parte della loro tournee'
Il look ufficiale quindi mostra Mina con un'acconciatura mossa sul rosso mogano, il micro abito in nero , realizzato con l'ausilio di metallo e il rodoid un materiale plastico usato dallo stilista francese di origine spagnole , fascia il corpo statuario e calze ovviamente nere vestono le sue lunghissime gambe e mentre si esibisce con il suo complesso nell'allestimento scenico troviamo un fondale che riproduce la geometria della mise in un gioco di alternanza di luci e colori. Dalle testimonianze raccolte da Bruno De Filippi piace ricordare l'aneddoto che conferma la dote di Mina di possedere un' orecchio assoluto quando causa cali di tensione elettrica, che coinvolgeva luci e strumenti, Lei si adattava ai cambi di tonalita' imposti dalla situazione e inoltre si divertivano a cantare anche al di fuori degli spettacoli improvvisando ,tra le altre, canzoni di Sergio Mendes con l'accompagnamento della sua chitarra di origine hawayana l'ukulele.
La scaletta del recital appare quasi interamente rinnovata causa il ciclone artistico Battisti nel repertorio di Mina che dopo Insieme inserisce nel suo repertorio Io vivro’ senza te ed e’ in classifica in quel periodo con Io e te da soli incisa dopo un ballottaggio con Perché dovrei forse provinata ma che avrà un destino artistico diverso. La locandina ufficiale dello spettacolo porta in successione le seguenti canzoni : Non credere / Il cielo in una stanza / Sitting on the dock of the bay classico di Otis Redding (inedito) / Bella vita (inedito) / Una donna una storia / Bugiardo e incosciente / Io vivro’ senza te / Io tra di voi / Insieme / Goin’ out off my head (inedito) / Fiori rosa fiori di pesco / Io e te da soli. Comunque i dati raccolti da chi ha avuto modo di assistere ai concerti e grazie ad un documento audio registrato durante una delle serate in cartellone a Milano al Lirico dal giovedì 11 alla domenica 14 febbraio con due repliche ha permesso di constatare che la scaletta era spesso soggetta a variazioni e nel caso della "prima" nel capoluogo lombardo il secondo tempo della parte musicale dedicata a Mina risulta composta da ben 18 titoli per una durata di circa un’ora e dieci di spettacolo.
Aquarius
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Video di
Giorgioarico .
Di particolare importanza un medley articolato in successione da cinque titoli che permettono di constatare non solo la duttilità ed ecletticità vocale ma il saper cogliere il meglio nella musica del momento :
Fiori rosa fiori di pesco
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Video di
Miextras .Nel recital una canzone
"Bella vita" scritta da Gaber doveva figurare in un progetto discografico giusto per suggellare l’incontro artistico tra i due. Nonostante il lavoro che consisteva in un concept album sulla condizione femminile attraverso storie raccontate in musica era in avanzato stato di realizzazione – risultano i bozzetti per le copertine e pure il titolo "Un certo numero di donne" - non vide mai la luce e resta ancor oggi uno dei più grandi misteri discografici irrisolti. Sara’ la moglie Ombretta Colli, cantante prima di dedicarsi alla politica, a pubblicare un singolo con Bella vita nel 1972 che stranamente non sara’ incluso in un lp "Una donna, .due donne, un certo numero di donne"(1975) che riprende l’idea sfumata con la tigre di dar vita a storie di donne in canzoni.La registrazione audio che documenta il concerto al Lirico presenta queste canzoni :
E sono ancora qui / Sitting on the dock of the bay / Non credere / Il cielo in una stanza / Io vivro' senza te / Vedrai vedrai / Simpathy / Raindrops keep fallin' on my head / Fiori rosa, fiori di pesco / Goin'out off my head / Aquarius / Io tra di voi / Bella vita / Insieme / Bugiardo e incosciente.
A queste vanno aggiunte "Una donna una storia" - pubblicata su singolo proprio nel Febbraio 1971 - ed "Io te da soli" - edita nell'ottobre del 1970- rimarrebbe da scoprire il titolo di una canzone che potrebbe trattarsi di "Indifferentemente". Il sipario su quest’esperienza teatrale cala definitivamente domenica 4 aprile a Savona dopo essersi esibiti in lungo ed in largo da Roma a Milano passando per Firenze , Napoli, Messina, Palermo , Catania e Cagliari. Nelle interviste rilasciate nel corso degli anni Gaber ha ricordato sempre con piacere l'ultimo incontro avvenuto tra i due nel 1972 durante la quarta puntata della trasmissione Teatro 10 al punto da considerarlo la migliore apparizione sul piccolo schermo. Memorabile , a parte il duetto sulle canzoni di successo, lo sketch sulla parodia di "classe" tra un bambino povero e lei che rappresenta una bambina della ricca borghesia e nella loro contrapposizione come non vedere la lungimiranza nel descrivere gli aspetti sociali nella loro esasperazione validi ieri come (e forse ancor di piu') oggi. Per ragioni temporali in una ideale trasposizione ai giorni nostri nel testo si dovrebbe sostituire l'Orietta nazionale con qualche personaggio nazional-popolare come potrebbe essere Anna Tatangelo ma quando si fa cenno ai riferimenti musicali - vista l'immondizia musicale odierna- non si puo' che essere d'accordo con il piacere di ascoltare Sinatra ,la Fitzgerald....e Gaber.
"...ma io ti voglio dire
che non è mai finita
che tutto quel che accade
fa parte della vita."
Bella vita
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Video di
Fabio Biasiutti .
Dopo le loro strade professionali diventeranno contrapposte mentre lei abbandonera’ via via il piccolo schermo e la scena , lui invece dal confronto col pubblico uscira’ rinvigorito e si esibira’ quasi esclusivamente in teatro diradando le apparizioni in programmi televisivi. Nel suo doppio
"Non ti dimentico" Mina saluta con queste tre parole pubblicate sul Corriere della sera e nel suo sito ufficiale con due belle foto insieme nel 2003 il suo amico e collega dopo la sua scomparsa e nel suo stile che ormai tutti conosciamo attraverso i suoi editoriali attribuisce a Gaber:"La sottile gentilezza d' animo, la voglia di ridere comunque, la consapevolezza di essere un uomo superiore senza mai fartelo pesare".( dalle note pubblicate sull'album "La mia generazione ha perso" 2001).
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bravenet.com