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viviti

"Facile"

Recensione di

Michele Raffa

08 novembre 2009

You need me you feel me you love me as I love you

In "Facile " la prima nota che emerge e’ la voglia di "rottamare presente e passato" di riuscire a trovare nuovi stimoli che la Mina - bambina semplice ma varia nelle immagini ballettiane del libretto sembra suggerire. Una rinnovata musicalità e vocalità che emerge da tutte le dodici tracce , una "voce" al servizio delle anime della musica italiana ( blasonate o meno poco importa) perfettamente bilanciata tra rigore ed innovazione come impone il suo status artistico. Si passa quindi dal ritrovato Malgioglio che aggiunge due nuove perle musicali alla sua gia’ ricca collana minosa collaborando ai testi della "caliente" a ritmo di lambada "Carne viva " dell’altro ritrovato Corrado Castellari altro storico autore e di "Questa vida loca" del cantautore cubano naturalizzato messicano Francisco Cespedes tra atmosfere jazz e latine - notare che qui Mina alla fine riprende qualche strofa del tema originale per richiamare la libera traduzione italiana del paroliere etneo. Le due canzoni del nipote risultano piu’ all’altezza della celeberrima nonna specie nella delicata e rarefatta "Con o senza te" sul tema dell’assenza tutto giocato sulla contrapposizione nel testo tra elementi fisici che determinano una situazione meccanica come cantare,camminare, guardare e l’idealizzazione di chi che non c’e’ piu’ e vive dentro di noi .La sinergia tra il rythm and blues dell’amico Andrea Mingardi e Lei qui riesce molto meglio che in Bau molto piu’ feeling e molto piu’ fresche e ispirate le tre nuove canzoni merito anche degli arrangiamenti di tutto l’album dove predominano le chitarre ed un uso sapente delle tastiere elettroniche."Ma tu mi ami ancora" con la sua performance su quel " Ma tu mi ami ancora" disperato e la successiva vocalità volutamente sporca in quel "Avanti avanti " a sottolineare la sofferenza e la drammaticità del soliloquio della donna nelle sue pene d’amore restituiscono una Mina oleografica e perfettamente calata a tradurre nel suo canto ogni sfumatura. dell’amore in un crescendo emozionante. Diventa poi a pieno titolo una "soul sister" in "Non si butta via niente" sanguigna e verace con le sue acrobazie vocali in quel "You need me,you feel me , you love me as i love you" frase che racchiude efficacemente in versi e musica il senso del nuovo lavoro. E ancora l’ammiccante blues jazz in "Piu’ del tartufo sulle uova" una MinaJessica Rabbit che riesce ad ammaliare con l’ atmosfera retro’ perfettamente assecondata da Gabriele Comeglio con la sua big band. "Ma c’e’ tempo" vede tra gli autori Stefano Cenci gia’ consegnato alla storia con la sua "Brivido felino" brano dal sapore americano come lo e’ la nuova , quasi una "Ma ci pensi" trenta lustri dopo, a suggellare il tutto la chitarra di Luca Meneghello che si produce in un assolo che in un gioco di rimandi richiama alle orecchie la "slide-guitar" di George Benson. a voler dimostrare che non occorre circondarsi di illustri collaboratori e musicisti provenienti al di la’ dell’oceano atlantico per produrre un sound piu’ marcato dal respiro internazionale i "nostri" made in Italy non hanno niente di meno e si sente….
"Adesso e’ facile
" seppur lontano da quel "sovversivo amore" in Leggera e’ per Mina l’ equilibrio perfetto e bilanciato tra due mondi apparentemente distanti che si incontrano e si fondono grazie anche all’intervento in duo con Manuel Agnelli fortemente voluto sembra da Lei che cosi’ ha voluto griffare il brano come Mina e gli Afterhours invece di un pezzo cantato da Mina arrangiato dal gruppo e visto e sentito in questa ottica seppur brano notevole come fattura risulta piu’ convenzionale di quel che potrebbe suggerire l’incontro. Il pezzo piu’ strabiliante e’ invece proprio quello firmato dal "music maker" dei Subsonica dove appunto Mina viene presa per mano, musicalmente parlando, e viene inserita come voce strumento all’interno del gioiello di Daleo .tra echi dei Beatles di "Lucy in the sky with diamonds" e il Battisti de "Le tre verita’". Di grande respiro popolare risulta la intrigante "Volpi nei pollai " uno dei brani scelti tra le varie proposte giunte a Lugano che per gli autori rappresenta come vincere all’enalotto ed hanno fatto centro non solo nella rosa delle canzoni scelte per "Facile" ma nel cuore dei fan (e non) :e’ gia’ amatissima dalla sua uscita .il 30 ottobre.
L’ultima traccia "Eccitanti conflitti confusi
" e’ una strofa in tonalità bassissime a meglio rendere i versi di Tirelli su musica di Mingardi non inedita , ma che con Mina lo diventa comunque vista la sua istrionica capacità di appropriarsi di ogni nota. Sembra inserita a fine disco come ideale sigla finale di un immaginario live come e’ quasi sempre ogni suo progetto visto che con Lei e’ sempre "buona la prima" come si dice in gergo. Dopo un po’ di attesa arriva pure una ghost track che altro non e’ che la versione strumentale di "Questa vida loca" seppur bella sarebbe bastato aggiungere qualche strofa cantata in spagnolo oppure un vocalizzo qui e la’ per rendere il dolce finale ancor piu’ appetitoso vista la fame di Mina che c ‘e’ sempre ad ogni sua uscita discografica.
Quindi riassumendo un lavoro dove si spazia tra i piu’ svariati generi. Operazione impervia ed impossibile per chiunque se non per chi si chiama Mina
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Grazie come sempre per l'attenzione Michele
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