NEWS N° 1
a cura di Franco Lo Vecchio
28 ottobre 2007
(ultimo aggiornamento 02/12/2007)
* * *
Stasera su RaiUno uno speciale di Vincenzo Mollica con immagini, testimonianze e interviste inedite
Mina, video-storia della diva da Sanremo al concerto in rete
di GINO CASTALDO
La Repubblica
07 novembre 2004"ROMA - "Credo che lei sia la più forte. Io e lei, siamo i migliori". Parole di Adriano Celentano, parte di una lettera "sonora" confezionata per l'occasione, con la quale inizia lo speciale ( "Raccontando Mina" in onda stasera su RaiUno alle ore 23) che Vincenzo Mollica ha confezionato sulla cantante più nota e meno intervistata d'Italia, un lavoro di raccolta durato qualche mese, che comprende non solo pezzi di repertorio tra i meno abusati nel tritacarne dei flashback televisivi, ma anche e soprattutto una serie di interventi che compongono un ritratto d'eccezione della vicenda umana e artistica di Mina. La sua storia del resto (45 anni di carriera) si presta molto bene, offre abbondanti spunti di riflessione, e da un certo punto di vista meritava un racconto che andasse oltre la solita aneddotica.
A Celentano segue Roberto Benigni che si offre per un duetto ("A disposizione, Mina, anche se ti si rompe il rubinetto") e inventa uno pseudonimo adatto, nel caso l'incontro dovesse avvenire: "Benignina"? "Minigni"? Fiorello racconta di quando era ragazzino e metteva le cento lire nel jukebox per ascoltare "La città vuota" (che recentemente ha inciso), Giorgio Bocca racconta gli inizi, quando scrisse di lei nel 1960 dopo averla vista in un locale di periferia a Torino. Antonello Falqui parla del formidabile istinto con cui metteva tutti a proprio agio quando faceva televisione, e il commento è intrecciato da alcuni momenti ormai fondamentali della storia dello spettacolo televisivo, ovvero Mina con Alberto Sordi ("Minona che canta, sei 'na fagottata de roba"), Mastroianni, De Sica, Totò, Manfredi (col quale duetta su "Roma nun fa la stupida stasera"), ogni volta sorridente, elegante, pronta a farsi ammirare con ironia e stupore.
E poi Gaber, De Andrè in un frammento di intervista inedito (probabilmente l'ultima prima della scomparsa) in cui ammette che il successo della versione di Mina de "La canzone di Marinella" è una delle ragioni che lo hanno incoraggiato a continuare per quella strada. Parlano di lei Renato Zero, Dario Fo, Almodovar, Jannacci, Olmi (che riferisce una singolare affermazione di Lelio Luttazzi il quale sosteneva che qualche piccola stonatura ogni tanto c'era, ma era parte del suo fascino, un po' come lo strabismo di Venere), Andrea Camilleri, il figlio Massimiliano Pani, e Natalia Aspesi, che la intervistò prima del suo definitivo ritiro dalle scene nel 1978.
Le immagini coprono un arco temporale che va dagli esordi, dalle sanremesi "Mille bolle blu" fino alle ultimissime immagini di Mina in studio che canta in diretta, e ancora una volta ascoltandola cantare, duettare con Lucio Battisti, Renato Zero, De André, non si può fare a meno di rimpiangerne l'assenza dalle scene" ".
* * *
"Al caro Sinatra dall’allieva Mina detta la «Tigre»"
di Marinella Venegoni
La Stampa
di sabato 12 novembre 2005
"A volte ci piacerebbe proprio che Mina uscisse dal quasi trentennale silenzio. Soprattutto ora, che è appena uscito un suo album dedicato alle canzoni di Frank Sinatra, gran santo protettore di tutte le voci che incantano il mondo. In copertina c'è la figuretta di una Mina Mazzini adolescente, le dita sottili e già nervose appoggiate a una grande lavagna senza dubbio di scuola d'epoca, sulla quale sta scritto in gesso il titolo del cd: «L'allieva Mina». Ma al di là del nostalgico repertorio grafico che accompagna il disco evocando le aule dei '40-50 (teneri pennini, gomme e matite infiocchettano le foto di Madame e dei suoi musicisti) sarebbe davvero interessante ascoltare dalle parole vive della protagonista la rievocazione del periodo che vide brevemente soci Frankie & Mina: fra i Sessanta e i Settanta, Old Blue Eyes si mise infatti in testa di trovarsi un'erede di lingua italiana, e scelse ovviamente lei.
La ditta Sinatra-Mina
Alla Tigre di Cremona arrivò un'offerta molto consistente che prevedeva una serie di concerti in coppia: l'ultimo avrebbe pure segnato l'addio di The Voice alle scene.
Un inviato dell'artista consegnò al padre della cantante il contratto con le sue condizioni di esclusiva, e descrisse nei dettagli la proposta. Mina partì per gli Stati Uniti, tenne con successo alcuni concerti ma rabbrividì per la mostruosa inesorabilità degli ingranaggi dello showbusiness americano. Poi tornò in Italia e si ammalò. Arrivò dopo di lei anche il solito inviato di Sinatra: vide che la malattia non era fittizia e rinunciò al contratto. Quel signore (rivela ora il comunicato stampa di Mina, come in uno sfizioso giallo a sorpresa) era Joe Adonis: uno dei più potenti personaggi della mafia italoamericana, del giro dei Genovese e di Lucky Luciano.
Era, costui, uno che amava lo showbusiness; lo frequentò tra gli altri Tony Renis, e la rievocazione degli episodi che lo riguardavano imbarazzò non poco l'ambiente del Festival di Sanremo quando l'autore di «Grande grande grande» fu nominato direttore artistico; Nando Dalla Chiesa, in un articolo sull'Unità del 2003, raccontò anche che Adonis cercò l'aiuto di Augusto Martelli per convincere Mina a partecipare a un controFestival: pare, per vendicarsi di Sanremo che non aveva aperto le porte ai suoi amici. Dalla Chiesa elogia il rifiuto di Mina, ma sarebbe bello saperne di più. Da lei (e da chi, se no?).
Il disco
La scelta di canzoni di pura marca sinatriana nell'«Allieva Mina» prescinde certo dalle notorie amicizie pericolose di The Voice, per rendere invece omaggio alla maestria dell'insuperato interprete. Dentro quell'«allieva» del titolo sembra comunque di cogliere un pizzico di civetteria, vista la disinvoltura e la padronanza soave che l'interprete esibisce in 14 canzoni, scelte come sempre con criteri insindacabili in un repertorio che spazia fra il 1932 («April in Paris») e il 1967 («My Way»). Non è un disco da metter su a una festa di compleanno. Nel progressivo esplodere di rumore e confusione musicale, sembra che qui Mina abbia voluto dare una lezione di stile e rigore; ha ritessuto senza rivoluzionare, ha interpretato seguendo le linee guida del «maestro», in atmosfere rarefatte che abbandonano lo swing per il jazz. Ha scelto quelle che The Voice amava scherzosamente definire «suicide songs», ossia canzoni tristissime, sconsolate, come «Only the Lonely» del 1958, che dava il titolo ad un eccellente disco di disperazione gotica (e premio Grammy) dal quale sono stati presi qui altri due brani, «Angel Eyes» (già successo di Nat King Cole) e «Goodbye» (tema finale del film «Tre soldi nella fontana»). In scaletta, anche pezzi memorabili che furono hit, prima che di Sinatra, di altre leggendarie interpreti femminili: «These Foolish Things» del '36 fu cantata da Billie Holiday, «April in Paris» da Ella Fitzgerald e da Shirley Bassey. C'è qui, dalle passioni di Sinatra, anche il côté brasiliano che li accomuna, con due aeree interpretazioni minesche di «Once I Loved» di Vinicius e Jobim e «Dindi», sempre di Jobim. E ci sono anche i pezzi famosissimi, come una rallentata «Blue Moon», una sfiziosa «Strangers in the Night» sottratta alla scontata versione originale, «All the Way», «My Way», «Laura» che chiude l'album. La produzione è di Massimiliano Pani, figlio dell'interprete; suona un impeccabile quartetto jazz composto da Danilo Rea al piano, Alfredo Golino alla batteria, Massimo Moriconi al contrabbasso e Andrea Braido alle chitarre; tre pezzi sono invece affidati all'immarcescibile Gianni Ferrio e alla sua orchestra di antica e inimitabile eleganza.
Per i collezionisti
Mina aveva già registrato in un lontano passato 4 delle 14 canzoni scelte per l'album: «The Nearness of You» e «Angel Eyes» erano in «Mina 64»; «Strangers in the Night» in «Catene» dell'84 e in quanto a «Dindi», l'aveva incisa addirittura prima di Sinatra che la cantò nel '67.
Il bonus
In una prima edizione limitata dell'album, c'è una traccia video, visibile anche su computer, nella quale Mina seduta tranquillamente al mixer con la sua trecciona, interpreta «Blue Moon» con grazia e naturalezza, senza mai guardare nella telecamera. E domani su Sky Tg 24, alle 20, si vedrà la cantante per otto minuti mentre registra «Blue Moon» e parla con i musicisti, si muove per lo studio, commenta la registrazione. Anche questo è un passo avanti, dopo il progetto Wind che ha chiuso quasi 30 anni di reclusione (e chissà che un giorno non si decida a parlare)".
* * *
Giornale di Brescia di sabato 12 novembre 2005
"Nel nuovo disco della cantante italiana 14 «cover» di The Voice registrate dal vivo in studio e una traccia video che andrà in onda su Sky
«L’allieva Mina» e il maestro Sinatra
Da «Blue Moon» a «Strangers In The Night» il risarcimento per un incontro mancato"
"Siamo alla fine degli anni Sessanta. Frank Sinatra sta cercando un artista di lingua italiana cui consegnare idealmente il proprio testimone. E sceglie Mina. L’offerta è molto allettante, prevede addirittura una serie di concerti in coppia, al termine dei quali The Voice dirà addio alle scene. Ma per varie vicissitudini il contratto non va a buon fine. Adesso, con «L’allieva Mina», da ieri nei negozi, la più bella voce della musica italiana torna indietro nel tempo e, con amore e rispetto, recupera idealmente una collaborazione mancata. Mina, immortalata sulla copertina del cd in una deliziosa vecchia foto di quando era appena ragazzina, appoggiata a una lavagna di aula scolastica, ha scelto 14 intramontabili standard tra quelli che più le piacciono, e li ha registrati in diretta in studio con i suoi musicisti - il bresciano d’adozione Alfredo Golino alla batteria, Massimo Moriconi al contrabbasso, Danilo Rea al piano e Fender, Andrea Braido alle chitarre - con inconfondibile leggerezza e disinvolta professionalità. A testimoniarlo, i cinque minuti di una traccia video di «Blue Moon » (inclusa nella prima edizione a tiratura limitata del disco) che mostra Mina e la sua band in studio in una versione del brano diversa da quella del cd. Da oggi il filmato si può scaricare da tutti i telefonini Tim grazie al servizio i.Musica Store e il 20 novembre andrà in onda su Sky Tg24. Rigorosamente in nero, lunga treccia ramata che scivola lungo la schiena, occhialoni a goccia e l’inseparabile fede al pollice della mano destra, nel video la signora Mazzini, comodamente seduta accanto alla consolle, si avventura divertita tra le note di un grande classico della musica americana. Non senza dare indicazioni ai musicisti («alla fine di questa mi venite giù di un tono» dice). Solo tre tracce sono state riarrangiate per orchestra e dirette da Gianni Ferrio. Si tratta di « April In Paris», registrata da Sinatra nel 1950 su 78 giri e scritta per la rivista «Walk A Little Faster» che debuttò a Broadway nel 1932; «Only The Lonely» del 1958, scritta da Sammy Cahn e Jimmy Heusen appositamente per Sinatra; e «Laura » scritta da Johnny Mercer e David Raksin per il film di Otto Preminger «Vertigine», e incisa da Frank nel 1947. Tra gli altri 11 brani dell’album, la bellissima «These Foolish Things», incisa nel 1945 su 78 giri (anche se Sinatra la cantò l’anno precedente durante il Bing Crosby Show), «All the way» (Oscar nel ’57) e «Angel Eyes», registrata da The Voice nel ’58 per l’album «Only The Lonely». Il viaggio continua con una cover dilatata di «Strangers in the Night», dove il caldo vigore e la dolce fermezza della voce di Sinatra sono sostituite dai toni eterei, quasi sussurrati, della Tigre di Cremona. Nel cd anche due canzoni firmate da Jobim, che collaborò con Sinatra in «Francis Albert Sinatra & Antonio Carlos Jobim» , album del 1967: «Once I Loved» e «Dindi»" .
* * *
"MINA & SINATRA questione di Voce e lezione di stile"
"Il Mattino"
(di Napoli) di sabato 12 novembre 2005"Nostra signora della canzone rende omaggio alla Voce. Gli esiti di un disco come «L’allieva», ovvero Mina alle prese con il repertorio sinatriano, potrebbero stare tutti nelle premesse, come nella copertina con la ragazza Mazzini davanti a una lavagna a sottolineare la lezione appresa dal maestro Frank. Ma la Mina del 2005, che torna all’album monotematico dopo gli inediti pop di «Bula bula», non è quella che già aveva cantato nel 1963 (prima di Ol’ Blue Eyes) «Dindi», nel ’64 «The nearness of you» e «Angel eyes», nell’84 «Strangers in the night». L’immenso potenziale vocale del «fantasma del palcoscenico» qui viene, infatti, sacrificato sull’altare della coolness, immolato nel nome di una souplesse suprema. «Mia madre ama questo canzoniere da sempre», spiega Massimiliano Pani, figlio, produttore e portavoce della grande assente, «e ha colto l’occasione per regalarsi e regalarci un disco tutto di ballad, ormai da anni ne infilava una o due in ogni album. Ha scelto i brani che più le appartenevano, cantandoli senza alcuna concessione all’effetto, ai polmoni spiegati». Composta, elegante, da vera regina dell’understatement, Mina passa in rassegna «These foolish things», «My way», «One fo my baby» e altre tenerezze e si mostra in studio alle prese con «Blue moon» nella traccia video presente nella prima edizione del cd, sui telefonini Tim e negli appuntamenti con Sky Tg24 in programma dal 20 al 26. Rei confessi di voyeurismo canoro, la spiamo in quegli otto minuti in cui s’immerge nel classico di Rodgers & Hart che Frankie incise nel ’58 per le mitiche «Sinatra’s swingin’ sessions». L’immagine è praticamente identica a quella della diretta su Internet del 2001: stessa treccia rossa, stessi occhiali, stesso abitone nero con sciarpa. Tra soffici vibrati e sospiri indirizzati alla «luna blu», la desaparecida del disco guida i musicisti complici di un gioco fuori dal tempo: «Alla fine di questa mi venite giù di un tono», e, poi, «ancora giù di un altro tono, qui, oh yeah». Oh, yeah. Visto che Bublè sinatreggiando ha introdotto le nuove generazioni al culto dello swing e delle ballad e ha aperto la strada alla moda dei neocrooner, la Voce d’Italia sa di poter contare sullo zoccolo duro dei suoi fan ma non esclude di poterne acquistare di nuovi nei panni di allieva perfetta del sommo maestro. Al suo fianco, come in un jazz club, un quartetto dall’interplay d’altri tempi (Alfredo Golino alla batteria, Massimo Moriconi al contrabbasso, Danilo Rea al pianoforte e al Fender, Andrea Braido alla chitarra), ma in tre brani («April in Paris», «Only the lonely» e la conclusiva «Laura») chiede a Gianni Ferrio arrangiamenti in stile Nelson Riddle e si concede il morbido e sognante sostegno di una grande orchestra. Mina & Sinatra, insomma: «The Voice non nascose rispetto e ammirazione per mia madre», ricorda Massimiliano. «Tra il finire degli anni ’60 e l’inizio dei ’70 aveva deciso di scegliersi un'erede, un'artista di lingua italiana alla quale consegnare idealmente il testimone. E scommise su di lei con un’offerta allettante, importante, che prevedeva una serie di concerti in coppia, al termine dei quali lui avrebbe detto addio alle scene. Fu consegnata a mio nonno da un tizio che si presentò con una proposta illustrata nei minimi particolari. Mamma andò in America, tenne con successo alcuni recital ma si spaventò: la macchina dello showbusiness americano era enorme, più minacciosa e divorante di quella italiana. Tornata a casa, si ammalò: quel signore venne di nuovo a Roma per insistere, ma non ci fu nulla da fare. Quel signore, per la storia, si chiamava Joe Adonis». Da un’occasione perduta all’eterna speranza, quella di rivedere Mina: «Potrebbe stare in tv quando vuole, se non c’è evidentemente non vuole, preferisce fare quello che le riesce meglio e che la diverte di più: cantare. Ha capito, probabilmente prima di chiunque altro, e probabilmente anche per questo disse di no all’avventura americana, che nel piccolo schermo vive il personaggio pubblico, non l’artista»".
* * *
La leggenda: Mina torna in tv per 8 minuti, L'eccezionale esclusiva su SkyTg24
"Il Giorno"
di sabato 12 novembre 2005"Roma, 11 novembre 2005 - Il 20 novembre in esclusiva sul canale news SkyTg24 (diretto da Emilio Carelli) Mina ritornerà, per soli otto minuti, sul piccolo schermo.
L'occasione è data dall' uscita del suo nuovo disco, ' L'allieva Mina', di cui saranno messe in onda le immagini del videoclip della registrazione, in cui la cantante-leggenda della musica italiana canta e dialoga con i collaboratori.
Il documento televisivo, in onda alle 20, è stato definito ''di rilevanza eccezionale sotto il profilo del costume''".
* * *
"Metronews"
del 12/11/2005:"Roma, 12 nov. - (Adnkronos/Ign) - Il titolo del disco è esplicito: Mina è l'allieva, Frank Sinatra il maestro. E l'idea grafica del libretto lo ribadisce, con il bric-a'-brac di oggettistica scolastica (fogli di quaderno, pennini, temperini, gomme per cancellare) e foto inedite di Mina messo insieme da Mauro Balletti, che firma anche la copertina del nuovo cd della tigre di Cremona. La cover si presenta con un'immagine della cantante lombarda appena ragazzina davanti a una lavagna da aula scolastica. "L'allieva Mina" è un disco realizzato con estremo rispetto per colui che della signora Mazzini è stato l'idolo, per quanto concerne il modo di cantare le ballate: Frank Sinatra. Lei ha voluto realizzarlo andando contro certe convenzioni discografiche, scegliendo dal repertorio di Sinatra le canzoni che più le piacciono, registrandole in diretta in studio con i musicisti, e con grande divertimento. Lo testimonia la traccia video (compatibile con tutti i sistemi operativi, e visibile su computer) di "Blue moon", inclusa nella prima edizione a tiratura limitata del cd: che documenta una take della canzone (diversa da quella contenuta nel disco) che Mina esegue seduta al banco del mixer, cantando appunto in diretta e addirittura dirigendo i suoi bravissimi musicisti:"alla fine di questa mi venite giù di un tono", "ancora giù di un altro tono".E i musicisti di Mina, Alfredo Golino alla batteria, Massimo Moriconi al contrabbasso, Danilo Rea al piano e Fender, Andrea Braido alle chitarre - vanno dietro a Mina come si faceva una volta, "quando i cantanti sapevano cantare" sottolinea con orgoglio il produttore dell'album, Massimiliano Pani, stando attenti alle sue indicazioni, seguendola con attenzione nelle sue spontanee scelte interpretative. Tutti i brani dell'album sono stati realizzati così, con il quartetto jazz e la voce della solista registrati live, ad eccezione dei tre ('April in Paris', 'Only the lonely' e 'Laura'), che sono stati arrangiati per orchestra e diretti da un altro grande maestro: Gianni Ferrio.Delle 14 canzoni incluse nel Cd, scritte dal 1932 ("April in Paris") al 1967 ("My way"), e incise da Sinatra fra il 1945 ("These foolish things") e il 1968 (ancora "My way"), Mina ne aveva già registrate in passato solo quattro: "The nearness of you" e "Angel eyes" (nell'album "Mina 1964"), "Strangers in the night" (nell'album "Catene", 1984) e "Dindi" (come retro del singolo "Que no, que no", nel 1963). A proposito di "Dindi", una curiosità: Mina l'ha incisa prima che lo facesse Frank Sinatra, la cui versione è del 1967. La selezione delle canzoni da includere in "L'allieva" è stata fatta con il cuore: "a memoria", scegliendo i brani che Mina ricorda di avere più amati, e che ripropone qui cantando senza alcuna concessione all'effetto ma con una compostezza.Frank Sinatra a sua volta non nascose il suo rispetto e la sua ammirazione per Mina: sul finire degli anni Sessanta, 'the voice' aveva deciso di scegliersi un'erede, un'artista di lingua italiana alla quale consegnare idealmente il proprio testimone. E aveva scelto Mina. L'offerta prevedeva addirittura una serie di concerti in coppia, al termine dei quali Sinatra avrebbe detto addio alle scene. Fu consegnata al padre di Mina da un signore inviato personalmente da Sinatra, Joe Adonis, il quale dettò le condizioni del contratto, che prevedeva un'esclusiva, e descrisse minuziosamente i termini della proposta. Mina andò negli Stati Uniti, tenne alcuni concerti, e si spaventò, perché si rese conto che la macchina dello show business americano era enorme, e assai più minacciosa e divorante, rispetto a quella dell'industria musicale italiana. Tornata a casa, Mina s'ammalò: Adonis venne di nuovo in Italia, a Roma, constatò che la malattia non era diplomatica ma reale, e rinunciò al contratto".
* * *
"Mina canta i successi di Frank Sinatra"
"In Città" del 14/11/2005
"Mina canta Frank Sinatra. L'artista italiana ha deciso di interpretare alcuni tra i brani più belli di The Voice con l'ausilio di un quartetto jazz e dell'orchestra diretta dal maestro Ferrio. La raccolta si intitolerà "L'allieva" e conterrà 14 brani, tra cui "April in Paris", "My way", "Strangers in the night" e "Laura"".
Il quotidiano, distribuito gratis nelle stazioni, non riporta altro. E' stato molto avaro. Ai tempi in cui era uscito il singolo "Succhiando l'uva", aveva dedicato più di mezza pagina con i vari disegni della superba copertina disegnata dal singolare ed unico Gianni Ronco.
* * *
Martedì 03 gennaio 2006
ALMENO LORO NELL'UNIVERSO
"‘Almeno tu nell’universo’
è un brano che rappresenta, per la sua complessità melodica, per gli inusuali e difficili intervalli che la voce è costretta ad affrontare, un banco di prova assai arduo. Per chiunque. Si aggiunga che la liricità del testo richiede una intensità interpretativa davvero non comune. E, sicuramente, gli autori (Lauzi-Fabrizio), quando composero questa bella canzone, sapevano già a chi affidare il non facile compito di interpretarla e, quindi, di caratterizzarla nel tempo. Mia Martini veste perfettamente ogni minima parte della composizione, senza far apparire alcuna piega. La scansione è fluida, la voce è chiara, ineccepibile nell’intonazione, seppur sofferta, senza però mai eccedere. In nulla. Cosicché, anche l’arrangiamento, pur mantenendosi nelle rassicuranti sonorità della più tipica orchestrazione leggera moderna, non nuoce al brano. E’ la Martini, invece, che lo sorvola leggera, quasi incurante dell’orchestra e che, interpretando un brano sì bello, ma con un arrangiamento piuttosto di routine, ne rivela la vera essenza: da una battuta all’altra, senza mai cedere in banalità, cantando quando meno te l’aspetti (quasi come una cantante Jazz), con intensità e delicato vigore, misurando la voce con le parole. Mina affronta l’impegno con un organico di base squisitamente jazzistico (pianoforte, vibrafono, chitarra, contrabbasso e batteria), attorniandosi di nomi illustri del panorama italiano contemporaneo (Danilo Rea, Massimo Morioni), nonché del figlio Massimiliano alle tastiere. La prima parte del brano, per quintetto e voce, può considerarsi senz’altro la più riuscita. Questa si sviluppa, infatti, in chiave quasi cameristica, rifacendosi ad atmosfere un po’ da ‘Modern Jazz Quartet’, in cui Mina si muove con grande equilibrio, contenuta ed attenta alla scrittura originale. Ottima sui registri più bassi, forse un po’ troppo sensuale nell’interpretazione, comunque efficacissima. Il ‘bridge’ è contraddistinto dall’inserimento di un effetto di chitarra elettrica creata, probabilmente, dalle tastiere, che cambia completamente il colore dell’arrangiamento dei momenti precedenti. Sicchè Mina sceglie di adeguare i propri volumi a questa nuova situazione sonora, mentre il resto dei musicisti si mantiene nelle discrete atmosfere originarie. Riorganizzare un brano di per sé già piuttosto complesso e ben articolato come questo è davvero un’ardua operazione, ben riuscita fin dove l’intento jazzistico prevale chiaramente, forse un po’ discutibile nella sua seconda parte dove cambiano le dinamiche ed il senso armonico. Ma, al di fuori di qualsiasi notazione di ordine critico, appare evidente, almeno per Mina, l’urgenza di reinterpretare questa canzone, provocata, in buona parte, dal coinvolgimento emozionale del momento (la notizia della scomparsa di Mia Martini): sembra, infatti,che Mina comprenda che l’unico sincero tributo da dedicare a Mimì sia quello di non impossessarsi completamente del brano. Mina sa bene che indossa un abito non suo e che non avrebbe mai preso in prestito se non lo avesse imposto tale tragica circostanza. Questo è il suo vero omaggio".Articolo di
Luciano Troja apparso sulla fanzine "Chez Mimì".* * *
Giovedì 23 febbraio 2006
Una canzone francese in cui è citata
MINA!Scovata in un blog francese:
http://web.respirare.net/blog/entries_archives/2005/12/clementine_patchouli_1.html
°°°Soundtrack : The Cure - Lullaby°°°
C'est ça.
Des clémentines. Miam. C'est doux.
Ca pique un peu. Ca pétille.
Des petites bulles d'agrumes dans les yeux.
Puis dans la bouche aussi.
Je ferme les yeux. Clic-Clac. Et hop. J'imagine.
Mes mains. En haut, en bas. Puis en haut, puis en bas.
On monte, on descend, et on recommence. Encore.
Je quitte le rayon des fruits et légumes. Et pouf.
Je suis dans un cirque. Magique. Les lumières, le clown.
La musique, qui résonne. Les lumières, qui brillent. Partout.
Pas dans la cage aux lions, non non. Dans le vide.
Mais sur un fil. Je m'appelle Lili Patchouli.
De tout là haut. Au plus près des étoiles, et de la lune.
De tout là haut. Je m'agite. Je m'équilibre. Et. Je jongle.
Dans les airs. Des petites bulles de savon orangées.
Légères et vaporeuses, comme les nuages, volent.
Blllu, blllu, blllu. Comme Mina Mazzini, je chante.
Là haut, je respire l'odeur du patchouli.
Je vole avec mes clémentines.
Je ferme les yeux. Du sable dans les yeux.
Boum. Me voilà assoupie, endormie dans la nuit.
Huuuumm. Funambule.
Email:
Quel
"Blllu, blllu, blllu" potrebbe richiamare il "Blllu blllu blllu" de "Le mille bolle blu" di MINA.* * *
bravenet.com