"E' proprio cosi' son io che canto...
Randy Newman, James Taylor, Leon Russell"
by Michele Raffa
Data di pubblicazione 23 novembre 2007
(Ultimo aggiornamento 19 dicembre 2008)
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Dopo i Beatles negli anni '70 tutti : gruppi , cantautori ed interpreti riuscirono a pubblicare progetti musicali pieni di una creativita' che non trovera' riscontro nei decenni seguenti dove la musica da forma artistica cede il passo alla mercificazione ad opera delle case discografiche.Volgendosi indietro a questi anni tutto appare genuino nel mondo delle sette note ed ogni "vinile" il vecchio caro 33 giri , oggi sostituito da files digitali su una cartella compressa in formato mp3 con l'avvento di internet e delle nuove tecnologie , appare come un prodotto rifinito in ogni sua parte . Non a caso Mina scegliera' Luciano Tallarini , Gianni Ronco e poi Mauro Balletti per la confezione dei suoi album , testimonianze indelebili non solo quindi per le canzoni ma anche nella accurata ricerca di tutto cio' che era il "padellone" compresi i singoli estratti . Mina quindi forte degli stimoli che vengono dalla nuova musica americana scegliera' e sapra' far sue alcune composizioni di alcuni cantautori che si contraddistinguono in quel preciso momento temporale per innovazione musicale coniugando una sapiente miscela dal country, al blues , al jazz nelle sonorita' abbinate a testi poetici . Le canzoni tratte dal repertorio di Randy Newman , James Taylor e Leon Russell sono temi inediti nella discografia mazziniana grazie alla penna di parolieri come Franca Evangelisti , Limiti , Calabrese e Paoli , perle della sua produzione da scoprire e riscoprire con interpretazioni che non sfigurano affatto nel confronto con gli originali seppure nelle loro diversita'. Capirò ( I'll be home ) dal canzoniere di Randy Newman , compositore americano divenuto celebre in seguito per la realizzazione di colonne sonore che gli hanno valso l'Oscar , fu pubblicato nel 1971 come retro del mitico 45 giri "Amor mio" della coppia Mogol - Battisti edito nel mese di aprile e nell'album pubblicato in dicembre dove non troviamo per la prima volta Mina in foto in copertina ma il primo piano di una scimmia , scelta geniale che si contrappone alla mucca dei Pink Floyd in copertina nel loro Atom heart mother ( ottobre 1970 ) grande successo mondiale nei mesi precedenti e vuole essere anche una manifestazione della sua maternita' , l'undici novembre 1971 nasce dal suo legame con il giornalista Virgilio Crocco Benedetta, essendo anche simbolo di fertilita' nella cultura induista e orientale in genere .
Da notare che questo anno Mina a causa della sua gravidanza risulta praticamente assente dal punto di vista mediatico : le uniche apparizioni risultano dei clip promozionali registrati in precedenza realizzati da Paolo Limiti in bianco e nero Amor mio trasmesso in agosto nella trasmissioneMilledischi e "Capirò"che sembra trasmesso alla mostra di Venezia. Nel 1972 poi sara' la mattatrice con Alberto Lupo di Teatro Dieci e nella quinta puntata nel medley che propone canta Capiro' accompagnata dall'orchestra del Maestro Gianni Ferrio . Il primo interprete della canzone , inizialmente destinata alla cantante inglese Mary Hopkin "protetta" dei Beatles , fu Harry Nilsson cantautore che ebbe fortuna grazie a canzoni scritte da altri ovvero "Everybody's talking" dal film "Un uomo da marciapiede" e la cover del gruppo Badfinger "Without you" grande hit anche in Italia con il titolo "Per chi" dei Gens ( tutte e due queste canzoni vennero cantate da Mina a Gran Varieta' '77-'78 con Johnny Dorelli ) . Usci' prima come singolo che non ebbe un grande riscontro commerciale e quindi inclusa nell ' album Nilsson sings Newman ( 1970 ) dove e' presente al piano in tutte le composizioni il musicista Randy Newman . Questo lavoro suscito' l'interesse della critica e venne nominato come disco dell'anno dal magazine Stereo Review e contribui' a costituire l'inizio della fama del suo autore , grazie anche a Barbra Streisand che mise "I'll be home" come lato b del suo 45 giri Stoney end , nella top ten del 1970 , e la incluse nel suo album pubblicato nel febbraio 1971 . Il grande successo che le valse il disco di platino consolido' definitivamente l'affermazione del cantautore americano anche qui presente al piano in questa ballata ormai un classico . Quindi Franca Evangelisti curo' il testo della versione italiana inciso quasi contemporaneamente sia da Mina che da Nicola Di Bari nel long playing uscito subito dopo la sua partecipazione al festival di Sanremo . L'arrangiamento a cura di Gianpiero Reverberi si rifà alla versione della illustre collega americana .
Il testo originale inglese ha come tema la centralita' del focolare domestico come punto di riferimento nella vita del suo autore mentre nell'edizione italiana Mina sottolinea con il suo timbro vocale prima soffuso e poi a voce piena il passaggio emotivo dal dubbio alla certezza della fine di un amore. Tra gli altri cantanti che hanno riproposto negli anni la loro versione : Vikki Carr come singolo nel 1970 e poi in Lp Love story ( 1971 ) , Anne Murray (1973 ) , Mama Cass Elliot ( 1972 ) , scomparsa giovane per un attacco cardiaco , voce storica dei Mamas & Papas, il gruppo della celeberrima California dreamin', alla quale si deve anche il successo di Dream a little dream poi divenuto un evergreen , nel 1973 il cantautore Tim Hardin in un album di cover Painted head ed il gruppo New Seekers nel Live at Royal Albert Hall e l'anno prima in Beautiful people , Allan Clarke voce degli Hollies . In tempi piu' recenti : Steve Klink in Feel like home ( 2003 ) , Howard Tate , cantante soul , in A portrait of Howard ( 2003 ) , Curtis Stigers in You inspire me ( 2003 ) , Debby Boone , figlia del cantante Pat boone , la ha inclusa nel progetto omaggio a Rosemary Clooney Reflection of Rosemary ( 2005 ) perche' lei la cantava con particolare sensibilita' per il tema trattato . Randy Newman la eseguiva in concerto e venne inclusa nel Live edito nel 1971 , solo nel 1977 per l'album Little criminals la registro' in studio .
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Io ti amavo quando ( You've got a friend )
ed E' proprio cosi' son io che canto ( Hey mister , that's me up on the Jukebox ) contenute in 5043 (1972 ) e I giorni dei falo' ( Long ago and far away) in Altro (1972) sono tratte tutte dal quarto album in studio Mud Slide Slim and the Blue Horizon (1971) di James Taylor , uno dei cantautori piu' amati dalla Mazzini , come Lei stessa dichiaro' nell'intervista concessa agli speakers di Radio Taranto nel '78. Gli arrangiamenti sono tutti a cura di Pino Presti e mantengono inalterati la tessitura musicale degli originali , da notare l'uso della voce di Mina in due tracce su diverse tonalita' che sostituisce le armonizzazioni vocali di Joni Mitchell presenti nella versione del compositore americano di Io ti amavo quando , tecnica vocale adottata anche ne I giorni dei falo'. Il testo italiano di You've got a friend e' di Paolo Limiti e non corrisponde all'inno all'amicizia scritto da Carole King infatti e' rappresentato il ritratto di un uomo fuori da schemi convenzionali probabilmente in maniera pacata si allude piu' o meno velatamente al tema della diversita' costituendo cosi' un testo molto avanti per quei tempi . Gli altri due testi sono opera di Giorgio Calabrese e riescono a rendere in pieno il senso della natura malinconica , intimista e crepuscolare di James Taylor. Particolarmente belli risultano i versi della versione italiana di Long ago and far away dove il falo' rappresenta la passione che brucia dentro di noi ( non solo per amore ) per tramutarsi in delusione , l'illusione lascia il posto all'amarezza e alla rassegnazione nel presente con l'accettazione della realta' diversa da quella idealizzata . La prima interprete del brano You've got a friend fu la sua autrice Carole King , nel leggendario album Tapestry (1971) , che si aggiudico' un Grammy award come canzone dell'anno mentre , quello che a quel tempo fu anche il suo compagno , James Taylor vinse il premio come miglior prestazione vocale maschile , ed e' stata inclusa in un elenco dalla Rock and Roll of Fame come uno dei brani che hanno fatto la storia della musica .Questa ballata e' stata ripresa da vari interpreti nel corso degli anni tra le cover piu' interessanti : le grandi voci in trio di Patti Labelle , Nona Hendryx e Sarah Dash in Labelle (1971) , la voce ancora acerba di Michael Jackson in Got to be there (1972) , Barbra Streisand in Barbra Joan Steisand (1971) , Ella Fitzgerald nel live Ella in London ( 1974 ) , Dusty Springfield la registro' nel 1971 ma venne pubblicata solo nel 1999 in Dusty in Memphis nell'anno della sua scomparsa , Keiko Lee jazz singer giapponese in If it's love (2005) e Jamie Cullum , esponente delle nuove contaminazioni musicali in jazz , la esegue in una perfomance acustica in concerto . Ha acquisito negli anni una forte valenza religiosa e spirituale grazie alla rilettura di gruppi ed interpreti in chiave gospel come quella degli The Harlem Voices e quindi la troviamo in scaletta in occasione dei concerti in occasione della Nativita', da menzionare quindi a tal proposito la memorabile interpretazione del "rosso" dei Simply Red Mick Hucknall in coppia con la vocalist jazz Dee Dee Bridgewater nel tradizionale Concerto di Natale in Vaticano del 2004 , purtroppo non disponibile in alcun supporto . La versione di Aretha Franklin e' inclusa in Amazing Grace , una registrazione live del 1972 edita in digitale nel 1999 ed in studio nel progetto Tapestry revisited - A tribute to Carole King (1995), quella del gruppo vocale Housemartins in Now that's what I call quite good (1988. In un concerto live alla Carnegie Hall nel 1971, pubblicato solo nel 1996, James Taylor e Carole King in duo . Sempre a due voci da segnalare quella eseguita da Donny Hathaway & Roberta Flack , quella a tre voci ovvero Celine Dion, Shania Twain, Gloria Estefan accompagnate al pianoforte da Carole King in Divas Live (1998) disponibile in dvd o cd audio , ed infine il duetto tra Barry Manilow e Melissa Manchester nell'album The greatest songs of seventies (2007) . Sempre nel 2007 e' uscito un live di James Taylor One man band ove e' presente ovviamente You've got a friend . Di Hey mister , that's me up on the Jukebox esiste una versione della cantante Linda Ronstdat in Prisoner in disguise ( 1975 ) mentre di Long ago and far away quella realizzata dal gruppo vocale New York voices in una raccolta di artisti vari edita nel 2001 dedicata a James Taylor.
Nonostante il successo e la folla ai concerti agli artisti , come ad ogni essere umano , importa piu' quando cala il sipario avere accanto una persona da amare e da cui ricevere amore " un amore per tutta la vita , che ricordi quando non ci saro' piu' che quando eravamo insieme io cantavo questa canzone per te , la stessa canzone d'amore che io recitavo davanti a migliaia di persone" e' questo il senso di questa splendida composizione A song for you di Leon Russell , versi che indubbiamente colpiscono la sensibilita' di tutti coloro che operano nel mondo dello spettacolo che si ritrovano a volte a dover vedere annullata la propria vita per la fama e ritrovarsi soli con se stessi " regine di plastica su troni di cera" come recitano i versi di
Mia Martini in Stelle scritta da lei sulla figura dell'artista che spesso sfocia in baratri di solitudine o peggio nell'alcol e nella droga come antidoto ad una esistenza vuota di colore e calore a causa dello star system , quello stesso sistema al quale Mina si ribello' dal '78 per riprendersi la sua vita ed i suoi affetti vincendo la sua battaglia come dimostrano i fatti rispetto ad illustri colleghi rimanendo una stella di prima grandezza a dispetto del tempo che passa ed alle mode pur nella rinuncia alla sua immagine pubblica .Non c'e' dubbio quindi a parte la musica che Mina sia stata folgorata come tutti i cantanti nel sentire questi versi che spiegano le innumerevoli versioni esistenti di questa ballata d'amore . Il brano era gia' noto alla Mazzini sin dal 1970 essendo incluso nell'album solista di esordio di Leon Russell che contiene anche Delta lady , portato al grande successo con un singolo nel 1969 da Joe Cocker , da Lei cantato nel disco del 1971 ma slitta nella sua versione di qualche anno in La Mina ( 1975 ) con il titolo Quasi come musica . Il testo e' molto lirico grazie a Gino Paoli coadiuvato da Daiano , differisce dal tema in lingua inglese , e con la sua veste musicale sontuosa si discosta decisamente ( e volutamente ) in tutto e per tutto dalla versione originale. L'arrangiamento a cura di Pino Presti risulta molto elegantemente jazzato , ricco nell'orchestrazione di strumenti sulla quale risalta lo splendido assolo di sax , niente a che vedere con quello minimalista solo piano e voce di Leon Russell basato sull'esecuzione vocale nel pathos evocato dal testo , caratteristica che ritroviamo in tutte le cover del brano ad opera di altri interpreti . Mina riesce a creare una canzone assolutamente inedita , una delle piu' belle versioni ( se non la piu' bella ) del classico del cantautore sottolineata dal canto soffuso ed evocatico "quasi come musica la mia vita insieme a te" insomma un vero e proprio capolavoro di eleganza e di stile nella sua produzione .
Molti cantanti eseguono A song for you nei loro concerti perche' indubbiamente riesce ad emozionare in virtu' delle parole oltre che per la partitura musicale tutta concentrata sulla interpretazione vocale come non ricordare quindi in tal senso Donny Hathaway in These songs for you ( 2004 ) Whitney Houston ( 1991) , Donna Summer , Betty Wright ( 1978 ) e Sylvester in medley con Could it be magic di Barry Manilow ( 1979 ) , nel 2003 in occasione della celebrazione del 70° compleanno di Willie Nelson la versione live a tre voci con Leon Russell e il grande Ray Charles in cd - dvd Willie Nelson & friends , in Italia sempre nella dimensione live Giorgia nel cd single del brano Spirito libero . Le jazz ladies Carmen Mc Rae nel live The gret american songbook ( 1972 ) , Anita O'Day in I get a kick out of you ( 1977 ) e Nancy Wilson in Forbidden lover ( 1987 ) . Tra le altre versioni in studio : The Carpenters ( 1972 ) , Aretha Franklin in Let me in your life ( 1974) , Joe Cocker in Stingray (1976 ) , Ray Charles in My world ( 1993 ) , il duo chitarra voce Tuck & Patti in A gift of love ( 2004 ) , Michael Buble' in It's time ( 2005 ) , Simply Red in Simplified ( 2005 ) , Herbie Hancock in Possibilities ( 2005 ) con la voce di Christina Aguilera . Cosa sarebbero con la magica voce di
Mina e con una adeguata traduzione italiana Te amo corazon del suo amato Prince oppure Home di Michael Buble' o una delle composizioni di James Blunt se decidesse di inserire nella sua attuale produzione musicale qualche altro gioiello cantautorale ripreso per l'occassione dall'attuale panorama musicale ? Per fortuna ci restano queste splendide testimonianze di Randy Newman , James Taylor , Leon Russell di quel periodo irripetibile nel mondo della musica che sono gli anni '70.* * *
Mina e il Natale in musica
.by
Michele Raffa
Data di pubblicazione in questo sito 14 dicembre 2007
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"Bianco Natale"
( "White Christmas" )(1968)
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Video postato su You Tube da Swan5046
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Mina
, in una carriera che si avvia a superare il traguardo del cinquantennale di attivita’, ha interpretato anche motivi attinenti allo spirito natalizio , li ritroviamo sia in exploit televisivi e nella sua sterminata discografia , canzoni che esprimono la gioa , la malinconia e la nostalgia che accompagna questa ricorrenza nel ricordo di una musica . Sin dal suo primo programma da "Signora del sabato sera " ovvero l’edizione di Studio Uno del 1961, Mina ha regalato interpretazioni di classici temi natalizi come "Tu scendi dalle stelle" eseguita nella decima puntata in onda appunto il 23 dicembre, dove dedica anche una lettera ai telespettatori basata sulla figura di Pinocchio.Quello che risulta essere il piu’ antico tema natalizio e’ stato composto nei primi del ‘700 dal santo napoletano Alfonso de’ Liguori, autore anche della pastorale in dialetto napoletano conosciuta come "Quando nascette Ninno" incisa dalla Mazzini nel progetto capolavoro "Dalla terra" (2000). Nella edizione di Studio Uno 65 nella sesta puntata in onda a marzo nella fantasia dedicata al songbook americano di Irving Berlin ,Mina esegue accompagnata in questa occasione da Lelio Luttazzi "I’ve got my love to keep me warm" , dal film del 1937 "On the avenue" , successivamente inclusa nel musical "White Christmas" e da qui oltre che uno standard jazz diviene un classico motivo natalizio.Mina e Dorelli ne realizzano pure una versione a Gran Varieta’ ’77-’78 nella puntata dedicata allo swing con Armando Trovaioli . Tra le varie versioni Billie Holiday , Ella Fitzgerald per arrivare ai giorni nostri con Rod Stewart in uno dei volumi di "The great american songbook" volume 4 (2005) . Poi nel 1966 interviene in "Veglia di Natale" trasmesso alla vigilia dove canta "Tu sei un uomo" canzone inedita del suo repertorio realizzata per il programma . Arriviamo quindi dunque al mitico programma televisivo Canzonissima 68 dove Mina , ancora una volta assoluta regina del sabato sera a fianco di Paolo Panelli e Walter Chiari , canta "Bianco Natale ( White Christmas)" nella puntata del 21 dicembre .Questa composizione di Irving Berlin tratta dalla colonna sonora del film "La taverna dell’allegria" (Holiday inn )1942 e’ la canzone di Natale piu’ celebre di tutti i tempi e vendette milioni di copie nell’esecuzione del suo primo interprete Bing Crosby per poi essere ripresa in innumerevoli versioni , probabilmente anzi sicuramente il compositore americano volle scrivere un inno sulla pacificazione dopo la seconda guerra mondiale e da li’ divenne la canzone di Natale per antonomasia , talmente grande fu il suo successo che staziono’ al vertice della classifica statunitense per 10 settimane e ritorno’ nei 14 anni consecutivi in classifica , il primo che la riprese manco a dirlo fu The Voice Frank Sinatra nel 1944 e la sua versione arrivo’al numero 7 dopo a seguire i maggiori cantanti del novecento . Nel 1954 fu realizzato un remake del film degli anni ’40 intitolato come la canzone omonima che ridiede nuova notorieta’ al classico. Sempre nella stessa puntata del varieta’, la voce di Mina accompagna il balletto nello scioglilingua Supercalifragilistic e spiralidoso tratto dal film Mary Poppins produzione della Walt Disney sempre presente con i suoi personaggi e fiabe fantastiche nel periodo di fine anno. Il 24 dicembre del 1969 Mina con una immagine che si distacca notevolmente e decisamente dalle sue apparizioni pubbliche nel corso dell’anno precedente e’ presente come ospite nel programma "Notte di speranza" dove tra una poesia e l’altra recitata da Giorgio Albertazzi accompagnata al piano da Pino Calvi regala delle spendide esecuzioni live di alcuni suoi successi "Non credere" e "Il cielo in una stanza" piu’ le versioni inedite del classico partenopeo "Dicitencello vuje" e "Amore amore amore amore" di Piero Piccioni leit motiv del film "Un italiano in America" del 1967 con Alberto Sordi . L’anno dopo nel 1970 interverra’ pure in uno spettacolo trasmesso nel pomeriggio della vigilia Topolino ha quarant’anni , qui presenta il super hit della coppia Mogol-Battisti "Io e te da soli" . Nel 1972 nel programma di Renzo Arbore "L’amico flauto" interpreta uno dei gospel piu’ famosi "Oh happy day" , composta nel 1968 da Edwin Hawkins , con il grande Armando Trovajoli al pianoforte , pubblicato in uno dei volumi della raccolta Signori… Mina dalla Raro Records nel 1993 .Vi sono quindi alcune canzoni del repertorio mazziniano che pur non essendo dei classici hanno dei riferimenti al Natale come
"La vigilia di Natale" scritta da Lo Vecchio–Shapiro in Frutta e verdura del 1973 dove l’atmosfera della vigilia e’ condizionata dal ricordo e dalla malinconia di una donna senza il suo compagno e "E’ Natale" (Alfano-Pani) da Ridi pagliaccio del 1988 sul tema del buonismo della societa’ in questo periodo per poi ritornare piu’ cinica che mai appena spente le luminarie della festa . E come non menzionare il classico partenopeo Lacreme napulitane (Bovio- Bongiovanni) storia di dolore e passione di un emigrante che soffre nel non potere essere con i suoi familiari a Natale che Mina canto’ in due versioni una a Milleluci nel 1974 nella puntata dedicata al cafe’ chantant con un arrangiamento tipico da standard americano con la grande orchestra diretta dal maestro Gianni Ferrio quasi a voler segnare di piu’ il contrasto tra le origini popolari evocate dal testo ed il contesto in cui si muove l’emigrante , e quella piu’ sanguigna e verace testimonianza degli ultimi concerti a Bussoladomani nel 1978 e pubblicata sul disco live 78. In un ideale songbook di canzoni di Mina da ascoltare in questo periodo includerei anche la Mina – Maddalena in "Everything’s allright" da Jesus Christ superstar eseguita nella puntata dedicata al musical a Milleluci ed in radio a Gran Varieta’ edizione ’77-’78 nella fantasia sulle commedie musicali . In ogni caso basta avere in sottofondo la voce di Mina in "Dalla terra" , abbandonarsi dal "Magnificat" di Monsignor Frisina al canto finale nella "Ave Maria" di Gounod e ci troveremo sempre a Natale immersi in un clima di pace e serenità , e ritrovare in musica quella interiorita’ e spiritualita’ troppo spesso ormai violata dal vivere quotidiano in ogni sua manifestazione civile.* * *
Tra
le "vesti " discografiche che Mina abbia dedicato al Natale bisogna ricordare in primis il singolo della Ri-fi "Cappuccetto rosso"sul lato A e sul lato B "Cenerentola" pubblicato nell’ottobre del 1964 poi ristampato in un disco sempre per la stessa etichetta però nel novembre 71 con il titolo Viva Natale accompagnata dal Piccolo coro dell’Antoniano. Andando più avanti negli anni la confezione natalizia del 1996 contenente in un box "Cremona" e "Napoli"quindi lo splendido cd-rom con giochi multimediali e biglietti e loghi per auguri per le feste allegato alla ristampa del disco record di "Molly e Destino solitario" ovvero il Mina-Celentano con Christmas cover nel 1998. Infine in tempi recenti il secondo capitolo dedicato alla citta’ partenopea "Napoli secondo estratto" venne pubblicato durante il periodo di fine anno 2003 con una nuova copertina che ricalca quella consueta con in più come strenna un cd singolo contenenti una nuova versione di "Malatia" e "Reginella" ed il precedente "Napoli" il tutto rinominato per l'occasione "Napoli primo secondo e terzo estratto".* * *
Buon Natale con Mina
!I've got my love to keep me warm
(ft J.Dorelli e A.Trovaioli)
Video realizzato e postato su You tube da Miextras e segnalatoci da Michele per augurarci un Buon Natale 2008.
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Mina e Marcos Valle :
So (Preciso aprender a ser sò -If you went away) – L’amore forse (Ao amigo Tom)
by Michele Raffa
Prendete il terzo dvd Mina gli anni Rai e vedete ed ascoltate Mina in una stupenda canzone dal titolo So corrispondente alla traccia n°24 da Canzonisima ’68 ….forse non tutti sanno che si tratta di Preciso aprender a ser so o If you went away di Marcos Valle un classico che ha fatto il giro del mondo. Il 19 maggio 2008 al Castello Visconteo di Pavia Marcos Valle Kostenbader , questo il suo nome completo, con alcuni grossi nomi come Roberto Menescal , Wanda Sa , Danilo Caymmi si e’ esibito in un concerto per i 40 anni della Bossa nova.. Questo importante cantautore e’ esponente di punta di quella che venne definita la "seconda onda" con le sue canzoni della nuova corrente musicale che vide in Joao Gilberto e Antonio Carlos Jobim i primi fondatori.. I discografici nella prima meta’ degli anni ’60 puntarono molto per stimolare il mercato sulle produzioni provenienti dal paese del "pan di zucchero" prima che l’avvento sulla scena dei Beatles scatenasse una tale altra "onda" da rivoluzionare, influenzare e caratterizzare il mondo della musica. sotto l’egida della coppia Lennon- McCartney. In Italia fu Mina una delle promotrici della nuova moda rifacendo con testi tradotti da Giorgio Calabrese alcune canzoni di Jobim ed in seguito sempre attenta alle novità sudamericane ha anche attinto dal repertorio di Marcos Valle.Coadiuvato dal fratello Paolo Sergio Valle il musicista ottenne molto successo in patria e nel mondo e grazie al fatto che i suoi studi lo portarono ad approfondire la sua cultura musicale verso il jazz in seguito molti suoi hit che miscelano saudade e sonorità jazz sono stati ripresi da grandi vocalist di ieri e di oggi. Una delle sue canzoni piu’ famose e’ sicuramente questa ripresa da Mina Preciso aprender a ser sò La versione originale del suo autore e’ in " O compositor e o cantor Sergio Valle " del 1965. Passaggio determinante dal mondo squisitamente "carioca" al jazz e’ stata la trasposizione in lingua inglese con il testo a cura di Ray Gilbert intitolata "If you went away" : la prima nell’album "The face I love" (1964) di Sylvia Telles , una delle cantanti jazz brasiliane prediletta da Jobim morta a soli 32 anni a causa di un incidente stradale , poi fu la volta della cantante Astrud Gilberto che la pubblico’ con il titolo "Learn to live alone" in "Look to the rainbow " (1965 ) .Qui l’ arrangiamento del grande Gil Evans per la prestigiosa etichetta Verve definisce ancor piu’ la matrice jazz. del brano.La stessa casa discografica pubblica poi nel 68 la versione inglese dello stesso Marcos Valle in "Samba ’68 " dove si avvale della collaborazione nel nuovo arrangiamento di Eumir Deodato , che poi diventera’ a sua volta una stella di prima grandezza nel mondo delle sette note .. Mina quindi la riprese tradotta dalla compositrice ed autrice Tania Bellanca collaboratrice in seno alla nuova casa discografica Pdu con il titolo So in "Dedicato a mio padre" pubblicato nel dicembre 1967 , primo disco della sua neonata etichetta . Praticamente una continuazione di " Mina 2" pubblicato l’anno precedente con la Rifi . Anche se dal punto di vista artistico tale e’ la maturità vocale raggiunta che sembra sia passato un decennio dal precedente lavoro. ."Dedicato a mio padre" rappresenta nel mondo della discografia italiana uno dei primi concept-album , come il disco Mina 2 e Mina (1964), infatti prima tutti i 33 giri non erano altro che delle raccolte di singoli gia’ editi sul mercato piu’ qualche inedito. La prima edizione e’ in versione mono e venne distribuita dalla Durium con copertina lucida apribile che riprende all’interno i titoli con la stessa grafica "gotica"del singolo estratto contente "I discorsi" e "La canzone di Marinella" nella successiva ristampa nel 70-71 le tracce sono in fomato stereo e la copertina chiusa con i titoli nel retro e la distribuzione e’ affidata alla Emi iniziando un contratto che dura ancor oggi almeno per la parte riguardante raccolte ufficiali. Come in Mina 2 anche qui troviamo l’ arrangiatore Augusto Martelli , in quel momento anche compagno della cantante, che grazie al suo gusto "americano" rimarca le potenzialità jazz nella versione realizzata da Mina con una vocalità e sonorita’ elegante e soffusa . Nella tredicesima puntata del mitico Canzonissima ’68 trasmessa a pochi giorni dal Natale Mina ci regalera’ accompagnata dall’orchestra della Rai diretta dal Maestro Bruno Canfora una strepitosa versione live ancor oggi viva nella memoria collettiva. Successivamente diventera’ nel corso degli anni un evergreen ripreso tra gli altri dalla grandissima Sarah Vaughan , dieci anni dopo la Mazzini , nell’album "I love Brazil " del 1977. Questo motivo riuscì subito ad entrare nelle orecchie della gente grazie al successo di varie cantanti che la registrarono prima ancora di Valle come la gia’ citata Sylvia Telles in un 45 giri nel 1964 o quasi contemporaneamente al suo autore nel 1965 per merito di voci quali Claudette Soares , Alaide Costa e la grande Elis Regina in "Samba,eu canto assim!" (in versione live in uno special del 1973).Tutto questo in un momento in cui e’ bene ricordare aveva molto risonanza su scala mondiale il "made in Brazil".
Quasi a rappresentare un ideale passaggio delle consegne nell’evoluzione della bossa nova Tom Jobim ne realizza una versione strumentale in " Love strings and Jobim " nel 1966. Sempre nel 1966 un tris , composto da Sylvia Telles ,Tamba trio e Quinteto Villa Lobos, la canta in pubblico. Ripresa nell’album del debutto americano di Valle" Braziliance!" (1967) inciso per l’etichetta Odeon , sempre in portoghese..Flora Purim la registra nel suo disco di esordio nel 1968 dove e’ inclusa pure Reza (Laia Ladaia) di Edu Lobo altro gioiello musicale che Mina na canto’ in due occasioni nel suo Live 1972 alla Bussola che fini’ su disco e quella per cosi’ dire televisiva a Milleluci nel 1974 nel corso dell’ultima puntata . Andando più vicino ai giorni nostri in un disco registrato nel 2001 in concerto a Montreal Marcos Valle con la sua voce e il suo piano rigorosamente elettrico ( rifiuta di suonare strumenti abbinati a computer o marchingegni elettronici) e il chitarrista jazz Victor Biglione hanno dato vita ad una session in cui hanno rielaborato il canzoniere del compositore brasiliano compresi i suoi grandi Standard Preciso aprender a ser sè e Ao amigo Tom.Nel live" Bossa entre amigos" (2002) Marcos Valles ed altri due grandi della musica popolare brasiliana ovvero Roberto Menescal e Wanda Sà , che interpreta Preciso aprender a ser sò, si scambiano le canzoni del loro repertorio .Atmosfere rigorosamente jazz con Laura Fygi nel cd del 1994 "The lady wants to know" , il crooner Freddy Cole, con un timbro vocale a meta’ strada tra Tony Bennett ed il compianto Henri Salvador, in" Merry go round "(2000) e il crooner brasiliano Cauby Peixoto in A Bossa e O swing (2004). Jane Monheit in Surrender (2007) in una versione con vocalità alla Streisand molto bella. Una delle voci più belle e affermate brasiliane quale Rosa Passos la edita nel suo cd Romance (2008) facendo riferimento a Elis Regina .
L’altra perla musicale del repertorio di Valle ripreso da Mina anche se di fatto piu’ che una cover e’ un vero e proprio inedito della Mazzini e’ L’amore forse (Ao amigo Tom)
Questa rappresenta sia nell’edizione originale che in quella mazziniana
un esempio di come una sola "canzone" può essere testimonianza nella sua genesi della storia della musica nel novecento.
Nel !971 Marcos Valle pubblica "Garra" uno dei capisaldi della sua produzione artistica, grande successo commerciale e di critica .In un’intervista rilasciata in Francia dichiara:"L’armonia e’ molto importante, vi si cela la mia educazione classica come Jobim tra gli altri.. Ma il ritmo e’ ancor più importante. Adoro creare nuovi ritmi , alcuni dei quali inclassificabili , una combinazione di baio ( musica popolare del nord-est del Brasile) , samba e jazz." Ed e’ ciò che crea, non solo nel suo percorso musicale, ma in particolare modo in quest’album dove riesce a svincolarsi dalla bossa nova per approdare ad uno stile che miscela rock e melodia , un pop barocco che risente anche dei suoi grandi compositori classici preferiti Chopin , Ravel , Debussy,.Tra le canzoni registrate per questo progetto figura "Ao amigo Tom" uno dei motivi più rappresentativi del canzoniere del suo autore ripreso da vari artisti .Tra i crediti figura come co-autore Osmar Milito musicista che inizia la sua carriera nel 1964 suonando con artisti del calibro di Vinicius de Moraes ed Elis Regina , tanto per citare qualche nome, e successivamente nella sua parentesi americana al fianco di Sergio Mendes in concerti negli U.S.A . Ritorna in Brasile nel 1970 e collabora tra gli altri con Chico Buarque e ovviamente Marcos Valle . Forte del suo curriculum artistico con i "big "della musica popolare brasiliana decide di esordire con un progetto solista "…e deixa o relògio andar ! " con la collaborazione del Quartetto Forma che è pubblicato contemporaneamente in Giappone , Argentina, Stati Uniti ed Europa contribuendo quindi notevolmente a diffondere "Ao amigo Tom " inclusa nel disco. Come se non bastasse sempre nel 1971 due vocalist brasiliane molto note Claudette Soares in "De tanto amor" e Doris Monteiro in "Doris" la includono nei loro lavori discografici e da qui Mina , sempre attenta alle novità , avrà deciso di realizzare la versione italiana complice probabilmente anche la frequentazione come "promoter" dei suoi artisti sotto contratto PDU in Sud America.e le trattative per l’acquisto di edizioni musicali "Ao Amigo Tom" con il titolo "L’amore forse…" è inclusa in "Altro" album di inediti pubblicato l’anno successivo nel 1972 affiancato alla testimonianza live "Dalla Bussola ".L’abbinamento di due progetti distinti inaugura la stagione discografica dei doppi album autunnali che uscivano sempre dapprima uniti in una confezione che , oltre a racchiudere i due 33 giri , include memorabilia che poi nella successiva ristampa singola venivano eliminate divenendo quindi poi "croce e delizia" del fan collezionista . Nel primo doppio troviamo due booklet particolari: racchiusi all’interno di una copertina lucida tutta bianca con scritto in sovra impressione la dicitura uno più uno: nel primo sono pubblicate le foto tratte dal live alla Bussola ( alcuni scatti sono stati poi recuperati come extra nel dvd del live ’72) mentre nel secondo 12 disegni a china raffiguranti una Mina by Gianni Ronco che evidenzia alcune peculiarità del personaggio - artista come gli occhi , le mani , la fisicità in pose "private" eliminando totalmente la bocca e le labbra quasi a "nascondere" , in contrapposizione , l’elemento naturale dell’emissione della sua " voce" unico aspetto "pubblico" a tutti .
Al testo originale dedicato all’amico Tom Jobim il "poeta" delle sette note Giorgio Calabrese sostituisce i suoi versi sugli interrogativi che accompagnano il tema dell’amore concludendo con una frase che racchiude in sé tutto il senso "…meglio morire sì mille volte di dolore che non amare mai".
L’interpretazione fonde mirabilmente lo spirito brasileiro con l’anima jazz e classica del suo compositore e della "cantora" Mina. Ed anche per accentuare le influenze che è affidata la direzione orchestrale al Maestro Giulio Libano, nato a Vercelli nel 1923 , che vanta nel suo curriculum collaborazioni con Adriano Celentano, Fausto Leali , Enzo Jannacci , Nicola Arigliano nel mondo della "musica leggera" dopo essere stato uno dei pionieri della "musica jazz" in Italia. Inizia, infatti, negli anni quaranta in "jam-session" in diretta dalle frequenze di Radio Sardegna , nello scenario naturale delle grotte presso Cagliari , come trombettista nella formazione Aster un quintetto di musicisti formato da Fred Buscaglione qui presente al violino , prima di intraprendere la carriera solita come cantante, e i fratelli Franco e Berto Pisano , anche loro destinati ad una brillante carriera come compositori ed autori , che si avvicendarono dopo la prima formazione denominata "Complesso Buscaglione " con il compito di sollevare il morale dei prigionieri delle forze alleate al suono della nuova musica d’oltreoceano.
In seguito si fece subito largo nel mondo della musica come arrangiatore nel fermento che seguì la fine della seconda guerra mondiale con il diffondersi dello swing e dei compositori americani e collabora tra gli altri con Chet Baker nel 1959 segnando un ricordo indelebile che lo accompagna sempre. Nel "musicarello" di Piero Vivarelli "Io bacio…tu baci" (1961) con Mina e Celentano , e’ presente Libano come curatore delle musiche del film.
Ancor oggi e’ impegnato nonostante abbia passato gli 80 anni a tempo pieno nel mondo del jazz in concerti in giro per l’Italia accompagnato dal "gotha" del jazz italiano da Paolo Fresu a Sellani e tra le sue aspirazioni non realizzate c’e’ quella di fondare un’orchestra in pianta stabile in Sardegna , probabilmente un modo di ringraziare la terra che lo ha visto nascere artisticamente.
La sua figura ha un ruolo non di poco conto nella storia degli esordi della "tigre" infatti, fu lui , come direttore artistico presso la Italdisc, ad aver intuito per primo le potenziali artistiche di Mina consigliando il discografico David Matalon di farle incidere dischi come Baby Gate e Mina .. Significativa e’ la dichiarazione del Maestro Libano riguardo il suo metodo di lavoro verso la cantante di ieri ed oggi e le nuove leve che cercano di farsi largo in un mondo dello spettacolo sempre più complicato nei modi e nelle scelte: " Normalmente lascio che i cantanti facciano come si sentono. Non sono come la Maria De Filippi in televisione, che ha la pretesa di insegnare come si canta a tutti quei giovani. E poi come finisce? Che cantano tutti allo stesso modo! Non c’e’ proprio niente da insegnare o da imparare, quando uno ha una voce bella o comunque personale." ( da Musica leggera n° 2 Gennaio Febbraio 2009 - Intervista di Guido Michelone) Dopo aver arrangiato diverse canzoni della neonata etichetta che lancia definitivamente Mina nel firmamento musicale si trova in altre produzioni oltre "L’amore forse…" cioè nella realizzazione di "Tu musica divina" del Maestro D’anzi inserito nella raccolta "Piccola storia della canzone italiana" (1973) un lp fuori commercio edito dalla Rai che veniva dato solo agli addetti ai lavori .e in Attila (1979) in "Ma ci pensi"(N.Romano – F.M.Arduini) altro arrangiamento dalle sonorità americane sottolineato dall’armonica di Bruno De Filippi.
Tra le altre versioni realizzate sempre in lingua portoghese : il cantautore Danilo Caymmi , collaboratore ed amico di Edu Lobo e Marcos Valle agli inizi degli anni sessanta in varie occasioni, in "Sol Moreno" (!995) quindi la cantante Ithamara Koorax in un disco dedicato alle canzoni scritte da Valle appunto " Songbook Marcos Valle vol 1 " (1998) e la bella versione di Rosalia de Souza in " Brasil preciso balancar " (2005) un lavoro dove troviamo pure la collaborazione di Marcos Valle. Inutile rilevare come la versione "minosa" del classico del cantautore di Rio De Janeiro sia piu’ permeata di saudade degli interpreti brasiliani merito senza dubbio dell’ottimo testo inedito realizzato dal "grande" Calabrese molto sentito nella interpretazione . Questa "perla" anzi "diamante" della sua produzione e’ possibile ascoltarla anche in Del mio meglio 5 (1979) e nella "Love box" (2007) compilation Emi non ufficializzata dall’entourage luganese. Alla fine di questo viaggio musicale si può certo confemare prendendo a prestito alcuni versi da So "Ma e’ solo eternità.." la "voce" di Mina che riesce a far sue e rendere immortali alcune canzoni al pari delle sue blasonate colleghe e quel piu’ importa riuscendo ad imprimere il marchio del "Made in Italy" ove questo e’ sinonimo di eleganza, classe , raffinatezza.
Mina
in "L'amore forse... (Ao amigo Tom)" .
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Video realizzato e postato su Youtube da Giorgioarico .
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