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viviti

."Immagina un concerto ... il sogno"

by Michele Raffa

di Balestrate (PA)

01 febbraio 2008

* * *

MINA

in

"Sogno"

* KKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKKK* *

Video realizzato e postato su You tube da Mazzinyano (Livio) .

* * *

Agosto 2008: mi arriva una busta strana con scritto riservato e con un fregio dorato, incuriosito immediatamente e con un fregio dorato, incuriosito immediatamente lascio il resto della posta, bollette, pubblicità anche perché vedo che il mittente risulta un famoso domicilio a Lugano. Leggo e immediatamente ho un colpo al cuore a tal punto che devo trattenermi per non svenire. E' un invito a comparire presso gli studi di Lugano per la prima domenica di ottobre per me e per una persona che mi voglia accompagnare. Non e' specificato il motivo dell'invito pero' si fa presente di non divulgare a nessuno la notizia pena l'annullamento di ciò che e' in programma per chi potrà esserci. Incredulo , meravigliato non so se dire a tutti ciò che e' successo poi pero' la paura che ciò che immagino possa diventare realtà e svanire mi fa chiudere in un silenzio fino al giorno previsto comunico solo ad un mio amico che ho preso dei biglietti per andare a Lugano a vedere una mostra e che naturalmente per non farlo insospettire dietro richieste di domande strane su perché? Come mai? un premio ...tutto pagato. Stranito non dice nulla capisce che si tratta di qualcosa di particolare ed unico dice solamente si vengo con te. Arriva il giorno prestabilito arriviamo in una tiepida giornata davanti al domicilio segnato che corrisponde all'ingresso degli studi di registrazione di Mina, il mio amico intuisce che ciò che sta accadendo e' una sorpresa per pochi eletti e l'emozione comincia a prendere il sopravvento anche perché ci accorgiamo che c'è un discreto arrivo di altre persone che poi a mia insaputa capisco essere fan della voce. Entro e vedo in un clima di cordialità misto ad incredulità dapprima Mauro assolutamente impossibile non riconoscerlo nella sua identità che parla con Benedetta, e poi amici con cui si condivide il mito....ecco Franco Lo Vecchio accompagnato da Laurent, riconosco Nadia V. con Piera Pasotto e Luigi Proto, e poi Paolo Driussi , Loris, Mario Rossi, Franco Ghetti, Lillo I., Simone ci si saluta commossi ed in silenzio mentre veniamo invitati da Massimiliano intimorito cerimoniere ad accomodarci in una saletta predisposta per l'occasione capace di contenere non più di un centinaio di persone. Mentre prendiamo posto vediamo qui e la' luci spot luminosi puntati su di un piccolo palco dove si trova un pianoforte, una batteria, un contrabbasso, chitarre classiche ed elettriche, qualche tamburello e strumenti a fiato ed una piccola sezione capace di contenere elementi tipici di un quintetto d'archi. Al centro l'asta di un microfono....a questa vista tutti capiamo che ciò che si svolgerà di li' a poco e' un concerto intimo per i fan, per festeggiare il suo cinquantenario con la musica. L'adrenalina va a mille , l'emozione e l'attesa incandescente nei nostri occhi e visi anche se tutti in religioso silenzio assolutamente basiti.Vediamo entrare ed aggirarsi ad accordare i vari strumenti Danilo Rea ,Massimo Moriconi ,Alfredo Golino poi alcuni giovani musicisti con viole, violini e violoncelli che prendono posto sulla sezione che ospita gli archi ed ecco entrare il Maestro Gianni Ferrio che saluta tutti mentre poggia degli spartiti su un leggìo. Sono le ore 20 siamo arrivati tutti nelle precedenti tre ore a scadenze prestabilite per non fare incuriosire nessuno con tutto questo viavai di gente. Siamo tutti visibilmente al limite del collasso perché Platinette prende il microfono e annuncia visibilmente commossa che tra cinque minuti entrerà da quella porta una donna che ha segnato con la sua vita ed ancor di più le nostre con la sua voce la storia della musica e che ha voluto regalare a coloro che la hanno amata incondizionatamente il sogno. A questo punto da tutti si leva un applauso liberatorio lunghissimo dopo di che l'arrivo dei musicisti e di Ferrio fa piombare tutti nel silenzio ....ci siamo! Cominciano ad espandersi nell'aria le note del pianoforte, ma non riusciamo a capire di quale canzone si tratta solo Paolo piano piano sussurra mi sembra "Un 'anima tra le mani" e difatti vediamo entrare con una mise tutta nera pantaloni e golfino Lei che prende il microfono e canta proprio il successo di Marino Barreto Junior che Mina nel '58 come ora ha cantato solo per i pochi presenti quasi per gioco un gioco che va avanti da 50 anni ormai. Subito dopo ecco entrare in scena Gianni Ferrio a dirigere gli archi che duettano con il pianoforte di Rea con "Il cielo in una stanza". Poi la ritmica di colpo diventa swing ecco "Nessuno" con citazioni di "My baby just cares for me" e "Bum... ahì che colpo di luna" omaggio al grande Luttazzi ed a quel periodo dei '60 dove tutto era fresco e genuina espressione in musica in una languida atmosfera jazz "Le tue mani", "Se tu non fossi qui " del Maestro Rossi e "Se tornasse caso mai" in lingua inglese con il titolo "If he walked into my life".

 

A questo punto da un televisore al plasma, che dietro proietta giochi luminosi sincronizzati sulle frequenze della "voce", rivediamo il mitico duetto con Gaber sul Signor G quindi parte "Le strade di notte " omaggio all'amico Giorgio compagno di una tournée teatrale degli anni '70 e subito dopo le immagini dei Fab Four con "In my life".Arriva quindi la chitarra classica di Nicolò Fragile, Danilo Rea prende una fisarmonica e parte un medley latino composto da "Uno", "Preciso aprender a ser so" che Mina canto' in italiano con il titolo di "So" in "Dedicato a mio padre" e che ci riporta alle mitiche performance in "Sabato Sera" e "Canzonissima" segue "No" - (Andrea Lo Vecchio-A. Manzanero Canchè) - dal doppio album in vinile "Salomé" Vol. I (chitarra solista di Angel "Pato" Garcia) - ripreso in lingua spagnola e quindi l'immancabile Jobim con "Agua de Março" e per finire in un tripudio di archi con la splendida "Valsinha". Siamo tutti impietriti incollati alle sedie senza muovere un dito ne' tantomeno riuscire a staccarci gli occhi da quella treccia rossa illuminata dallo spot luminoso con il volto dalla pelle bianca lo sguardo e gli occhi luminosissimi dietro ai rayban fumé . Lei di tanto in tanto per nulla impaurita si avvicina tra di noi regalando un sorriso ed una carezza materna nelle guance di qualcuno come se avesse davanti dei bambini da cullare. Qualcuno non regge il brivido felino e sui visi gli occhi trattengono a stento le lacrime per la commozione. Quindi vediamo avvicinarsi al microfono Max mentre Mina dice "I miei gioielli", indicando il figlio e Ferrio e comincia una divertente e divertita versione di "Parole parole" con Max ,tra l'ilarità dei presenti, con una Mina che scoppia ancor più di noi in una delle sue fragorose risate specie quando ad un certo punto si unisce pure Platinette ad intonare il fatidico "Che cosa sei...." subito dopo viene portato sul palchetto un tipico seggiolone da piano bar Mina indossa un boa di struzzo simile a quello indossato a "Milleluci" si accende una sigaretta e parte con l'accompagnamento di Rea al pianoforte "Non gioco più" mentre Mina ogni tanto gira intorno a Ferrio colpito da boccate di fumo tra le risate generali . L'atmosfera elettrica che ha tenuto tutti in stato di shock dall'inizio fino a quel momento si e' fatta più rilassata e ci sembra di star in una riunione fra amici di vecchia data che si ritrovano in una occasione speciale.Dopo il divertissement ecco gli archi che sottolineano il pathos del trittico dedicato a Serrat con i capisaldi della sua produzione ovvero "Bugiardo e incosciente", "Ballata d'autunno" e "Ahì mi amor" in un medley mozzafiato dove ogni singola nota emessa e' un colpo al cuore.cSullo schermo scorrono le foto di Lucio Battisti "quel gran genio del suo amico" quindi Mina rivolgendosi a lui dice "Arrivi tu la mente torna il cuore mio quasi si ferma..." . Dopo questa fuggevole citazione dalla mitica "La mente torna", partono le note della struggente "Vento nel vento". Quindi la pelle d'oca continua con la voce e gli archi nella esecuzione di "Come hai fatto" di Modugno miscelata con una delle più belle canzono d'amore cantate da Mina nei '70 ovvero "Ormai". Max si unisce al gruppo e segue un lungo medley con le canzoni scritte per Lei dagli esordi in "Attila" con "Sensazioni", poi "Rose su rose", "Cosa manca", "Proprio come sei", "Tre volte si'" , "Resta li'" per finire con gli splendidi versi di Giorgio Calabrese con "Per una volta tanto". Nello schermo foto di Cocciante, Mina anche qui rivolgendosi idealmente al cantautore intona "Tu sei il mio amico carissimo" che introduce alcuni successi scritti per la Signora: "Questione di feeling" durante la quale viene richiesta la partecipazione del pubblico a far la parte "maschile" in duo, poi "Amore" e "Donna donna donna", su questo brano lo spot illumina Platinette che sale sul palco , provocando ancora una volta un'atmosfera di gioiosa complicità e goliardia tra gli spettatori , parte quindi la ripresa a due voci di "Ma chi e' quello lì" e "Profumi balocchi e maritozzi" di Zero che scatenano non poco il pubblico. Dopo esserci ricomposti segue un medley dedicato agli Audio2: "Neve". Successivamente, tutti letteralmente concentrati a non perderci neanche un millisecondo della splendida "Raso" e quindi "Acqua e sale". In video, campeggiano le foto di Bruno Lauzi e Mina come se parlasse a lui intona "piccolo uomo non mandarmi via io piccola donna morirei e' l'ultima occasione per vivere vedrai che non la prederò..." e quindi inizia la splendida "Certe cose si fanno". L'atmosfera e' carica di tensione perché comprendiamo di essere nella parte finale del "sogno" via via che in scaletta si susseguono canzoni più vicine negli anni .I l pathos vola più in alto che si può si alternano infatti prima un omaggio alla Nannini con "Sei nell'anima" poi il suo amato Prince con la bella e sensuale "Te amo corazon" e quindi alcuni hit recenti "Grande amore", "Volami nel cuore" e "Fragile" .

Le foto dei grandi del jazz e della musica Sinatra ,la Vaughan ,Billie Holiday ,la Fitzgerald, Dinah Washington ,Carmen McRae ,Nat king Cole,Ray Charles fanno da sfondo all'interpretazione di "Send in the clown" tra l'emozione generale che fa scoppiare letteralmente più di uno in lacrime perché intuiamo di essere alle ultime note. La canzone che segue infatti ideale finale per il congedo e' "Buonanotte, buonanotte" .Tra gli applausi e le lacrime Mina scompare quindi dietro le quinte lasciandoci smarriti, ovviamente speriamo in un ultimo abbraccio con il suo privilegiato pubblico di questo incontro mentre nel frattempo i musicisti abbandonano il palco facendo aumentare a dismisura il senso di vuoto in noi. Dopo cinque minuti di attesa sospesi in un limbo di immortalità durante il quale scorrono le immagini e le emozioni dell'evento ritorna Lei senza, i musicisti, riprende il microfono e canta la prima parte dell' "Ave Maria" e subito insieme "Over the rainbow" sconvolti' scoppiamo tutti in un fiume di lacrime sottolineato dal suo ciao e buonanotte mentre va via....Chiudo gli occhi per cercare di riprendermi li riapro e mi ritrovo attonito nella spiaggia di Balestrate con in cuffia le note di "Non può morire un'idea" dal live 78 ....mi ero addormentato era tutto un sogno. Le lacrime mi rigano il viso talmente ciò che avevo sognato mi appariva reale. Mi tuffo nell'acqua e ritorno al sole con in cuffia il live 78 sperando che il sogno riprenda ... Ciao Michele


P.S Chiedo scusa a tutti per l'appropriazione indebita delle varie identità nel racconto.

* * *

La "mistura brasileira"di Cristiano Malgioglio : "Marrakesh (Qualquer coisa)", "Sogno (Sonhos)", "Mi mandi rose (Deixa eu te amar)"


by Michele


Il cantautore siculo Cristiano Malgioglio, durante il suo periodo di grazia come autore per Mina , che gli ha permesso di guadagnarsi un posto nella storia della musica leggera italiana grazie a titoli come "L’importante e’finire " e "Ancora ,ancora ,ancora", ha curato la traduzione in italiano di tre canzoni tratte dal repertorio di altrettanti cantautori del mondo latino quali Caetano Veloso , Peninha e Agepe’ prima di interrompere definitivamente i rapporti di lavoro con l’entourage mazziniano. Le tre canzoni nella trasposizione italiana sono note come rispettivamente Marrakesh , Sogno e Mi mandi rose. Andando a scoprire o riscoprire in ordine cronologico questi tre titoli del repertorio della "cantora italiana" ci si rende conto con quale trasporto e passione Mina con il suo canto riesca a valorizzare questi temi musicali , in alcuni casi addirittura rielaborando la partitura musicale come in "Mi mandi rose" al punto da non trovare quasi riscontro nella versione originale.
C’e’ da notare come
Mina abbia sempre nutrito un grande amore per la musica brasiliana e ha contribuito a far conoscere in Italia tra gli altri Chico Buarque De Hollanda e Jobim grazie a "poeti " piu’ che parolieri quali Playboy alias Bruno Lauzi e il grande Giorgio Calabrese ritornato a collaborare , dopo la parentesi con Malgioglio negli anni ’80 , nelle versioni di "Ritratto in bianco e nero " e "Ma chi e’ cosa fa". Comune denominatore dei ripescaggi sudamericani e’ quasi sempre stato l’adattamento in italiano permettendo a Mina di far proprie le canzoni , ed in alcuni casi sono dei classici della sua discografia basti menzionare "La pioggia di marzo " o "La banda" tanto per citare qualche titolo. L’esplorazione del suo songbook brasiliano permette di valutare le differenze stilistiche nel corso degli anni del suo percorso artistico dagli istintivi e acerbi ‘60 ma gia’ maturi nella interpretazione ( Dindi, Chega de saudade ) all’approdo verso soggetti musicali piu’ ricercati e sofisticati con la fondazione della Pdu ( So, L’amore forse, Balla chi balla , Devo dirti addio) e via via negli anni a seguire sospesa tra tecnica e pathos.
Qualquer coisa e’ il titolo della versione originale di Marrakesh contenuta nel volume 2 di Italiana del 1982 ed inclusa nell’album omonimo del 1975 di Caetano Veloso. Il testo italiano e quello portoghese non sono discostanti a tal punto che il titolo nella nostra lingua e’ preso dai versi di Veloso. Uno dei piu’ grandi music maker italiani Celso Valli , presente in molti brani di Italiana oltre che realizzare un cameo vocale in Que sera’ , e’ anche l’ arrangiatore di Marrakesh. Nel disco del compositore brasiliano figurano musicisti quali Joe Donato al piano e Sergio Barroso al basso , e nonostante spesso e volentieri si tenda a vedere l’erba del vicino sempre piu’ verde, nella registrazione presso gli studi luganesi alla produzione e’ bene segnalare come sia sempre presente un team di grande levatura: la chitarra classica di Paolo Gianolio ( chitarrista preferito da molti artisti italiani nelle loro tournée come Baglioni e la Pravo oltre in studio) le tastiere di Aldo Banfi (nel suo curriculum collaborazioni oltre che nel mitico live ’78 a fianco di Mina in lavori in studio con Alice, Mia Martini, Fossati e De Andre’ tra gli altri ) e il sempre fedele alla console il mitico Nuccio Rinaldis riescono a rendere al meglio le atmosfere originali con una Mina che riesce nella sua interpretazione ad accentuare la sensualità evocata dal paroliere Malgioglio , un po’ il suo marchio di fabbrica. .Inutile sottolineare che la Nostra riesce ad assecondare il testo con i repentini cambi di tonalità in maniera magistrale e che fortunatamente per i verde-oro l’adattamento e’ in italiano perché la sua versione e’ di una spanna superiore a tutte le altre in lingua madre.

Certamente di gran fascino la versione originale.del cantautore di Bahia , da sempre innamorato dell’Italia e della sua musica come testimoniano i numerosi omaggi in portoghese, che scrive questa canzone dopo aver visto il film Sem Essa , Aranha (1970) del produttore e regista Rogério Sganzerla avverso come lui alla dittatura militare vigente nel suo paese in quel momento al punto di trasferirsi a Londra nel 1969 per poi ritornare in patria nel 1972 .Tra le altre cover da segnalare : il Trio Esperanca in A capela do Brasil del 1992 con la partecipazione vocale del suo autore , un trio di voci femminili con 50 anni di carriera , la cui formazione iniziale comprendeva tre giovanissime cantanti di 10 13 e 15 anni ! Ricordo in ordine sparso alcuni remakes che hanno il pregio di discostarsi dal modello originale e quindi la singer Jane Duboc in chiave jazz-samba in un album a suo nome nel 1993. Il gruppo Banda Cheiro De Amor in E’ demais meu rei del 1996 abbastanza fedele alla prima partitura . Gil Armadinho in versione strumentale in A voz do bandolim (2001) omaggio a Veloso e Gilberto Gil. La voce ricca di sfumature da brava interprete quale e’ di Marisa Monte nella traccia live contenuta nel dvd Mais pubblicato nel 2005. Arlnando Antunes in versione acustica nel suo show intitolato Qualquer publicato in cd - dvd Ao vivo no estudio nel 2007. Anche il suo primo interprete ovviamente la riprende e la riadatta nel dvd Muito Mais del 2002 ed in duetto con il suo amico Gilberto Gil nell’edizione 1994 di Umbria Jazz a Perugia contenuta in Eu vim da Bahia.(Ao vivo em Perugia). Per chi volesse ascoltarla o riscoprirla oltre che nel "canonico" doppio disco del 1982 la ritrova come traccia nella compilation Love box. (2007).

Sogno e’ una traccia contenuta nel doppio album Catene pubblicato nel 1984 - e che "traccia", indelebile nella produzione post ’78 , uno dei grandi classici che Mina ha consegnato al suo sterminato repertorio attraverso la sua voce , il suo carisma , il suo genio musicale ..Sicuramente Sogno tradotta da Sonhos e’ quella che arriva prima nel podio tra le tre proposte della trilogia brasiliana con il contributo di Cristiano Malgioglio per vari motivi : la motivazione piu’ elementare e condivisibile da sottolineare e’ la bellezza artistica del tema scritto dal cantautore brasiliano Peninha che riproposto da Mina in italiano spazza via in un sol colpo tutte le versioni da quella del suo autore a quella piu’ vicina nella chiave di lettura a quella realizzata dalla tigre ovvero quella di Caetano Veloso , acustica e malinconica , pubblicata nel suo album Cores Nomes nel 1982 che vendette qualcosa come 400.000 copie e da qui probabilmente sara’ giunta alle orecchie di Mina, grande ammiratrice delle produzioni di Veloso al punto da innamorarsene e farla "sua" .Visse una seconda giovinezza succesivamente in hit parade grazie anche alla promozione della canzone nella colonna sonora di una telenovela di successo Desejos de Mulher alla rete Tv Globo nel 2002 ed inclusa nel cd Novelas , sempre grazie a Veloso in veste di interprete .Il testo "pura poesia" esprime il senso della dimensione onirica tra sogno e realta’ di una donna ferita dal suo uomo nel sentimento e rispecchia i versi originali del suo autore Peninha che scrisse la canzone di getto nell’arco di una mattinata alla chitarra ispirandosi ad un episodio vissuto. L’arrangiamento , ricco di geniali soluzioni musicali e sontuoso nel suo tappeto sonoro, ha la firma di Massimiliano Pani . La splendida interpretazione di Mina e’ perfettamente bilanciata nell’inserimento graduale degli ottimi musicisti presenti nella registrazione da Walter Scebran alla batteria al basso di Moriconi , dal piano di Roberto Zanaboni agli archi del compianto Maestro Robbiani , alla grandissima prova alla chitarra di Paolo Gianolio nel suo assolo. Il primo ad assaporare il successo di Sonhos fu il suo autore il paulistano Peninha, il cui vero nome e’ Aroldo Alves Sobrinho , dapprima venne lanciata come singolo nelle radio nel 1972 ma sfondo’ definitivamente nel 1977 grazie alla colonna sonora della telenovela "Sem lenco, sem documento "trasmessa dalla Tv Globo ( fil rouge questo che accomuna Sogno a Mi mandi rose curiosamente) e quindi pubblicata nel suo terzo album solista . Il produttore Hugo Bellard ha preso spunto per il suo arrangiamento di Sonhos da This Masquerade di Leon Russell pero’ nel rifacimento di George Benson in quei mesi ai primi posti e da Eleanor Rigby dei Beatles Con questo brano ottenne un grande successo tanto da meritarsi 2 dischi di platino ed uno d’oro e in Argentina grazie ad una versione adattata in castellano scalo’ le classifiche e vi rimase per sei mesi.Questo motivo divenne celebre ovunque grazie alla veste strumentale delle orchestre di Paul Muriat e Ray Conniff secondo una moda discografica imperante nel periodo e ripreso da vari artisti di origine latina di ieri e di oggi ha consacrato definitivamente il suo status di evergreen . ‘‘Fico orgulhoso de ser autor de uma música que permanece na memória e na apreciação das pessoas há tanto tempo e que vem sendo gravada por tanta gente.‘É uma felicidade muito grande para um autor ver a música que compôs ser propagada aos quatro cantos do mundo por artistas tão importantes’’ in queste dichiarazioni di non difficile traduzione Peninha esprime la sua grande soddisfazione che la sua musica sia conosciuta ed interpretata nel mondo. La cantante Perla ( che ha nel suo repertorio la versione di Nuda con il titolo Hula, hula) la include nel suo disco del 1977 dove troviamo pure le sue versioni di altre canzoni italiane Libera (Livre) di Mia Martini e Abbracciati (Eu preciso abracarte) di Marcella La venezuelana Soledad Bravo in Mambembe nel 1983. L’ intensa versione live di Marisa Monte in Ao vivo del 1988. I cantanti nazional-popolari Elymar Santos in Elymar Popular del 1995 e Wando in Chacundum del 1997.Nel 2001 Peninha nel disco Coladinhos riprende in una nuova veste i suo hits compresa la sua Sonhos.Tra le nuove generazioni spiccano le versioni realizzate da Paulino Moska in Atravez do espelho in un live al Teatro Rival di Rio 1997 , Alejandro Sanz la esegue nei suoi spettacoli , e la cantante Laura Lopez Castro in Mi libro abierto del 2006 contenente anche Estate di Bruno Martino e Paula Toller nel cd/dvd Um Barzinho Um Violão - Novelas 70..A questo elenco possiamo anche aggiungere tra i vari interpreti Fafa de Belem, Tim Maia, Sandra de sà e Wando.

Mi mandi rose da Finalmente ho conosciuto il conte Dracula 1985 , e’ un tema ripreso dal "sambista" Agepe , nome artistico derivato dalla pronuncia fonetica del suo vero nome Antonio Gilson Porfirio , che lasciata la prima occupazione come tecnico per la compagnia telefonica decise di darsi alla canzone trovando il successo. Mori’ a soli 53 anni a causa di una cirrosi. Il suo piu’ grande successo fu Deixa eu te amar che vendette un milione e mezzo di copie grazie anche alla promozione in una telenovela "Vereda tropical" alla rete Tv Globo ed a questo hit incluso in Mistura brasileira (1984) sembra ricondursi Mi mandi rose completamente stravolto rispetto all’originale , operazione questa che si ripetera’ con Ma chi e’ cosa fa basata su Partido alto di Chico Buarque in Ti conosco mascherina del 1990 La canzone "made in Brazil" a distanza di anni risulta all’ascolto piuttosto trash e superata nei suoni mentre la cover mazziniana e’ godibile sia nel testo che nel vestito sonoro di Vince Roll alias Max Pani nonostante l’usura del tempo che passa . Dal "bruco" originale Massimiliano, allora ventenne , ha fatto uscire dalle sue mani d’artigiano della musica nella bottega di un genio una "farfalla" piena di colori che vola alta grazie alla voce materna che suggella il tutto in perfetta simbiosi grazie ovviamente anche al contributo di ottimi musicisti tra i quali emergono Roberto Zanaboni (a fianco di Mia Martini nei ’70 in studio e live, registrazioni con Fossati e Rino Gaetano) e Marco Rinalduzzi (artefice di produzioni con Giorgia, Alex Baroni, Cocciante, Bocelli)) che si alternano alle tastiere ed alla programmazione computerizzata del sintetizzatore.

La diva turca Aida Pekkan che spesso e volentieri pesca dal repertorio della "tigre" ha realizzato la sua versione dal titolo Kim olsa anlatir.incluso nel suo album Superstar IV del 1987 da notare che qui curiosamente nei crediti Malgioglio risulta co-autore con Agepe della musica questo potrebbe indurre a credere che possa essere opera sua la rielaborazione del motivo nell’inciso.

"Sogno" .

(Cristiano Malgioglio-Peninha)

Io non gli parlo più da quella sera stavo morendo morendo di spavento,
amore attento,
perché così
mi spacchi il cuore, ormai
tu sei la mia forza,
la mia vita il mio spasso,
tu che senza me ti senti un animale pazzo,
tu che ancora un pò ci stai dentro di me e poi scappi e vai via.
Quando il mio mondo era il tuo mondo e tutto il mondo una magia,
una carezza molto strana di conforto di sconforto di calma e d'allegria,
tu da tempo non mi fai,
ora non lo so se l'altra è adesso la tua vita
o una poesia realmente sporca nelle tue dita,
forse è l'ora di punirti,
me ne andrò da disperata
con un nodo in gola.
Ma questa volta no,
lo giuro che con te non torno,
so già di te che sei
con gli occhi di un altro addio,
la speranza è un no
che rimane qui,
basta così
non ho misteri no
sei la mia milionesima cosa,
sei il sogno mio ormai
che domani mi darà allegria,
certamente non sarà così.
Quando il mio mondo era il tuo mondo e tutto il mondo una magia,
una carezza molto strana di conforto di sconforto di calma e d'allegria,
tu da tempo non mi fai,
ora non lo so se l'altra è adesso la tua vita
o una poesia realmente sporca nelle tue dita,
forse è l'ora di punirti,
me ne andrò da disperata
con un nodo in gola.
Ma questa volta no,
lo giuro che con te non torno,
so già di te che sei
con gli occhi di un altro addio,
la speranza è un no
che rimane qui,
basta così
non ho misteri no
sei la mia milionesima cosa,
sei il sogno mio ormai
che domani mi darà allegria,
certamente non sarà così
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