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viviti

Leggo il tuo nome ovunque intorno a me .

by Michele Raffa

 di Balestrate (PA)

(I edizione 03 novembre 2008)

(ultimo aggiornamento 20/11/2008)

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Ancora ancora ancora. Il 30 settembre del 1978 andò in onda quella che e’ l’ultima apparizione televisiva della tigre dopo i trionfali concerti nel tendone della Bussola tra una debuttante Oxa con il suo show "Musica sotto la pelle" dopo l’affermazione sanremese e la Vanoni partecipante al Festivalbar con "Gli amori finiti" ed una classifica dominata dai Bee Gees con "Saturday night fever" ed una Patty Pravo con "Pensiero Stupendo" griffata Ivano Fossati che firma anche i due 45 giri delle sorelle Berte’ ovvero "Dedicato" per Loredana Berte’ e "Vola" per la voce di Mia Martini.. Ma in quella stagione estiva l’attenzione dei mass-media e’ tutta su di lei complici le immagini della sigla dello spettacolo musicale Mille e una luce trasmesso dal primo luglio il sabato sera sulle note di Ancora ancora ancora della coppia Malgioglio-Felisatti .Il video clip ancora oggi a distanza d’anni trasmette una carica di sensualità accentuata attraverso le movenze "feline" nella gestualità dell’animale da palcoscenico che si spoglierà del suo corpo per divenire solo voce d’angelo sceso sulla terra dopo il ritorno in pubblico .Anche questo successo e’ stato ripreso fuori dei confini italiani .In Spagna Monica Naranjo nella bella versione iberica con l’arrangiamento di Massimiliano Pani nel suo Minage, album di grande successo con più di 600.000 mila copie vendute. Prima ancora nell’album Y..sigo mi camino 1980 Raphael e la portoricana Yolandita Monge nei paesi sudamericani.Per il mercato francese Encore in De vous a moi (2001) dalla cantante Nicolle Croisille ,classe ’36, interprete anche di C’est comme un arc-en-ciel ovvero Racconto in La Mina del 1975. Ed infine la versione turca Oldur ama aldatma (2006) di Ajda Pekkan con un arrangiamento dal sapore arabeggiante. Nel primo dvd gli anni Rai 1972-1978 pubblicato dal gruppo editoriale L’espresso – La Repubblica in edicola e’ possibile visionare il filmato in bianco e nero mentre quello a colori e’ stato trasmesso in uno special su Rete Quattro a cura di Paolo Piccioli .

Balla chi balla (Bala com bala). ).La grande Elis Regina nel 1972 porta al successo questa composizione , pubblicata sia come lato B del singolo contenente sul lato A Agua de Marco (La pioggia di Marzo) che in un estended play "Elis"con quattro brani. Scritta da un nuovo cantautore Joao Bosco , 32 anni di carriera , violinista , amante del jazz e di contaminazioni musicali in genere, grazie al successo ottenuto con la celebre cantante riesce a far decollare la sua carriera artistica e la registra pure lui nel suo primo album del 1973 con l’etichetta RCA.Quindi Mina con i versi di Calabrese, quasi uno scioglilingua di difficile esecuzione visti i repentini cambi di tonalita’, in Mina con bigne’(1977).Tra gli altri interpreti Edu Lobo e in tempi piu’ recenti Rosa Passos che la esegue durante i suoi concerti in un momento dedicato ad Elis Regina.e la cantante Mariana Baltar nel suo progetto d’esordio " Una dama tambèm quer ser divertir (2006). Nel 1976 i due autori Joao Bosco e Aldir Blanc pubblicano "Nova istoria de musica popular brasileira" con ospiti coloro che hanno reso famose le loro canzoni ed ovviamente troviamo Elis Regina peccato che Mina la abbia incisa successivamente…


Citta’ vuota (It’s a lonely town) (Ciudad solitaria). Questa canzone può essere presa come esempio per riscontrare la massima potenzialità artistica grazie alla perfetta simbiosi tra musicalità ed interprete Si può tranquillamente affermare che se una cantante di nome Mina non avesse dato risalto con la sua voce questo brano sarebbe rimasto solo nel ricordo di qualche archivista musicale. Il suo primo interprete e’ un cantante americano Gene McDaniels che la incide nel 1963 ma passa piuttosto inosservata. Grazie al fatto che la coppia di autori Shuman -Pomus era spesso saccheggiata con rifacimenti italiani (e non ) che questa canzone e’ un evergreen nel vecchio continente Mina la porta in cima alla hit parade per ben due volte nel 1964 con l’arrangiamento del chitarrista Piero Gosio in forza alla nuova etichetta Rifi degli Ansoldi , e nel 1978 con una nuova veste musicale curata da Pino Presti che nonostante si rifaccia alla moda della disco- music del momento risulta ancor oggi fresca e assolutamente non datata e nella sua versione live del 78 rappresenta inoltre un ulteriore memoria della fisicità associata alla vocalità prima del definitivo abbandono delle scene. Da rilevare che solo la sua interpretazione e’ al di sopra sia dell’originale che di tutte le altre realizzate per il mercato latino dove e’ viva la memoria per "Ciudad solitaria", tradotta da Mapel , nella sua esecuzione rispetto anche alle incisioni di Luis Aguile o del cantautore argentino Alberto Cortez nel 1964.e nel tempo via via altri cantanti in spagnolo addirittura anche in Nicaragua Hernaldo Zuniga nel 1984. Tra le annotazioni necessarie bisogna ricordare che Citta’ vuota rappresenta anche il ritrovato successo nel suo primo 45 giri con la nuova etichetta Rifi dopo la rottura del contratto con la Italdisc e il ritorno in video nel gennaio 1964 alla trasmissione "La fiera dei sogni " di Mike Bongiorno dopo le polemiche sulla maternità al di fuori del matrimonio. In Francia sempre nel 1963 Michel Louvain ne realizza una versione con testo di Pierre Senecal che ottiene un grande successo Il "negro bianco" alias Fausto Leali la presenta nella trasmissione musicale Mina contro Battisti confluita poi in un doppio lp di grande successo.Tra gli altri portatori in musica del "made in Italy" nel mondo troviamo anche Rita Pavone che la pubblica in Rita per tutti (1975) e sempre tra gli italiani Fiorello nel 2004 nel suo album A modo mio.Il 16 febbraio 2008 nella trasmissione televisiva Scalo 76 si rende omaggio ai 50 anni della carriera di Mina e tra gli ospiti presenti gli Amor fou un gruppo di origini milanesi si producono in una particolare rilettura con sonorità elettroniche.. E’ proprio il caso di dire citando il testo italiano di Cassia : " Leggo il tuo nome ovunque intorno a me".


Devo dirti addio . Il "piccolo grande uomo" della canzone italiana Bruno Lauzi realizza il testo di questa composizione di Edu Lobo contenuta in Singolare del 1976 .Incisa quasi contemporaneamente da Elis Regina e dal suo autore nell’album in coppia con Maria Bethania nel 1966 varco’ immediatamente i confini del Brasile e grazie alla traduzione in inglese di Lani Hall , vocalist del gruppo Brasil ’66 e moglie di Herp Alpert il patron della A&M records , e’ uno standard jazz merito della voce di Sarah Vaughan che la registra per l’album Capocabana nel 1980 e di li’ altri nomi legati al jazz come Freddy Cole ,Ronald Douglas e Karrin Allyson. Altre versioni portoghesi da segnalare ;Jane Duboc in Sweet lady jane (2002) e Lella Pinheiro in Bencao bossa nova (1989) Tom Jobim in coppia con il suo autore in Tom Jobim e convidados (1985) e le cantanti Elizabeth Cardoso – Momento de amor (1968) e Maria Creuza – Sessao nostalgia (1974) per concludere con quella di Sergio Mendes ed i Brasil ’66 nell’album Look around (1968).Inutile rilevare , se ce ne fosse bisogno , che la "voce" di Mina fa la differenza con tutte le altre versioni grazie anche all’ottimo lavoro di cesello del Maestro Gianni Ferrio.


E tu chi sei (Apres la fete) – Questa canzone ha la sua genesi nel 1978 composta da Pallavici e Guarnieri per la commedia musicale Martina con il titolo originale Jesus e adattata in lingua francese ,sempre lo stesso anno, da Vasseur in Apres la fete con la coppia Joe Dassin e Marcella inserita in un lp dal titolo Little Italy (Martine) che raccoglie le canzoni della rappresentazione teatrale che mai fu realizzata per l’improvvisa scomparsa del cantante francese nel 1980 , il vinile risulta però pubblicato postumo nel 1982 .Quindi anche se il disco è stampato dopo la versione mazziniana in Salome’(1981) si può definire anche questa una cover importata dall’estero non essendoci traccia italiana corrispondente. Questa perla della discografia della Mazzini ha nel suo testo una forte valenza religiosa , evidentemente richiamandosi all’originale stesura , e raffigura un esplicito riferimento spirituale accentuato dal particolare uso della voce su toni soffiati ed eterei ad evocare al meglio la dimensione di preghiera onirica.magistralmete sottolineata dagli archi del Maestro Robbiani.


Figlio unico (Sorelle Lumiere 1992). "Il treno delle undici"inciso da Riccardo Del Turco nel 1966 e’ una canzone brasiliana Trem das onze di Jose’ Rubinato alias Adorinan Barbosa , fedelmente tradotta dal cantante in lingua italiana , vanta innumerevoli cover sempre da cantanti made in Brazil come Elza Soares,

Gente (People) (G.Calabrese-B.Merrill-J.Styne) . Mina negli anni ’60 ha spesso pescato alcune canzoni di successo tratte da celebri commedie musicali adattate in italiano.Cosi’ troviamo nella sua discografia "Lontanissimo" (Somewhere) da West side story , del grande compositore Leonard Bernstein su liriche di Stephen Sondheim , lo spettacolo piu’ amato da Mina come lei stessa dichiaro’ in una puntata di Gran varieta’ con Dorelli nell’edizione 77-78 oppure "Se tornasse caso mai" (If you walked into my life) da Mame (1966)
Anche Gente interpretata da
Mina in ben due occasioni a distanza di un anno e’ una trasposizione italiana con parole di Giorgio Calabrese di una rappresentazione teatrale a Broadway solo che a differenza delle altre e’ stata eseguita solamente come exploit televisivo invece di confluire in una normale veste discografica .Banco di prova di molti suoi colleghi italiani e non nella sua doppia esecuzione nella sesta puntata a Sabato sera (1967) e in un medley a Canzonissima ’68 , sempre curiosamente alla sesta puntata , offre lo spunto per dimostrare la duttilità interpretativa della Nostra che si produce in una versione languida e misurata in versione live in studio ed una più sanguigna e piena di pathos e temperamento rispetto alla Streisand che rifà sempre il verso a se stessa senza mutare di una virgola il registro interpretativo nel corso delle sue performance del suo hit nel corso degli anni.. Tratta dalla commedia musicale Funny Girl (1964) rievocazione della storia tra Funny Brice ed un avventuriero valse l’oscar alla cantante attrice americana a fianco di Omar Sharif nella versione cinematografica..Grande classico della diva statunitense sempre presente nella memoria collettiva attraverso l’interpretazione del gotha della musica internazionale : Aretha Franklin, Dionne Warwick, Shirley Bassey, Nat King Cole, Ester Phillips, Marvin Gaye, Ella Ftzgerald, The Supremes, Caterina Valente, Perry Como, Matt Monro, Sammy Davis Jr.,Tony Bennett.. In Italia Ornella Vanoni in un 45 giri ed in lp a suo nome nel 1966. Jula De Palma in Julia al Sistina (1970) ed in Julia presenta (1974) e Johnny Dorelli in inglese, in una rilettura molto intensa e raffinata , in Le canzoni che piacciono a lei (1973) disco inciso all’epoca del sodalizio artitico e non con Catherine Spaak come suggerisce il titolo, in tutti questi tre lavori precedentemente citati troviamo il Maestro Gianni Ferrio a curare gli arrangiamenti ..Adriano Celentano nell’album Soli (1979) e…Mina che possiamo ascoltare nei volumi Signori …Mina ! (Raro Records 1993) e visionare nei dvd gli anni Rai in tutte e due le esibizioni televisive .


Heisser sand (Si lo so) 1962. Questo allegro motivetto opera d’autori tedeschi ha letteralmente spopolato in Germania ( 8 settimane al primo posto dalla fine di aprile alla prima decade di giugno ed una permanenza complessiva di 31 settimane) e paesi limitrofi nel corso del 1962 raggiungendo anche il primo posto nella classifica olandese nel mese di Agosto L’enorme successo ha determinato per questo singolo il primato assoluto come 45 giri piu’ venduto nella discografia di Mina con un milione e trecentomila copie vendute.. Sicuramente la popolarità del brano vivo ancor oggi e’ dovuto non solo all’impatto della sua musica popolare ma al testo innovativo per quei tempi a forte tinte noir. "So che Tino e solo nel mondo e scherza con i ragazzi" basta questa frase tradotta dal testo originale per comprendere il coraggio di Mina di cantare dei versi assolutamente lontani dalla moralita’ corrente del periodo soprattutto in Italia. Infatti si parla della storia di Tino un emigrato di colore che uccide un ragazzo "reo" di dare il suo amore solo alla sua fidanzata . Scoperto il cadavere, l’amante deluso fugge in Africa, mentre la donna diventa una "lucciola" Inutile dire che il testo italiano e’ molto piu’ "soft" e sembra piu’ una riflessione della donna , quasi una ideale continuazione del corrispettivo tedesco , tralasciando per ovvi motivi ogni riferimento alla storia degna di un film di Almodovar. Questo titolo del canzoniere mazziniano e’ l’unico esempio di cover straniera italianizzata dalla stessa Mina interprete dell’originale infatti la versione italiana "Si lo so" viene pubblicata come lato b del 45 giri Il disco rotto nell’ottobre ‘62. Succesivamente inclusa nel 33 giri Stessa spiaggia stesso mare nel 1963 . Notre Etoile e’ la versione francese mentre Un desierto e’ quella iberica .Anche questa canzone - sembra incredibile - ma ha avuto una risonanza tale da ritrovarla nel repertorio di cantanti dai ’60 ad oggi : da Connie Francis ad esponenti della musica "made in Germany" come Lolita e Mary Roos e via via negli anni con Kristina Bach (1984) e vari gruppi come Bergfolk (2000) Infamis (2005) e Libero 5 (2007) .


Io tra di voi ( Et moi dans mon coin) ( And I in my chair). Questa canzone rappresenta per Mina uno dei pochi titoli italiani tradotti da successi d’oltralpe .Una delle piu’ famose e belle canzoni di Charles Aznavour definito il "Sinatra francese " il cui traduttore da noi e’ da sempre stato per la maggior parte della sua produzione Giorgio Calabrese ed anche per questa troviamo nei crediti del disco "Quando tu mi spiavi in cima ad un batticuore" la sua firma salvo scoprire da una sua personale rivelazione che in realtà la penna e’ di Sergio Bardotti al quale venne affidato agli inizi della sua attività come "paroliere" il compito dell’adattamento nella nostra lingua durante un viaggio di lavoro a Parigi intercorso tra i due per conto dell’etichetta Rca . Augusto Martelli con la sua orchestrazione rende ancor piu’ drammatica e carica l’interpretazione dolente e cinematografica. Da notare che nel titolo e’ stata abolita la congiunzione per rendere meglio il senso di un triangolo amoroso piuttosto che una donna sconfitta nei sentimenti che si rende conto di essere presa in giro dal suo uomo La versione originale e’ contenuta nell’album De tavoir aimèe (1966) e successivamente il cantautore francese la incide sia in italiano in un singolo pubblicato nel 1970 e confluito nel Lp "…E fu subito Aznavour" , grande successo di vendite in quello stesso anno, che in lingua inglese And I in my chair (David Newburge-C.Aznavour) sia in studio in una raccolta di successi realizzata per il mercato anglosassone che in un cd-dvd live Au Carnegie hall (1995),.Curiosamente a parte la cantante tedesca List Liesbeth che incide un disco in omaggio ad Aznavour in inglese nel 1976 e la "grande" Liza Minnelli Live at the Winter garden (1974) tutte le altre interpretazioni note sono opera di cantanti italiani Iva Zanicchi "Caro Aznavour" (1971), Johnny Dorelli "Le canzoni che piacciono a lei" (1973), Franco Battiato "Fleurs"(1999) e Roberto Ferri "Vivo d’arte "(2006) in un live cantato per la maggior parte in francese contenente anche La romance de Marinelle (La canzone di Marinella) . Peccato che Mina sembri poco entusiasta di cantare in francese e che quindi non ha realizzato sia questa che altre canzoni per quel mercato anche se oggi piu’ di ieri grazie alla globalizzazione anche in campo musicale ed ai video su You tube e’ piu’ conosciuta all’estero anche nella sua lingua madre piuttosto che in cover realizzate allo scopo , evidentemente non c’e’ idioma che tenga che possa non far arrivare l’emozione della sua voce…


La voce del silenzio (Silent voices) (Monath-Mogol-Limiti-Isola) Un "must" indiscusso della carriera artistica di Mina capace di trasformare ogni motivo in "evergreen".La stessa cosa succede con questo ennesimo brano, portato a Sanremo ’68 dalla coppia Dionne Warwick e Tony Del Monaco , che ottiene un così grande successo nella sua interpretazione da essere ormai considerata una canzone del repertorio di Mina più che una cover."Per scrivere una canzone si attinge sempre a se stessi : certe cose si devono provare " questa dichiarazione di Paolo Limiti , che qui inizia la sua carriera come paroliere per Mina , racchiude la magia di questo capolavoro di musicalità e poesia composto dopo la perdita del padre attraverso il ricordo della madre. Inclusa nel live alla Bussola del ’68 con orchestrazione di Martelli e poi confluita anche nel disco Canzonissima ’68.Esistono inoltre svariate esecuzioni live tutte memorabili anche perché hanno il privilegio dell’associazione fisica alla sua voce in video. Quindi anche se superfluo bisogna menzionare la splendida performance a Canzonissima ’68 con direzione musicale del Maestro Canfora immortalata nel terzo volume dei dvd gli anni Rai e quella in medley a Teatro 10 accompagnata dall’orchestra diretta da Gianni Ferrio ed inoltre anche se solo in audio quella eseguita allo spettacolo Cabaret alla RTSI ancora inedita .In Italia tra gli altri : Irene Fargo nell’album Vai da lei (1999) , Orietta Berti in Emozioni d’autore (2003), Franco Simone , uno dei cantanti italiani piu’ amati in paesi latini come Cile , Argentina, Ecuador, Peru’ dove diffonde da tempo la musica di casa nostra riscuotendo un grandissimo successo come per il cd – dvd Dizionario rosso dei sentimenti (2002), con una versione piano voce della canzone che per lui rappresenta "le tracce del passato", Gilda Giuliani (1996) , la Vanoni in Ornella &…(1986), Massimo Ranieri , probabilmente in omaggio al primo interprete Tony Del Monaco divenuto in seguito suo impresario e discografico, in due occasioni Mina contro Battisti e in coppia con Jenny B in Canto anche se non so nuotare…da 40 anni (2006) Renato Zero in una versione live ancora inedita che gira da tempo tra i "sorcini" e come non ricordare anche la versione live di Mia Martini a Papaveri e papere (1995) e quella del compianto Alex Baroni.sempre in tv. Andrea Bocelli uno dei nuovi ambasciatori della musica "made in Italy" nel mondo che con le sue due nuove versioni da solo in Vivere (2007) ed in coppia con Elisa nel Dvd-cd Live in Tuscany ha ridato nuova linfa e popolarità al motivo. Anche questo ormai classico della musica italiana e’ molto noto fuori dai nostri confini grazie in primis alla versione italiana ed in lingua inglese "Silent voices" di Dionne Warwick che in occasione della sua partecipazione a Sanremo studiò per migliorare la pronuncia. Tra gli altri interpreti : il gruppo femminile The Supremes che si produce in una bella versione di "Silent voices"nella formazione seguente all’abbandono di Diana Ross in un album pubblicato nel 1972 con la produzione di Jimmy Webb , l’attrice cantante australianaToni Lamond in un extended play "A touch of Toni" (1968) ed il cantante americano Rouvaun (1932-1075) con una impostazione vocale classica nell’album "Walk into my life" (1968) . E’ stata pure tradotta per il mercato latino con il titolo "A voz do silencio" (1968) da Agnaldo Timoteo con testo di Nazareno de Brito.In Finlandia due cantanti Iris Keinanen nel 1972 e Paula Koivunemi nel 1984 la riprendono tradotta in Hiljaisuuden aani con il testo di Niilo Pellervo e Puhtila Sauvo . Certo che per essere una canzone arrivata all’ultimo posto a Sanremo ’68 ne ha fatta di "strada"…


Ma chi e’ cosa fa ( Partido alto) Chico Buarque De Hollanda e’ uno dei musicisti brasiliani più"gettonati" da Mina nella sua discografia presente sia in traduzioni italiane che in portoghese da "La banda" a "Valsinha" .Il paroliere di fiducia anche qui come per la maggior parte del songbook brasiliano e’ Giorgio Calabrese che trasforma le invettive contro la dittatura militare del testo originale in un ritratto spiritoso della donna artista "Anna Maria" E per dimostrare l’allegra giocosità che unisce Mina al grande paroliere , ecco una sua dichiarazione nel ricordo del loro rapporto di amicizia che dura da mezzo secolo : " Lei cantava, io scrivevo ma soprattutto sono stati giorni felici perché abbiamo riso molto. Di non importa che . Riso di cuore. Con un’allegria direi quasi infantile .Mina aveva conservato la bambina dentro di sé .E’ spero la conservi ancora…" (dal magazine Piu’ allegato de La provincia di Cremona 27 settembre 2008).
Inclusa nella colonna sonora del film "Quando o carnaval chegar" (1972) nell’esecuzione del gruppo MPB4 con l’idea musicale precisa nella stesura di contrapporre le percussioni tipiche di questo particolare samba chiamato appunto "Partido" ad un testo ironico che ha avuto problemi di censura con il regime vigente.e’ un classico della "cancion popular brasileira". Nella nuova veste prodotta da Massimiliano Pani in Ti conosco mascherina (1990) e’tale la reinvenzione ritmica da risultare quasi irriconoscibile rispetto al tema del compositore portoghese. Il lavoro svolto da Pani ha migliorato la composizione sublimata dalla voce della Mazzini e con le splendide percussioni del colombiano Candelo Cabezas scomparso prematuramente nel 1997 dopo aver suonato al fianco dei Litfiba ..Una prima versione in italiano con testo curato da Calabrese che si rifà più da vicino alle liriche originali e’ cantato da Suan con il titolo Canto di ringraziamento (1974) .Il cantautore brasiliano la canta in due live in coppia con Caetano Veloso Juntos ao vivo (1972) e da solo in Ao vivo en Paris (1989) , poi ovviamente altri interpreti del mondo "carioca" : Ney Matogrosso in un progetto discografico dedicato a Chico titolato "Um brasileiro"(1996) dove troviamo in scaletta anche A banda e Valsinha , Evandro Mesquita in un Songbook dedicato a Chico Buarque (1999) Cassia Eller nel cd Com voce…meu mondo ficaria completo (2000) e in Acustico mtv (2001) Maria Joao in Joao (2007) ed inoltre le voci di Monica Salmaso e Maria Bethania. .Pierre Vassiliu in francese con il titolo Qui c’est celui-la in un singolo e successivo lp nel 1974 dallo stesso titolo.


No . Il pianista Armando Manzanero Canche di origini messicane , compositore di ben 400 canzoni di cui 50 hit internazionali, e’ certamente uno dei cantautori latini piu’ amati da Mina ne è prova i punti in comune tra le due discografie : dalla doppia versione di It’s impossible /Somos novios a Adoro da Encadenados a No l’unica tradotta in italiano da Andrea Lo Vecchio , nel volume 1 del doppio Salome’ (1981) con arrangiamento di Victor Bach , in una versione che non fa di certo rimpiangere l’originale anzi e’ sicuramente superiore ,.anche se tutti i fan vorrebbero ascoltare la versione di Mina in spagnolo realizzata ma mai pubblicata come riportano le note nel sito ufficiale. Il maestro del bolero e della canzone romantica ha registrato nel corso degli anni svariate versioni da solo e in duetto con partner femminili come Mala , Lolita ed Edith Marquez che ne realizza anche una incisione solista.Il primo interprete maschile e’ Lucho Gatica nel 1957 che canto’ la canzone di Manzanero complice anche il fatto di suonare il piano nel suo gruppo quindi tra i cantanti "tradizionali" Alejandro Fernandez e Carlos Lico .
In una intervista concessa all’agenzia Efe nell’ottobre 2008 durante la celebrazione della fondazione di Merida in Venezuela , omonima della sua citta’ natale nello Yucatan , ha dichiarato che il segreto del suo successo sta nel dormire poco e lavorare molto al punto di non andare mai in vacanza.. E se questo e’ il risultato anzi il segreto della sua longevità artistica ben venga.

‘O sole mio( It’s now or never) Il super classico della canzone partenopea e’ la piu’ nota cartolina musicale nel mondo associata al Bel paese . Ed ovviamente alle miriadi di cover dei piu’ svariati interpreti in tutte le salse non poteva mancare quella di Mina ovvero la "voce" italiana che canta "l’Italia" nel mondo piu’ che identificata nelle note di "O sole mio"(Capurro-E.di.Capua) che figurava tra le canzoni piu’ amate in un sondaggio della Domenica del corriere e contenuta nel disco "Le piu’ belle canzoni italiane cantate da Mina"(1968) molto classica e rispettosa dell’originale nella direzione musicale di Martelli e poi ripresa in una versione jazzata e crepuscolare per il secondo capitolo dedicato a Napoli ovvero Napoli secondo estratto (2003) ove la voce di Mina rappresenta il sole che dirada le nubi con il suo calore. accompagnata qui dai suoi fidi musicisti e il Maestro Ferrio. Ricordiamo le versioni che offrono motivi d’interesse perche’ legati in qualche modo a Mina o perche’ veramente alternative e particolari : in primis non si possono non citare due miti per eccellenza cari alla "tigre" ovvero Elvis Presley che con la sua versione inglese raggiunse i vertici delle classifiche e quella in napoletano di Frank Sinatra in una registrazione live al radio show nel programma Light up Time (1940) ..Poi lo smisurato elenco di voci liriche da Enrico Caruso a Mario Lanza ,da Pavarotti a Andrea Bocelli. Dalle voci pop di Paul McCartney e del gruppo Wet wet wet , alle voci rock di Bruce Springsteen e Bryan Adams a quella di Dalida e della "romana" Gabriella Ferri per arrivare ovviamente ai napoletani come Roberto Murolo, Lina Sastri, Massimo Ranieri, Pino Daniele ed a Renzo Arbore con la sua Orchestra italiana. M’Barka Ben Taleb ,vocalist di origine tunisina nella band del percussionista Toni Esposito dagli inizi degli anni ’90 , ha inciso una particolare versione araba nel suo Cd "Altocalore "(2005) .


Piu’ di cosi’ (Porque te amo) ( Pedro Arroyo-A.Salerno-G.P.Felisatti) La splendida canzone, inizialmente scartata da lavori precedenti , contenuta nel volume 2 degli inediti di Catene e’ riuscita a diventare da "brutto anatroccolo" a "cigno" della produzione mazziniana .e non solo e’ una grande canzone d’amore amata in Italia ma e’ un grande classico nei paesi latini in versione salsa e bachata grazie a cantanti come il portoricano Nino Segarra (Con la musica por dentro-1990) ed in Spagna con il gruppo Azucar Moreno "Tu quieres mas" (Mambo-1991) in versione mambo. Da notare che nei crediti delle versioni estere appare autore di musica e parole un altro esponente della salsa romantica Pedro Arroyo un cantante sempre portoricano che ha pure inciso il motivo… "misteri" editoriali. Comunque sia hanno mai ascoltato Mina cantare questa canzone…


Questione di feeling Uno dei duetti più famosi realizzato da Mina con Cocciante , tribolato nella sua riuscita come raccontano gli aneddoti al punto che rischiava di saltare perché i due non riuscivano a trovare la tonalità adatta , conta due cover realizzate dal "cantautore di Saigon" nella stampa estera de "Il mare dei papaveri" con due vocalist straniere per il mercato francese in L’homme qui vole (1986) con Fabienne Thibeault e per il mercato latino Cuestion de feeling (1986) in un album omonimo con la venezuelana Melissa , che si dice abbia inciso il brano con una temperatura corporea di 40 gradi vittima di una febbre nel momento della registrazione. Nel 1992 nella trasmissione televisiva Alta classe Riccardo Cocciante ha proposto il duo con la voce di Tania Libertad sicuramente piu’ all’altezza della sua collega sudamericana Sembra vi fosse l’intenzione di realizzare una versione inglese con Patti Austin ed una portoghese con Gal Costa ma non vi e’ traccia nella discografia ufficiale magari saranno state registrate ma chiuse in qualche cassetto.. Poi l’anno scorso Mina ha deciso di riprenderla per il suo album spagnolo Todavia con un ottimo arrangiamento in coppia con Tiziano Ferro sostituendo così l’interprete originale come fece a suo tempo il suo autore con le sue dimenticabili duettanti. A proposito segnalo anche la dimenticabilissima versione salsa intitolata Con gran sentimento ad opera di un cantante El Rubio Loco , l’ italianissimo Giancarlo Pioli con il gruppo Croma latina realizzata nel 2005 che ha l’unico merito di far conoscere la musica italiana a quelle latitudini. Meglio sarebbe per tutti noi ascoltare il demo realizzato piano e voce da Mina e Cocciante che a detta del suo compositore ha una magia ed una intensità superiore alla definitiva registrazione….


Renato (1962) "Il ragazzo così carino così educato" versi scanzonati di Testa che potrebbero alludere velatamente al possibile tema della diversità in anni più che bigotti era in origine…"una ragazza" infatti la versione originale Renata eseguita dal cantautore argentino Alberto Cortez e’ pubblicata in un 45 giri della italdisc Ac-108 con sul lato b La escalera ed in un extended play nel 1963 inoltre la versione del cantante Bert Convay e quella francese, contenuta in "Notre étoile", da Mina in un singolo. Tra le rarità discografiche c’e’ un lp pubblicato dalla Polydor in Spagna dal titolo "Fiesta Juvenil"(1964) dove sono incluse tre registrazioni dal vivo di Mina con l’orchestra di Max Greger presente anche Renato in italiano con Ja die liebe lebe hoch ( che altro non e’ che la versione tedesca del tradizionale "When the saints go marching in" reso immortale da Louis Armstrong ) e The man I love. Grazie a questa canzone possiamo anche vedere una Mina a "colori" nel film "Appuntamento in riviera" (1962). Nel 2003 per la citta’ di San Paolo in Brasile Mauro Bigonzetti ha realizzato una coreografia denominata "Zona Mina-da" su canzoni di Mina , ripercorrendo 40 anni di carriera da Tintarella di luna a Notturno delle tre, presente anche "Renato" in scaletta , ecco le sue parole per descrivere Mina : " 40 anni attraverso le canzoni di Mina . A partire dagli anni ’60 ai nostri giorni nell’interpretazione di una gran cantante, la cui voce da vita ai nostri sogni, cuori, speranze, amori Descrive e rappresenta differenti gusti, mode, mutamenti sociali degli ultimi 40 anni della nostra storia.Un ponte emozionale attraverso i nostri stili di vita nel tempo, dandoci infinite memorie ed emozioni che solamente una meravigliosa artista può offrire ." Sono passati altri anni di carriera e questa dichiarazione e’ valida ieri come oggi …

Sensazioni - (Alfano-M.Pani) e Senzafiato - (F.Senes-A.Genovese-O.Miccike)… ovvero note "turche" .
La Turchia , ponte ideale tra Oriente ed Occidente, dimostra un grande interesse verso Mina che nella sua sterminata discografia vanta anche tre incisioni curate nei versi da Sezen Cumhur Onal in quella lingua Don bana (Un anno d’amore) Neden (Soli) e Mevsim bahar (Io sono quel che sono).
Molti cantanti in auge in quel paese traducono e cantano molte sue canzoni . Una delle più acclamate dive Ajda Pekkan , soprannominata "superstar "dal 1977 , deve il suo successo agli esordi della sua carriera nel 1963 all’incisione della versione turca de "Il cielo in una stanza" ed in seguito nel suo repertorio tra le altre : Parole, parole (Palavra palavra)(F.Senes-G.Ferrio1973) E penso a te (Seninleyim) (F.Senes –Basttisti 1973) Giorni (Ya sonra)(F.Senes- S.Shapiro1978) Mi mandi rose (Kim olsa anlatir)(Ulku Aker-C.Malgioglio 1987) Ancora ancora ancora (Aldatma) (Sezen Aksu-G.Felisatti 2006) ) per arrivare al canzoniere di Anselmo Genovese con canzoni come Il cigno dell’amore (Dusunme hic) (F.Senes-A.Genovese) e Senza fiato (Son yolcu) (F.Senes-A.Genovese) , ambedue in Superstar’83, questa ultima talmente famosa che e’ stata poi ripresa anche da altri esponenti della musica turca come Ege , la cantante e attrice Gulben Ergen, Isin Karaca .
Anche la cantante Nilufer Yumlu , nativa di Istanbul , ambasciatrice turca per l’Unicef dal 1997, nell’album Nilufer ’80 riprende due canzoni di Mina da Attila del 1979 e precisamente sono la bella Sensazioni , una delle due prime canzoni con cui debutta il figlio allora sedicenne come autore per la celeberrima Madre . Tradotta in turco Kaybettigim dunya e la traccia seguente Sus Konusma ovvero Che novità (Rizzini-Danidy) e poi non poteva mancare all’appello Hayir Hayir Hayir (Grande grande grande) in Nilufer ‘74 e anche .Bastan Anlat (La scala buia) in Selam Soyle 1976 .
Altre riprese : Gun Yuksel in Agla ki (A chi), Askimiz Bitti in Don Bana (Un anno d’amore), Tanju Okan canta Kucuk Fatos’um (E’ l’uomo per me) e Sokak Adami (Citta’ vuota), Levent Yuksel in Ya sonra (Giorni), Zeliha Sunal in Dusumne hic (Il cigno dell’amore) in Lafta Kalmasin (2006).
Ferzan Ozpetek , il regista turco di pellicole come "le fate ignoranti" e "Saturno contro", e’ uno dei suoi piu’ irriducibili fan e vorrebbe sempre la sua voce come colonna sonora dei suoi film. Ecco cosa dichiara nelle note della sua compilation The Ozpetek files (2001) contenente Un anno d’amore in turco pubblicata nel 1965 : "La maggior parte dei brani raccolti in questo disco stavano in un modo o in un altro per far parte di uno dei miei film, ma poi sono rimasti solo nella colonna sonora della mia fantasia ..Sono dei fantasmi, dei ricordi, delle emozioni che sono diventate soundtrack ma che ancora abitano il mio film interiore". Come non essere d’accordo sul fare nostre queste parole per esprimere cosa rappresentano le canzoni di Mina nella nostra vita.


Tu sarai la mia voce (Put the weight on my shoulders). Gino Vannelli cantante canadese di origine italiana dalla voce potentissima e pastosa ha in Vittorio De Scalzi e Nico Di Palo dei grandissimi estimatori della sua musica come dimostra la loro presenza al concerto tenuto a Napoli nel 2007.E quindi sicuramente sarà stato anche merito loro se Mina nel 1981 ha curato la trasposizione italiana in Salomè (1981) di questo hit del cantautore inciso lo stesso anno in Nightwalker. Infatti per quel disco Mina si affida in parte al team di lavoro composto da Beppe Cantarelli ed appunto i New Trolls di cui i suddetti fanno parte. Questo motivo apre al meglio il doppio autunnale con una magistrale interpretazione che eguaglia se non supera anche qui come in altre prestazioni vocali l’originale con un arrangiamento di Cantarelli che non si discosta dalla traccia "vanelliana", Oltre Mina la interpreta la diva spagnola il soprano Monserrat Caballe’ in coppia con il suo autore nell’album Friends for life (1997) ed il gruppo storico gospel. The Imperials in Stir it up (1992) .Per finire una misconosciuta Lunna in spagnolo con il titolo Sere tuya esta noche (1989) tratta dall’album omonimo. Gino Vanelli ultimamente si divide tra gli "States"e l’Olanda dove risiede spesso e visto che canta anche molto bene nella nostra lingua può sicuramente intonare ascoltando la "voce" di Mina in questo che e’uno dei suoi capolavori :"Tu sarai la mia voce…"

Una ragazza in due (Down came the rain) - ( L.Chiosso –Conrad- Murray) - E’ una canzone lanciata originariamente per il mercato anglosassone dal cantautore Mister Mitch Murray nel 1965 e come vuole la "moda" discografica del momento i successi inglesi sono riadattati in lingua italiana e anche questa non sfugge alla regola e così I giganti la incidono con un testo di Leo Chiosso con il titolo "Una ragazza in due". Il successo arriva nel 1966 nonostante la censura della Rai bigotta sui temi come l’adulterio e riesce a scalare la top ten dove arriva in quinta posizione . Mina, con l’ottimo arrangiamento curato da Pino Presti , la riprende per Mina con bigne’ nel 1977. E da rilevare che il testo appare piuttosto ambiguo nella sua interpretazione, poiché i versi originali furono elaborati per una "figura "maschile". Henri Salvador ne realizza una versione francese nel 1966 Pan , V’la pluie! Pubblicata in un un extended play con altri tre brani e disponibile in digitale in una raccolta della Emi "Loufoque" stampato nel 1999. Rimanendo nei nostri confini ricordiamo la versione della "sciura"Ornella Vanoni per l’album "Un panino, una birra e poi…" (2001) dove rende omaggio i gruppi italiani dei ’60 ’70 con le loro canzoni più famose ed in tempi più recenti l’ultima formazione dello storico gruppo dei Matia Bazar con la nuova vocalist Roberta Faccani in "One two three four.(2007) Renzo Arbore la riprese ai tempi dei fasti televisivi nella trasmissione di gran successo "Quelli della notte"e quindi incisa in "Il meglio di Quelli della notte"(!985) e sempre in tema di apparizioni televisive il duetto tra Fiorello e Gianni Morandi .

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Volami nel cuore ( A.Testa-M.Ortiz-E.Mologni-W.Malgoni)

Grande successo della Mina ’90 rimasta in un cassetto per dieci anni prima di arrivare alle nostre orecchie e al cuore in Cremona (1996).Tra gli autori Walter Malgoni che aggiunse la sua "paternita’" al brano aggiustando la partitura musicale di Enrico Mologni e affidati i versi ad Alberto Testa Mina la incide ai tempi di "Si buana", ma rimane fuori in panchina per motivi editoriali . Nel 1996 poi Testa riceve una telefonata da Michele Di Lernia ( collaboratore da tempo del team mazziniano) che gli comunica la lieta novella che Mina decide di ricantare e fare di questo motivo il singolo del nuovo lavoro a patto che cambi nel testo "ruggine di vento". Quindi il paroliere non riuscendo a cambiare l’espressione "incriminata" telefona a Di Lernia per cercare di parlare con Mina e convincerla a lasciare il testo originale però riceve come risposta la notizia dell’avvenuta incisone del brano senza cambiamenti e da li’ divenne un classico molto amato dalle nuove generazioni e aspiranti cantanti che la ripropongono spesso nei vari format musicali . Il musicista Malgoni , scomparso nel 2008, e’ un nome di grande levatura nel panorama della nostra musica attraverso brani "storici "come "Guarda che luna"(1959) portata al successo da Fred Buscaglione o la "peccaminosa "Tua"(1959) cantata in coppia a Sanremo da Jula De Palma e Tonina Torrielli e ripresa subito da Mina inaugurando cosi’ il suo filone discografico di canzoni riprese dal festival della "citta’ dei fiori ", e poi "Tre settimane da raccontare"(1973) di Fred Buongusto che ospite durante una puntata della trasmissione Gelato al limone (1995-96), presentato da un giovane Massimiliano Pani, ringrazia Mina di non aver voluto incidere il pezzo diventato ormai un suo "marchio" di fabbrica.. Tra le altre canzoni incise da Mina della coppia Testa-Malgoni c’e’ Fa qualcosa in "Frutta e verdura"(1974) dove curiosamente i ruoli sono per così dire "invertiti " infatti l’idea musicale e’ frutto di improvvisazioni al pianoforte del paroliere su liriche del musicista .Nonostante "Volami nel cuore" sia uno di quegli abiti musicali talmente cuciti addosso ad una interprete quale e’ Mina da risultare improponibile a nuove versioni ci ha provato la cantante cubana Alina Izquierdo a riprenderla con un testo diverso e a renderla famosa in Messico e paesi dell’area circostante con il titolo "Quedate conmigo" edita nel cd "Sabor cubano" (2005).Poi Mina decide di rifarla a sua volta in spagnolo per "Todavia" (2007) offrendo la sua "definitiva" versione latina. "Vuela por mi vida" con testo di Mila Ortiz paroliera "spagnola" anche per Eros Ramazzotti .
AlbertoTesta ritiene che la "Volami nel cuore" 1996 sia probabilmente la versione di dieci anni prima e a tal proposito dichiara : "…la canzone mi sembra che sia e sarà sempre valida e – se devo giudicare Mina – lei e’ sempre lei …comunque …nel ‘66…nel ‘76…nell’86…nel ‘96…nel 2006…nel 2016…nel 2026…nel 2036…(http://www.albertotesta.net ).



Zum zum zum (Altin-N.Perides-A.Amurri-B.Canfora ) …ovvero "distillazione" di un olio musicale di gran pregio.
Questa allegra "marcetta" fu presentata per la prima volta nell’aprile ’67 alla quinta puntata di Sabato sera con l’accompagnamento della banda della NATO e quindi ripresa un anno e mezzo dopo come sigla per Canzonissima ’68 stavolta con tutti i 48 cantanti in gara e inizialmente vi era l’intenzione di pubblicare questa versione poi si scelse quella eseguita dalla sola Mina per ovvi motivi editoriali visto il cast ..Lo spettacolo televisivo firmato dal team Falqui, Marchesi e Terzoli & Vaime e’ visto da qualcosa come 20 milioni di telespettatori e Mina ebbe un ottimo indice di gradimento, mattatrice indiscussa nel doppio ruolo di presentatrice e cantante al fianco di Walter Chiari e Paolo Panelli scrivendo una memorabile pagina della storia della televisione italiana . Gli autori di questo autentico tormentone sono la coppia composta dall’autore televisivo Antonio Amurri , scomparso nel 1992 alla cui penna si devono i testi dei mitici Gran Varieta’ in radio compresi le dissacranti ed ironiche parodie delle canzoni di Mina con Dorelli nel ’76 , ed il Maestro Canfora , il signore con baffi ed occhiali presente come direttore in trasmissioni come Studio uno e in Sanremo ‘61 (Le mille bolle blu) accanto a Mina ...Dalla loro fertile collaborazione artistica sono uscite splendide canzoni diventate dei classici : "Due note" "Portami con te" "Se c’e’ una cosa che mi fa impazzire" "Conversazione" "Ne’ come ne’ perché" "Un’ora" " Vorrei che fosse amore"e "Sono come tu vuoi" che ha vissuto una seconda giovinezza artistica nel 2007 grazie ad Irene Grandi.. "La canzone che mi gira per la testa", titolo anche di un film di Corbucci ispirato alla sigla di Canzonissima ’68 , ha avuto le sue cover in giro per l’Europa cominciando ovviamente dalla versione della Vartan con l’arrangiamento di Berto Pisano e il coro "I cantori moderni di Alessandroni "che spopolò in classifica piazzandosi sul mercato discografico qualche settimana prima del 45 giri Pdu .Per la Francia come "Zoum zoum zoum" e in Spagna la "matita copiativa" Dalida (1969) , la cantante-attrice nata a Copenaghen Vivi Bach , definita la Bardot danese , ha inciso album e singoli per il mercato tedesco e così con la traduzione del paroliere Felzt pubblica in tedesco "Soum soum soum" , per la Svezia nel ’69 Siw Malmkvist con testo di Britt Lindeborg , per la Cecoslovacchia Hana Zagorova (1969) ed addirittura una cantante Ljupka Dimitrovska in serbo croato . Gigliola Cinguetti la esporta l’anno successivo nel 1969 in Spagna e addirittura in Giappone ! In tempi più recenti Estella Nunez (Sempre Estrellas 1998)(Okamura-Canfora) .Nel dvd volume 4 Gli anni Rai la parodia a tre voci con Walter Chiari e Paolo Panelli da Canzonisima ‘68 che va ad aggiungersi alle due versioni televisive più quella consueta discografica .Nella scaletta del tour 2007 la giovane rock band dei Negramaro dopo la settima canzone il loro hit "Parlami d’amore" e prima della loro canzone "La finestra" propongono una versione citazione del brano di Mina a voler simbolicamente rappresentare il periodo di profondo e mutevole disagio giovanile presente nel ’68. D’altronde la storia di Mina come cantante, come donna e con le sue canzoni oltre ad essere la colonna sonora della vita riesce ad inquadrare l’evoluzione della giovane Italia dal boom economico ad oggi..Antonello Falqui chiese a Canfora di confezionare a Mina un abito musicale su misura che dimostrasse la sua bravura e nacque "Brava" con musica e parole del Maestro , ecco una sua dichiarazione a tal proposito : "Ho pensato un po’e ho composto "Brava", di cui ho scritto anche le parole, non perché io sia un autore, ma perché per quel tipo di pezzo, oltre a un’ agilità vocale, ci voleva anche un’agilità’ labiale : le parole infatti dovevano scivolare senza che lei si "intruppasse". Cosi’ le ho scritte io, facendo in modo che scivolassero una dopo l’altra senza intoppi.. Con Mina abbiamo provato due o tre volte, ma alla seconda prova aveva gia’ imparato il pezzo perfettamente, perché e’ come una lastra fotografica : le rimane impresso tutto nella mente al solo guardare"( da "I mille volti di una voce"di Romy Padovano) In una intervista concessa a "La Repubblica" nel novembre 2008 in merito alla sua decisione di defilarsi dal mondo dello spettacolo il musicista e direttore d’orchestra ha rispettato la sua scelta definendola saggia in un mondo dove l’immagine ha avuto il sopravvento sui meriti artistici e ha definito Mina come un diamante solitario che non può mescolarsi con gli zirconi .Certamente i suoi "carati" sono talmente inestimabili ed incommensurabili che le sue molteplici "sfaccettature" saranno ben evidenti oltre il tempo e lo spazio altro che gli "strass" e le "paillettes" odierne…

Finisce qui per il momento. Grazie per la vostra attenzione.

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